26 Mar, 2009
IL DIRITTO ALLA CASA RISCALDATA
Scritto da: F. Allegri In: Segnalazione disservizi al cittadino| Variee letto 144 volte.

Di F. Allegri
Nei primi mesi del 2008 tradussi, fra le altre, un lettera di Ralph Nader che intitolai: “Profitto e saccheggio dei petrolieri”. In questa lettera Ralph Nader ricordava che mentre in inverno le famiglie povere americane rabbrividivano dal freddo perché non potevano pagare ai petrolieri il prezzo esorbitante per riscaldare le case, l’ex petroliere, G. W. Bush dormiva in una calda Casa Bianca e godeva per aver impedito e fermato il tentativo del Congresso di sbarazzarsi di 15 miliardi dollari di agevolazioni fiscali non giustificabili date a delle compagnie sature di profitti come Exxon Mobil quando il greggio costava la metà di oggi.
Mi soffermo solo brevemente sul fatto che anche in passato i governi federali americani avevano aiutato i cosiddetti giganti dell’economia nel loro momento di difficoltà. In USA ci sono sempre soldi disponibili per le grandi corporations.
In questo articolo parlerò di quella che in USA è definito programma di assistenza energetica domestica per i redditi bassi. Per chi non capisse il linguaggio burocratico (la definizione è di Bush e dei conservatori) si parla del diritto ad avere una casa riscaldata.
Girando per internet si vedono le case avveniristiche o quelle che propone giustamente Beppe Grillo nei suoi spettacoli, ma dopo bisogna fare i conti con la realtà che ci circonda e qui ci sono tante case popolari e molte sono vecchie.
L’anno scorso prestai i miei consigli ad alcune famiglie amiche di Cerreto Guidi che dopo una lunga insistenza con gli assistenti sociali, assessori e forse anche del sindaco locale riuscirono tutti insiemi ad ottenere i lavori di restauro delle facciate del loro condominio e l’innesto degli impianti di riscaldamento in tutti gli appartamenti.
Non credo e non ricordo se tali impianti furono gratuiti (penso di no), ma ricordo che dovettero superare tante obiezioni burocratiche, sembrava che chiedessero la luna.
Sinceramente pensavo che il loro problema fosse isolato, poi nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una mail e abbiamo scoperto che anche a Limite sull’Arno hanno dovuto affrontare le stesse difficoltà; forse peggiori se è vera che almeno una famiglia non ha avuto l’installazione dell’impianto di riscaldamento.
A questo punto pensiamo che si dovrebbe investigare a livello di zona e dopo una ricerca accurata capire quale sia la situazione anche perché ci risulta che a livello di area le case popolari sono gestite a livello da Pubblicasa. Tale associazione dovrebbe essere stata creata da un sindacato inquilini per gestire e migliorare le case popolari.
Il momento ci sembra delicato, cresce l’esigenza di aiutare la gente a basso reddito che nei periodi di crisi hanno problemi a pagare le bollette e hanno diritto alla casa riscaldata. Anche se nessuno ne parla questo avviene anche negli USA del liberismo sfrenato dove alcuni stati hanno inverni molto freddi.
Una casa popolare non può essere senza riscaldamento, questo non si può considerare un lusso o una stramberia: è un diritto connesso alla casa stessa. Quindi non solo tutte le case dovrebbero avere gli impianti, ma in alcuni casi bisogna prevedere aiuti per le bollette perché un risparmio di elettricità è pensabile, ma con il freddo non si scherza.
Certamente d’ora in avanti vigileremo e cercheremo di valutare la dimensione del problema che renderemo pubblico anche se ci pare una cosa inconcepibile nel 2009. Non si tratta di dare delle colpe, ma di impegnarsi visto che ci sono sei mesi per lavorare.


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