Soldi pubblici sprecati chi sarà il responsabile?
In tempo di grave crisi economica con persone che perdono il posto di lavoro e devono decidere se pagare il mutuo o mangiare è vergognoso pensare di buttare via i soldi. Soprattutto ora con i problemi dovuti al recente terremoto che si sommano alla crisi economica l’Italia deve far fronte a problemi come la perdita di vite umane e ricostruire quello che è stato polverizzato nell’arco temporale di pochi secondi. Pensare di buttare nel cesso milioni e milioni di euro e poi venirci a chiedere di fare un versamento in un conto corrente aperto per i rterremotati è oggettivamente una mancanza di rispetto di fronte ai Contribuenti della Repubblica Italiana. Oggi si sente spesso parlare di Amministrative, Elezioni Europee e Referendum. Il punto per i Contribuenti è votare e sostenere una spesa la più bassa possibile nel farlo per indirizzare più soldi
possibile alla ripresa economica e ai terremotati. Può essere costituzionalmente sbagliato o l’Europa non concede che le elezioni si svolghino lo stesso giorno ma di fronte a fatti così gravi visto i continui attacchi alla costituzione e al peso che l’Italia ha in Europa sopratutto con le vicende sull’emissioni di CO2 a cui i contribuenti hanno assistito con la presa di posizione di Berlusconi, occorre votare in un unico giorno se si risparmiano soldi. In questo momento occorre anche contraddire la Costituzione e l’Europa purchè si possa aiutare l’economia e la ripresa dei Contribuenti vittime del terremoto. empolitica.com che è dalla parte dei contribuenti si schiera con coloro che non vogliono buttare al vento i soldi. Chi deciderà come saranno svolte le elezioni si farà carico anche dell’eventuale spreco di denaro dei contribuenti e oggettivamente non potrà passare in secondo piano.
Andando a vedere nei siti più significativi a livello politico riportiamo i punti di vista soggettivi delle forze politiche sulla questione dell’accorpamento in un unico giorno di tutte le elezioni.
www.popolodelleliberta.it (http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_15454.htm)
“L’ipotesi del 21 giugno per il referendum contempera le esigenze di risparmio con quelle di democrazia.” Lo ha affermato Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti della Camera e responsabile vicario Enti Locali del Popolo della liberta’:
“Accorpare i ballottaggi con lo svolgimento dei quesiti referendari consentirebbe notevoli risparmi, visto che sono oltre 60 le province al voto e oltre 200 i comuni sopra i 15 mila abitanti, evitando pero’ facilitazioni al raggiungimento del quorum che altererebbero l’esito del referendum, compromettendone la democraticita’. Quanto all’ipotesi paventata da Calderoli che un eventuale vittoria del si’ porterebbe a un rischio fascista per la possibilita’ di ottenere la maggioranza assoluta con pochi voti, va ricordato che questo ’rischio’ c’e’ stato nel 2006 e nel 2008, vista la forte impostazione maggioritaria dell’attuale legge scritta dallo stesso Calderoli, e pure non mi sembra che abbiamo rischiato un regime. Ricordo infatti che gia’ oggi una coalizione con un numero minimo di voti, se maggioritaria, potrebbe conseguire il 55% dei seggi”.
www.partitodemocratico.it (http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/76225/vicino_a_chi_ha_bisogno)
Vicino a chi ha bisogno
Da Mantova Franceschini ribadisce la lotta agli sprechi ingiustificati per motivi elettorali e la necessità di non spegnere i riflettori su quanto accaduto in Abruzzo
”Non ha senso far pagare agli italiani una Bossi tax”. Questa è stata la definizione data da Dario Franceschini dello spreco per lo Stato italiano se le elezioni amministrative ed europee non venissero accorpate al voto per il referendum. “Sono settimane – ha precisato il leader del Pd durante un incontro pubblico a Mantova per la commemorazione di Don Mazzolari – che ripetiamo che non ha senso sprecare 400 mln di euro per impedire di votare la stessa domenica, il 7 giugno, europee, amministrative e referendum insieme a maggior ragione oggi che servono risorse per affrontare l’emergenza e il dramma dell’Abruzzo, della ricostruzione e dei soccorsi”.
“Non è moralmente serio in questo momento – ha continuato Franceschini – buttare soldi dalla
finestra quando servono per i terremotati”.
Quindi il segretario ha assicurato che il Pd così come è accaduto nell’emergenza, avrà’ senso di
responsabilità formulando proposte ma nello stesso tempo controllando anche durante la ricostruzione dell’Abruzzo.”Davanti al dolore e alla sofferenza non potevano esserci polemiche politiche”.
“L’opposizione – ha proseguito Franceschini – in un Paese democratico ha il dovere di controllare soprattutto quando i riflettori si spegneranno perché le promesse non vengano tradite e gli impegni vengano mantenuti”.
Ricordando l’impegno assunto per l’Abruzzo di concerto al governo, il segretario del Pd ha voluto ribadire che “ abbiamo dato la disponibilità anche in Parlamento per studiare i provvedimenti che servono e le risorse che devono essere reperite per uscire dall’emergenza. Da noi quindi proposte e controllo proprio come deve fare l’opposizione”.
Già domani una delegazione del Pd, guidata da Pierluigi Bersani, sarà nei luoghi del terremoto per una serie di verifiche e per confermare che insieme ai riflettori non se ne vada anche l’attenzione per tutte quelle persone che vivono nella disperazione e nella difficoltà.
