Fino a quando la gente comprerà i BOT l’Italia avrà un solo problema.

Di F. Allegri

Ritorno su una notizia di una decina di giorni fa: davanti ad un’offerta di 12 miliardi Bot si sono schierate le banche e finanziarie italiane e non con 20 miliardi e tutto è andato bene. Anzi sono avanzati così tanti soldi che qualche miliardo è andato a rifocillare la macilenta borsa italica, anche un pochino di più di quanto avevo previsto.

Il fatto principale è semplice: tutti vogliono Buoni del Tesoro, soltanto Buoni del Tesoro. Questo fenomeno si ripete da mesi e nessuno lo aveva preannunciato. Questo non vale per tutti i paesi, un’eccezione drammatica l’abbiamo vicina, in Ungheria, ma vale anche per gli USA che nonostante il loro immenso debito hanno venduto titoli a tassi minimi. Tutti comprano titoli di stato a tasso zero e nessuno le obbligazioni delle imprese che rischiano l’insolvenza. Da un lato ci sono promotori senza idee e dall’altro c’è il piccolo risparmiatore che è come un pulcino che scambia lo stato leviatano per mamma chioccia. O perlomeno glielo presentano così.

Nei mesi scorsi qualcuno ha comprato anche i titoli statali americani a 30 anni, con questi lumi di luna sarebbe meno imprudente giocare alla roulette, ma nessuno aiuta i risparmiatori a comprare beni sicuri come terreni, palazzi o oro. Comprare titoli americani a trenta anni è un rischio immenso anche prescindendo o ignorando le profezie economico che da 3 anni annunciano il crollo totale e definitivo del sistema finanziario americano. Contenti loro ….

Le banche e le finanziarie fanno comprare BOT per non perdere l’uso di questi capitali a buon mercato e non perché sono terrorizzati o hanno fiducia solo nello stato. Non adorano un vecchio drago, bramano denaro.

Tra i finanzieri che dominano il mondo non c’è un ritorno o una rivalutazione dello strumento politico stato, non si vogliono dazi, confini e regole. I piccoli protezionismi americani ed europei sono mimetizzati con la vernice verde e sono stati accettati dopo immense elargizioni di denaro date a pioggia alle banche trasformando la moneta in un bene privato e proprio delle banche.

Vorrei che fosse già luglio, magari il giorno 15, saprei cosa è accaduto in aprile e finalmente mi sarei tolto la preoccupazione lecita. Potrei distinguere con chiarezza i catastrofisti dagli sciagurati, ma devo pazientare ancora e invitare i miei 100 lettori alla prudenza, prima di salutarlo.

Dimenticavo! Ho detto nel titolo che all’Italia resta un problema, ma non l’ho citato. Sarò buono e non ve lo farò indovinare: quel problema è la disoccupazione crescente. Su questo argomento dovrei scrivere un altro articolo.

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