L’ETEROGENEITA’ DEL POPOLO DELLA LIBERTA’
Di F. Allegri
Una decina di giorni fa ho scritto un pezzo sulle difficoltà future del governo Berlusconi derivanti dall’enorme frazionamento della sua maggioranza.
A riscontro della mia idea è uscita la notizia che alla formazione del Popolo della Libertà hanno aderito 13 partiti e che sarebbe rimasto fuori solo il Partito Repubblicano dell’Onorevole Nucara.
Questo parlamentare di maggioranza nei giorni scorsi, durante una diretta rai, ha fatto un’interrogazione al ministro dell’interno Maroni e dopo la risposta si è dichiarato insoddisfatto. Non era mai successo che un ministro non incassasse l’elogio in diretta televisiva!
Tornando al Popolo della Libertà, abbiamo detto che collegherà strettamente dentro un contenitore poco consistente 13 partiti. AN lo conosciamo ma pochi sanno che è diviso in 5 correnti delle quali una è maggioritaria mentre le altre quattro sono locali ed ha i loro dirigenti di riferimento, per descrivere l’eterogeneità di Forza Italia servirebbe un trattato perciò faro solo alcuni esempi. Abbiamo detto di un Partito Repubblicano, ma nella vecchia Forza Italia ci sono almeno altre due tendenze di quel vecchio partito. Da un lato c’è il banchiere Dennis Verdini che incarno il PRI del Nord che appartenne anche al professor Spadolini mentre dall’altro abbiamo l’economista Siciliano Lamalfa che come il padre avrebbe caratteristiche di riformatore economico socialisteggiante secondo le vecchie caratterizzazioni che rileviamo fra tanti parlamentari del sud. Sempre in forza Italia abbiamo ex socialdemocratici con Vizzini ed ex radicali come Capezzone. Stanno tutti insieme appassionatamente, ma il dubbio è fino a quando? E poi mi chiedo cosa li terrà insieme?
Mi risponderò alla fine intanto elencherò gli altri 11 partiti e movimenti del Popolo delle Libertà.
Abbiamo il DCA di G. Rotondi, il Nuovo PSI di Caldoro, A.S. di A. Mussolini, I popolari liberali di Giovanardi, I liberaldemocratici di Lamberto Dini, gli Italiani nel Mondo di S. De Gregorio, il Movimento Politico per la Liguria di un tal Biasotti, la Destra Libertaria di Buonocore, la Federazione dei Cristiani Popolari di Baccini e infine due movimenti, il primo è quello guidato da M. Dell’Utri mentre l’altro è quello di M. Brambilla.
Come si vede c’è di tutto; come del resto avveniva nel vecchio partito di Berlusconi e come accadrà nel nuovo.
Fino a quando staranno insieme? In realtà ho già risposto alcune settimane fa: questo governo va avanti di mese in mese e luglio si avvicina. Solo G. Fini ha sentito l’esigenza di darsi un orizzonte più ampio e lo ha fatto per parlare genericamente di riforme costituzionali.
Cosa li terrà insieme? La risposta d’istinto sarebbe il potere per il potere, l’ambizione personale di ogni politico, ma questa sarebbe una risposta parziale e classica.
Quello che terrà insieme questa eterogeneità, in realtà, è Silvio Berlusconi stesso e non lo farà in ragione di idee che sono generiche, retoriche e scolastiche, ma in ragione del potere che esprime e rappresenta. Questa garanzia garantisce la governabilità solo per il presente, ma nessuno costruisce un futuro politico per questo paese e anzi gli 11 partitelli sono il freno più forte. Non avendo grandi progetti comuni da realizzare passeranno il loro tempo ad occuparsi di piccole beghe di bottega. E vedremo se sarò smentito.
Come al solito Franco sa cogliere nel segno, ci conosciamo da anni e portiamo avanti assieme un’associazione di avanguardia (che – messaggio anche per i bravissimi animatori di questo sito – potrebbe essere aggiunta al “Blogroll”).
Sul PDL, credo spieghi tutto il vero acronimo: Popolo Del Leader. Un’idea simile al partito degli italiani ce l’aveva avuta già qualcuno prima di Berlusconi… Ein Volk (un Popolo), ein Reich (uno Stato), ein Fuhrer (una Guida)!!!
Ma non fece una gran fine. Soprattutto non la fece fare al suo Volk.
Ti confermo che da oggi per PDL intenderò Partito Del Leader, ma non penserò all’orrendo dittatore tedesco perché domenica a Roma ho visto soprattutto la reincarnazione sbiadita di Fanfani e del suo modello retorico. Non riesco proprio ad immaginare gli italiani in marcia e nemmeno le folle osannanti. La grandezza di Silvio sovrasta solo burocrazie talmente basse che non devono piegarsi per allacciarsi le scarpe. E’ quindi relativa e senza progetti. Qui vive la sua pericolosità visti i tempi critici che viviamo: abbiamo piccoli burocrati incaricati di contrastare la più grande crisi della storia economica contemporanea.
