Massimo Marconcini e la storia della raccolta porta a porta

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Ieri Giovedì 28 Maggio siamo andati, ospiti di Massimo Marconcini candidato a Sindaco della città di Empoli, all’incontro da lui organizzato a Palazzo Pretorio. L’incontro era rivolto prevalentemente ai commercianti e residenti del centro storico. L’obiettivo della serata è stato quello di cercare soluzioni per rilanciare l’economia del centro di Empoli. Successivamente saranno pubblicati i video. Quello che si vuole evidenziare è che in questa occasione si è tornati a parlare del problema rifiuti e della possibile costruzione di un inceneritore nell’empolese. E’ stata proprio la domanda di un Cittadino Contribuente che si chiedeva se sarà costruito un termovalorizzatore (inceneritore con qualche filtro in più sui fumi e che sfrutta il calore per produrre vapore che espanso in turbina la mette in rotazione e attraverso una macchina elettrica si produce energia elettrica). empolitica.com, sensibile all’ambiente e alla salute dei Contribuenti che rappresenta, ha

apprezzato le parole di Marconcini quando ha detto che lui e la sua coalizione sono contrari ad una eventuale installazione di questo sistema. Il problema rifiuti si vince con la differenziazione e la creazione di meno imballaggi, quest’ultimo però si potrebbe ripercuotere sull’occupazione e sulle tasche dell’imprenditore che produce imballaggi perciò non è semplice. Occorre educare le persone nel riconoscere i vari materiali e di gettarli nell’apposito contenitore del resto non si nasce istruiti, se qualcuno tarda nel capire come si può differenziare è obbligo di chi è più saggio insegnare a riconoscere i materiali e come smaltirli. Occorerebbe potenziare anche il servizio di raccolta svolto a domicilio da publiambiente. Questo è un servizio efficientissimo e tra i migliori che una società avanzata e civile può mettere a disposizione dei Contribuenti. Se ho un rifiuto derivante da attività domestica, tipo ferro da stiro, chiamo il numero 800 980 800 (per maggiori info www.publiambiente.it), e loro lo ritirano nelle modalità da loro fissate. Purtroppo questo servizio ha un limite e facciamo un esempio: in alcuni casi possiamo ritrovarci involontariamente pezzi di mattoni o ferracci o altra cosa che non sia derivata da attività domestica, che in prima battuta non sappiamo come smaltire, allora chiamiamo publiambiente e ci viene detto, o almeno fino ad ora, che qualsiasi cosa diversa da oggetti usati nell’attività domestica vanno smaltiti in altro modo. Una persona dopo una prima telefonata se non ha voglia di perdere altri cinque minuti prende un sacchetto nero e butta tutto nel cassone dell’indifferenziato, potrebbe succedere, e magari butta via roba che poteva essere recuperata e smaltita diversamente. Quel sacchetto nero poi va a finire in discarica e questa ha una certa capacità che non è a disposizione per millenni. Quindi sarebbe opportuno per i privati cittadini poter smaltire anche piccoli volumi (piccolo è relativo ma la politica potrebbe fissare un limite) di oggetti non derivati da attività domestica.

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