A.Dra
www.leganord.org (http://www.leganord.org/dblog/articolo.asp?articolo=1623)
Election day, no della Lega: è incostituzionale
“Manteniamo la nostra assoluta contrarietà all’accorpamento tra il referendum e le elezioni europee che è anti-costituzionale”. Il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli conferma che i vertici della Lega Nord rimangono decisamente contrari all’accorpamento per il 6 e 7 giugno del referendum elettorale e le elezioni europee. Il coordinatore delle segrterie nazionali, ha poi aggiunto che ci sono stati contatti stamattina che oggi pomeriggio con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e che “verrà trovata una quadra, perché il clima nella maggioranza è ottimo – ha spiegato – e c’è la disponibilità a ragionare e a superare il problema”.
Calderoli, spiegando i motivi del no leghista, ha anche criticato chi sta cercando di far passare l’arcorpamento come un “risparmio” che potrebbe andare a vantaggio delle popolazioni terremotate. “Sciacallo in questo momento è chi specula sui morti, sugli sfollati e sulla tragedia dell’Abruzzo per ottenere un incostituzionale, e mai verificatosi prima, accorpamento di un referendum abrogativo con un’elezione a suffragio universale diretto – ribadisce – . Sorprende – aggiunge - che chi ha esaltato il ruolo ed il valore della Resistenza possa, oggi, sostenere una truffa costituzionale, per garantire così il quorum di un referendum che porterebbe ad una legge elettorale che probabilmente si è vista soltanto nel Cile e che fa apparire la tanto denigrata legge Acerbo del Ventennio come un esercizio di democrazia. Una legge come questa, che consentirebbe ad una lista di maggioranza relativa, paradossalmente anche soltanto con il 10% dei consensi, di ottenere fino al 55% dei seggi, è infatti una cosa che non si è vista neppure nel Ventennio. E dal 55% arrivare ai due terzi, in caso di un forte successo elettorale o di alleanze successive alle elezioni, il passo è breve, così come altrettanto breve è il passo che porterebbe ad una modifica della Costituzione poi non sottoponibile ad un referendum popolare, senza contare anche l’impossibilità, magari, di modificare l’introduzione di un re o, perché no, di un dittatore con lo ius sanguinis. Ricordiamoci che in molti sono morti per difendere la democrazia, una democrazia che oggi si tenta di svendere. Ma non esiste un prezzo per la democrazia, che ancora di più non può essere messa a rischio con una truffa costituzionale, una truffa ai danni della Costituzione stessa e della buona fede dei cittadini. E i costi di questa truffa, e di questo pericoloso gioco, dovranno essere messi a carico di chi ha proposto questo inutile e pericoloso referendum solo per uscire dall’ombra e dall’anonimato”.
Il referendum “porcata” della Lega
Nel 2007 fu raggiunto il numero di firme per il referendum per la nuova legge elettorale che cancellerebbe la “porcata” di Calderoli. Il referendum fu approvato nel gennaio 2008. Fu ignorato da Napolitano che chiamò le elezioni politiche senza averlo indetto. Morfeo Napolitano costrinse gli italiani a votare con la legge “porcata”. Nel 2009, per legge, è diventato impossibile ignorare il referendum.. Adesso bisogna votare.
I partiti però non amano che i cittadini si intromettano. Lo Stato è Cosa Loro. La volontà popolare gli fa venire l’orticaria. Ma il referendum non si può evitare. Lo si può però boicottare. La Lega, in particolare, non vuole che gli italiani si pronuncino. La legge elettorale prevede che il premio di maggioranza in seggi sia attribuito al partito con il maggior numero di voti e non più alla coalizione. Il PDL potrebbe vincere senza Bossi, la Lega sarebbe inutile. Più o meno come ora, ma senza seggi in Parlamento.
Come uscire da questa situazione? Il vaselinaro Maroni pensa di tenere la consultazione per le europee il 14 giugno, la domenica successiva al primo turno delle amministrative. Costo in più per i contribuenti 4/500 milioni di euro. In questo periodo con milioni di disoccupati una somma improponibile. Lo psiconano avrebbe però trovato una soluzione. Rimandare il referendum al 21 giugno, giorno del balottaggio delle amministrative. Per farlo è necessario un decreto legge, infatti la legge 352 del 1970 impone la convocazione tra il 15 aprile e il 15 giugno. Al secondo turno il numero di elettori crolla, il quorum per il referendum non si raggiunge e si risparmia sui costi elettorali.
Una immensa, colossale presa in giro. Se il referendum per la nuova legge elettorale fosse tenuto con le elezioni europee il 6/7 giugno, come avverrebbe in qualunque Paese democratico, vincerebbe il si, il quorum sarebbe raggiunto. Lo sanno tutti i partiti. Per questo si terrà dopo. Dalla legge porcata al referendum porcata.
L’istituto del referendum, insieme alle leggi di iniziativa popolare, va abolito. E’ ormai solo una presa per i fondelli, una delle tante di questo governo e di questa opposizione di pagliacci. Se dovevamo vivere sotto una dittatura, allora era meglio il fascismo di questi marchettari della televisione e dei giornali. Di questi cialtroni in doppiopetto. Meglio Grandi, Bottai e Balbo di Gasparri, Cicchitto e Maroni. Il fascismo cacciò le mafie (o almeno ci provò). Le mafie hanno fatto dell’Italia la caricatura del fascismo e con i nostri referendum si puliscono il culo. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Calderoli spieghi agli italiani quale articolo della Costituzione vieta di accorpare elezioni a referendum, io non sono un costituzionalista ma non vedo motivi di impedimento. Tanto più che i referendum andavano fatti prima!