Fa piacere svolgere con la profondità dei due postatori qui sopra un fenomeno che anche D’Alema e Franceschini (più per maniera che per convinzione) hanno giudicato epocale.
Vorrei riportare qui sotto quello che continua a succedere oggi in Toscana e che sarebbe stato (Ad usum Mussoliniano) quello che poteva avvenire in tutta Italia senza una forza che si fosse opposta alla prassi berlingueriana di entrare nei centri di potere finanziaria (dopo la morte di Moro nascono e proliferano i vari potentati rossi: Coop, Unipol, Lega, MPS, Intesa San Paolo, Acea, etc…) per controllare la massa maggiore della popolazione
http://etrusco.blogosfere
Il caso più eclatante è quello dell’Ex sindaco di Castelfiorentino.
Dopo nove anni passati a svolgere il ruolo del primo cittadino del piccolo borgo toscano della Valdelsa, Paolo Regini adesso è:
• Presidente della Banca Cooperativa di Cambiano
• Vice presidente di un call center sui servizi,
• Presidente di Publiambiente
• Consigliere di Toscana Ricicla
• Presidente della Commissione ambiente CISPEL
• perfino consigliere direttivo di una squadra di Basket
•
Ci chiediamo dove trovi il tempo mangiare e dormire?
Il lavoro cooperativo in Toscana vanta una tradizione importante.
Oggi esistono alcune cooperative sociali che permettano di dare lavoro a persone che hanno problemi di inserimento e che altrimenti sarebbero disoccupati. Sono una grande risorsa economica e culturale della Toscana.
Ma quando le cooperative diventano holding potenti che smuovono milioni di euro viene da riflettere quando alcune infrastrutture viarie rimaste in cantiere per anni vengono realizzate immediatamente. Magari sempre dagli stessi consorzi edili.
…
Questo forte Potere Rosso ha un grande senso civico e conservatore. Innova ma con prudenza. Realizza opere proprio quando non ne può fare a meno. Ed è diventato l’espressione della classe borghese moderna che ha come interesse il mantenimento del proprio stato economico conquistato dal sudore del lavoro operaio e contadini dei propri padri. Mi chiedo chi farebbe diversamente. In fondo a ogni popolo piace essere padrone a casa propria. Qualche difetto in fondo lo si può sopportare. Anzi aiuta noi toscani a lamentarsi almeno di qualcosa. Sport che ci piace tantissimo.
È per questo che la mia bella Toscana andrà in massa a votare e democraticamente sceglierà ciò che è meglio per lei.
Il 20 gennaio 2006 uscì su La Nazione questa tabella.
ENTE NOME CARICA EX INCARICO
ATAF Valerio Vannetti Vice Presidente Segretario DS
ACQUE spa Fausto Valtriani Presidente Cons. Com. DS
ACQUE spa Vassili Campatelli Presidente Deputato DS
ACCDT(distrib. Coop) Paolo Cantelli Presidente Segr. Prov. PCI
AMIA Angela Guadagni Presidente Assessore DS
ARPAT Alessandro Lippi Ex Direttore Sindac/Senat. DS
ARSIA Maria G. Mammuccini Direttore Cons. reg. DS
ASA Luca Bussotti Pres. Cons.Sorv. Assessore DS
ASL 3 Renzo Berti Ex. Dirett. Amm. Sindaco PT DS
ASL 3 Vairo Contini Dir Gen. ASL Assessore DS
ATO 1 Lucca Carlo Guidi Presidente Ass. Reg. DS
Az. Agricola Alberese Moreno Periccioli Amministratore Ass. Reg. DS
Banca Toscana Piero Pii Ex Cons. Amm. Sindaco DS
CASA spa Vincenzo Esposito Amm. Delegato Cons. Com. DS
CASA spa Livorno Anna M. Biricotti Presidente Deputata DS
Circond. Empolese Alfiero Ciampolini Direttore Ass. Prov. DS
CENTRALE del Latte Valter Acciai Consigliere Cons. Com. DS
CONSIAG Luciano Baggiani Presidente Ass. Sindaco DS
Consorzio Selvapiana Anna M. Bigozzi Presidente Sindaco DS
COPIT Ivo Lucchesi Presidente Assessore DS
COSECA Emilio Bonifazi Presidente Sindaco DS
Ex Pal. Dei Vini Giuseppe Notaro Ex Presidente Cons. Mont. DS
Fidi Toscana Silvano Gori Presidente Assessore DS
FIORENTINA GAS Lorenzo Becatini Presidente Coord. Metrop.DS
Firenze Mostre Giorgio Bonsanti Presidente Cons. Com. DS
Firenze Parcheggi Piero Certosi Amm. Deleg. Assessore DS
Istituti Riuniti Assist. Sabato Cerrato Cosigliere Cons. Com DS
LEGACOOP Giovanni Doddoli Presidente Sindaco DS
LEGACOOP Stefano Bassi Vice Presidente Cons. Com. DS
Mercafir spa Valdemaro Nutini Presidente Assessore DS
Publiacqua Amos Cecchi Pres./ Amm. Del. Assessore DS
Publiservizi Vittorio Bugli Presidente Cons. Reg. DS
QUADRIFOGLIO Alessandro Pesci Vice Presidente Sindaco DS
Qual Serv TECHSET Antonio Marrucci Presidente Sindaco DS
SAFI Maria Capezzuoli Presidente Sindaco DS
Fondaz. CR e Pep Lido Scarpetti Socio Sindaco DS
Svilup Italia Toscana Luigi Badiali Consigliere Ass. reg.
