LA SETTIMANA PIU’ DURA DELLA CRISI.
Di F. Allegri
Inizio questa mia riflessione con una constatazione che non sono in grado di verificare ovvero che questa è stata la settimana più dura per la borsa italiana da quando è partita la crisi tre anni fa. Credo che anche al livello assoluto siamo a livelli elevati di crisi.
Dovrei disporre del dato definitivo di oggi e dovrei confrontarlo con le somme delle 150 settimane trascorse, ma in questo momento Milano perde oltre il 4% e a livello settimanale siamo intorno e oltre il 15%. Nessuna borsa ha perso così tanto!
Certamente i dati di questa settimana sono stati duri, più di quanto si pensasse, è evidente che c’è stato un nuovo panico e che dietro l’angolo sta per succedere qualcosa. Io penso al crollo di una qualche banca europea. Il nome possibile gira in una rosa ristretta. Sarebbe quanto meno un capro espiatorio necessario. Basteranno pochi giorni e capiremo, certamente non ci stupiremo. Dico solo di tenere d’occhio la borsa tedesca …. Confermo che on line molti esperti si preoccupano della Germania ( il disastro inglese è previsto per giugno) che tra l’altro negli ultimi anni ha anche sbagliato molte scelte in politica estera.
Una cosa che vorrei capire e che ancora non ho decifrato è il perché ha perso così tanto la nostra borsa? Per ora ho solo degli indizi e trovo solo alcune concause delle quali dovrò valutare la portata.
Sta crollando l’industria italiana del voluttuario e sta crollando di brutto. Era una fetta consistente del made in Italy e coinvolgeva tante realtà medio piccole. Il mio problema è di capire quanto questo pesi? Certamente ha un suo peso notevole e non solo per la borsa di Milano!
Emerge anche drammaticamente la pochezza dei vari leader politici che al massimo hanno proposto il salario di disoccupazione o quella di solidarietà. Un mio commento: il primo non si può, per il secondo è tardi e il problema che pongo è in gran parte diverso. Il salario di solidarietà poteva essere utile un anno fa nelle imprese tra i 30 – 50 e in quelle fino a 100 dipendenti. Ora occorre altro! Fino ad oggi i nostri politici hanno fatto veramente poco e il motivo è che questa crisi aveva colpito solo la fascia ristretta dei molto poveri, ma da oggi non sarà più così.
Sappiamo che ci sono migliaia in operai in cassa – integrazione che hanno perso da un giorno all’altro il 20% dello stipendio e se avvertiti hanno anche la coscienza che non torneranno al lavoro e poi ci sono gli ex precari senza risorse. Noi eravamo favorevoli alla social card e alla sua funzione, ma ora questa non servirebbe più. Con questo lassismo e questa indifferenza si rischia il ritorno alla tessera del pane! E non parlo per me, penso soprattutto ai casi di povertà urbana.
A livello bancario sono possibili crisi e problemi, ma per l’Italia vale il detto che in un mondo di ciechi il miope fa il re. Tutti sostengono che le nostre banche peggiori sarebbero le migliori in qualunque altro paese straniero, ma c’è una precisazione da fare.
Ci può essere un effetto domino e ci sono due banche che hanno operato molto all’estero e una ha sposato una banca tedesca e si sa i matrimonio valgono nella buona e nella cattiva sorte, in salute e malattia.
E speriamo che gli italiani che hanno portato via i soldi dalla borsa continuino ad accaparrarsi i BOT come se fossero oro colato! Definirli dei patrioti è poco. I loro promotori non saprebbero consigliargli niente di meglio: Certamente i titoli di borsa che hanno perso possono perdere ancora e se qualche lettore volesse comprare accetti un consiglio: aspetti qualche mese o meglio si compri beni concreti e utili per un minimo di benessere quotidiano.