Obama va al fast food

Di F. Allegri
Come abbiamo visto nelle ultime lettere di Nader la crisi in America continua e peggiora. Tanti hanno previsto il disastro in generale, altri ci hanno detto i giorni critici che si avvicinano. Noi gli abbiamo messi insieme e fatto conoscere a chi potevamo la lettera di Nader che mette in evidenza la crisi di AIG.
Come dire: i giorni critici sono questi per ragioni generali, di bilancio o fiscali; i paesi in crisi sono questi altri e infine gli USA stanno ancora male poi ci sarebbe questo problemino: nessuno pronunciava AIG e lo facciamo noi! Serve per invitare tutti alla cautela.
L’anno scorso Nader criticò Lehman Brother e preannunciò il suo fallimento causato dal suo immenso debito e dalla sua cattiva gestione: lo fece in aprile. Nel mese di marzo di quest’anno si è dedicato ad AIG e ve l’abbiamo fatto sapere. Certamente questa multinazionale non navigherà nell’oro ed è l’anello mancante di molte analisi che annunciano i disastri. Il destino di AIG deciderà le sorti dell’economia internazionale nei prossimi quattro mesi!
Non si può dire di più, solo aggiungere una frase sul maggio mese dell’amore. Si questo sarà il mese del divorzio annunciato e probabilmente solo rischiato di Berlusconi e di Obama che va al fast food!
Come dire: uno ha altro da fare e l’altro è tranquillo. Di che vi preoccupate dunque?
Lo sapevate che all’inizio dell’anno almeno otto Stati USA hanno varato risoluzioni con cui reclamavano la loro sovranità rispetto al governo federale, in base al nono e decimo emendamento della Costituzione. No! Non ve ne preoccupate se Obama va al fast food! Anche questo Nader l’aveva previsto all’inizio della campagna elettorale quando scrisse un articolo che ricordava un testo teatrale. La luna di miele con il nuovo presidente pareva che non dovesse nemmeno iniziare. Si è inventato la rivoluzione verde per salvare le fabbriche di auto e forse è anche per questo che ha portato Biden al fast food. Colpo di teatro formidabile se non fossero evidenti i disagi del vice che voleva tornare nella macchina blindata e si guardava attorno.
Certo Obama al fast food pareva proprio l’uomo solo a Washington, ma anche l’amico della gente comune, un presidente debole che accetta il suo status e che al massimo si rimbocca le maniche per andare a piantare ravanelli in giardino con la moglie e le cameriere!
Resto perplesso e preoccupato.
Comunque preferisco Obama a un Berlusconi che chiede le scuse della moglie in diretta TV a Porta a Porta. Qui il nostro presidente (ex operaio) sembra un alieno che fa tutto bene e aiuta tutti. Forse dovrebbe andare in ristorante chic, ma non si sa chi potrebbe accompagnarlo, provi con la cena della pace.
Sia chiaro a tutti che i due presidente hanno davanti a loro una crisi mondiale peggiore di quella degli anni ’30, sistemica e doppia. In USA si diffonde la disoccupazione di massa e l’impoverimento rapidissimo e questo si accompagna alle rivolte sociali più strampalate. In Cina hanno licenziato 20 milioni di operai, ma la crescita del PIL resta oltre il 6% e il monte dei titoli tossici americani non è diminuito. In USA c’è anche chi vuole vedere il certificato di nascita del presidente e ne fa una ragione di stato e di lotta politica!
I centri di potere come AIG chiedono i soldi del salvataggio e non hanno troppe remore e speriamo solo che l’influenza suina sia poca cosa, come è sembrato subito.
Forse anche per questo il nostro modesto riformatore americano è andato al fast food e il nostro presidente litiga in diretta TV con la moglie. Tutto fa brodo quando la recessione si avvicina!
In Italia s’attende il lieto fine entro il primo giugno e parlo della cronaca rosa, non dei licenziamenti temuti e intravisti all’orizzonte!