TAV Firenze Gianni Bechelli Respons. Sede Sindaco DS
Toscana Promozione Mauro Ginanneschi Ex. Direttore Sindaco DS
Toscana Promozione Roberto Pucci Direttore Sindaco DS
Firenze Parcheggi Mirna Migliorini Consigliere Assessore DS
Monte Paschi Siena Ivano Sacchetti Cons. di Amm. Vice Pres. Unipol
Maggio Musicale Fior Giorgio Van Staten Ex Sovrintend. Cons. Com. DS
ATAF/ ESTAT Fiesol Aldo Frangioni Ex Presidente Sindaco DS
INSO Costruzioni Mario Primicerio Consigliere Sindaco DS
Unicoop Turiddu Campani Presidente Cons. Com. DS
Beppe Grillo, grazie ai suoi collaboratori, ha fatto “LA MAPPA DEL POTERE”. Bisognerebbe fare lo stesso anche in casa nostra: ci sono personaggi, come Regini, presenti in tantissime realtà, a volte anche in conflitto fra loro, che assumono vicepresidenti e collaboratori di fiducia che formano il popolo di coloro che comandano e che hanno la benedizione del partito egemone di casa nostra. Fare il politico in certi partiti è l’anticamera del successo, in particolar modo nei servizi pubblici.
Questo non mi pare un commento ma un altro articolo con dati comparsi sui giornali che non servono nemmeno ad avviare inchieste minime. Quindi posso considerarlo come un’aggiunta, forse interessante anche se datata a quello che ho scritto sul PDL. Quanto scrivi infatti mi sembra che non confuti nulla del mio articolo e l’ho letto più volte.
Nessuno ignora che il PD è in Toscana puro potere burocratico amministrativo poco democratico. Che le sinistre mutassero in burocrazie lo scoprì un politologo tedesco tra 1890 e gli inizi del novecento: Lo sappiamo e la Toscana non potrebbe fare eccezione come non saremo noi a riproporrel’idea di partito politico di Berlinguer!
Mi preme prima di tutto chiarirti che questo sito e i miei scritti non sostengono il PD e nemmeno l’IDV ma cercano di offrire piccoli esempi di innovazione politica a livello locale con qualche incursione sulle politiche generali. Nulla di più e quindi come vedi si può criticare il PD.
Non accetto però l’idea che potrebbe stare sotto alla tua riflessione: ovvero quella delle due parti politiche che si scontrano su tutto sempre. L’attuale situazione politica italiana è quella che caratterizza tutti i paesi occidentali dalla fine della seconda guerra mondiale. Tali sistemi politici si basano su dei falsi bipartitismi dove al massimo uno dei due partiti esercita una modesta prevalenza. Tali partiti sono solo strumenti del controllo politico e sociali esercitato da forze oscure e di varia natura. Qualora tale idea ti giungesse nuova sappi che non si tratta di una mia astrazione, ma la principale teoria dell’antropologia della famiglia Nader.
Prima di un saluto ti informo anche che la mia riflessione sull’eterogeneità del Partito del Leader serviva ad esprimere le mie perplessità su quella parte della classe politica che dovrà affrontare la recessione crescente nei prossimi mesi. Saluti.
P. S. Dico questo anche a Mega Tore: non è l’elenco degli amministratori che interesserebbe alla gente onesta, ma caso mai la mappa dei piccoli privilegiati che ricevono favori inconfessabili da tante amministrazioni toscane che stanno sviluppando una nuova forma di nepotismo. Tra i burocrati bisognerebbe trovare il modo di scovare nuovi filoni di tangenti, ma 15 di neo corporativismo hanno reso le inchieste quasi impossibili, salvo le confessioni! La perdita di consenso fideistico di certi partiti accentua il nepotismo e indebolisce la partecipazione.