Analisi delle elezioni europee
Ogni contribuente dovrebbe stare molto attento alle elezioni europee. Nel weekend del 6-7 Giugno gli elettori sono stati chiamati ad eleggere i propri rappresentanti da mandare nel parlamento europeo. Questo organo ha il compito di emanare direttiva che vengono recepite dagli stati membri. In parte queste direttive regolano la vita di un paese ed è così necessario che gli elettori votino persone competenti e motivate perchè fare i pendolari per andare a Bruxelles potrebbe essere scoraggiante con il passare del tempo. Se i rappresentanti dell’Italia snobbano il parlamento europeo i contribuenti
vorrebbero sapere chi difende l’Italia da eventuali direttive sfavorevoli per il nostro territorio. Questo aspetto è di fondamentale importanza per cui queste elezioni sono importanti come quelle politiche e amministrative. In questa tornata elettorale si assiste ad un astensionismo importante; votarono il 72,88% nelle precedenti a queste solo il 66,46% aventi diritto . La causa principale è da ricondurre al cattivo operato della politica in Italia. Un contribuente se è soddisfatto dell’operato dei suoi politici perchè non dovrebbe andare a rivotarli? Questa domanda risponde alle parole di Cicchitto che dice:
“E’ evidente che su di noi pesa l’astensionismo, soprattutto al Sud”.
Con queste parole il capogruppo dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto commenta il risultato delle elezioni europee: “Si dimostra che l’area di governo si consolida, con l’avanzamento dell’alleato della Lega, mentre e’ il Pd a crollare, perdendo 6-7 punti percentuali e venendo cannibalizzato dall’IdV. L’offensiva delle sinistre si e’ rivelata un boomerang.”.
8/6/2009
Fonte: http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_15837.htm
Astensionismo significa malcontento e se c’è malcontento significa che la politica ha sbagliato. Qualcuno potrebbe ribattere dicendo che la gente è andata al mare oppure non ha senso civico. Allora se i contribuenti preferiscono il mare alle elezioni dei propri rappresentanti significa che la politica è arrivata alla frutta perchè ha sbagliato talmente tanto che la gente la disprezza. Se invece i Contribuenti non hanno senso civico è la politica a fallire perchè con la scuola non è riuscita ad insegnare l’importanza e l’utilità che c’è dietro alle elezioni. Concludento, questo astensionismo, come indirettamente ci fa capire Cicchitto, è riconducubile ai sempre più crescenti fallimenti dei nostri politici italiani. Qualora non fosse così non si capisce quale sia la causa che suscita disinteresse nell’andare a votare.
I risultati delle elezioni premiano solo la Lega Nord e Italia Dei Valori. Se però si considera il fatto che IDV, riconducibile ad Antonio Di Pietro, è stata fondata nel 1998 (http://it.wikipedia.org/wiki/Italia_dei_Valori) mentre la Lega Nord risale al 1989 (http://it.wikipedia.org/wiki/Lega_nord), la prima è cresciuta in minor tempo riscuotendo ogni giorno sempre più successo. Forse nel paese si alimenta un consenso nel giustizialismo e nella fiducia di persone che denunciano e si oppongono alle leggi su misura. Sarebbe importante sapere se IDV riscuote successo tra i giovani, questo permetterebbe di prevedere se nel futuro l’italia sarà amministrata da persone che oggi vengono marchiate come giustizialiste. In effetti chi sbaglia deve essere punito, troppo facile prendersela con gli extracomunitari e non fare nulla con i parassiti e scarafaggi della società che andrebbero curati con il ddt. Dopo la vittoria di questi due partiti anche se IDV sembra crescere in pocotempo, si registra la sconfitta dei due partiti di riferimento: PDL e PD. Dalle previsioni del nostro Presidente Silvio Berlusconi la PDL avrebbe stravinto sorpassando il 40%. Sbagliare di poco va bene ma sbagliare di 5 punti è tanto, sarà allora proprio vero che il 70% della popolazione è contenta del governo di centro destra? Oggettivamente i numeri dati dai nostri politici non sono tanto affidabili. Per quanto riguarda il PD un 26% è poca roba. Il viaggio in treno di Franceschini non ha portato i frutti che speravano. Il Partito Democratico si può consolare, se pur sia una consolazione, nella relativa sconfitta della PDL. Sembra che il PD sia destinato ad arrivare secondo e la causa di questo potrebbe essere la mancata motivazione dei suoi appartenenti a cambiare e non essere troppo tradizionalisti. Il PD sembra un grosso partito messo lì per creare occupazione e in questa campagna elettorale non è riuscito a comunicare agli elettori il suo programma per l’europa altrimenti non si spiega il 26%. Non ci sembra un partito ambizioso. Per quanto riguarda UDC nulla da dire, il partito si colloca al centro e riscuote sempre lo stesso successo, insomma squadra “vincente” non si cambia. I grandi esclusi sono la Vera Sinistra e i Radicali. Per quest’ultimi non c’è un enorme consenso ma comunque la loro parte la fanno sempre bene. I comunisti, Rifondazione e varie Sinistre invece di unirsi si sono divise, hanno intrpretato male il detto: l’unione fa la forza.