La doppia scommessa del PD contro tre opposizioni

Di F. Allegri

Gli amici di Empolitica hanno sollecitato una mia riflessione sulla nuova giunta del comune di Empoli che nascerà sabato prossimo. Spero di non deluderli e dico subito che farò anche un paio di considerazioni di carattere generale.

Stupisco subito qualcuno con una considerazione (è anche un augurio): la seconda giunta Cappelli mi sembra migliore della prima e figlia delle urne.

Credo anche che sia figlia di un sussulto di orgoglio del giovane gruppo dirigente del PD che ha fatto qualche critiche, sicuramente fresca ed ideale alla sindachessa riconfermata. Dovrò tener d’occhio e seguire la segretaria Barnini in consiglio perché dalla sua coscienza partiranno vettori importanti per le prossime scelte amministrative. Spero anche che rimetta ordine in un gruppo del PD che negli anni passati ha navigato in ordine sparso e ha preso un paio di decisioni indifendibili. Sarà interessante il nome del nuovo capo – gruppo.

Non parlerei, ma si potrebbe fare, di sindaco dimezzato: per ora io preferisco parlare di un sindaco coadiuvato o assistito dal suo partito e con questa premessa inizio a parlare della giunta.

Quindi a mio avviso ci sono le premesse per una giunta migliore e per un consiglio più vitale anche se temo che questo servirà a poco davanti alla marea nera della recessione che si avvicina lenta e inesorabile!

La promozione di Pasquinucci non mi sembra scandalosa, è un ripartire da dove eravamo rimasti ovvero da quella variante urbanistica che imita in parte quel piano casa che Berlusconi propose e per ora non fa e pare rinviato come minimo all’autunno e forse a mai. In generale approvo la promozione ad assessore dei due ex consiglieri ad assessori, anche quella di Torrigiani.

Considero Torrigiani uno dei migliori membri del consiglio uscente e anche un innovatore seppur moderato. Lo difendo anche sulla polemica che ho visto su Facebook originata dalla constatazione che il nuovo assessore avrebbe solo un diploma di maturità professionale: informo i miei lettori che anche io ho quella maturità e che con quella ho affrontato la mia carriera universitaria. Può bastare per fare l’assessore!

La critica alla variante l’abbiamo fatta a suo tempo e per ora aggiungo solo che a mio avviso darà vantaggi economici calanti con il passare del tempo ed io considero le varie riforme urbane in discussione (sia nel locale che a livello nazionali) come delle elusioni delle crisi che evidentemente attraggono meno rispetto ai gossip che imperversano.

Abbiamo anche una giunta più empolese ad Empoli con solo due oriundi, Nigi e Caponi, il primo ha una lunga esperienza politica e speriamo che almeno metta una pezza sui disastri dell’assessorato precedente. Noi lo metteremo alla prova presto sulla questione dei dossi dell’incrocio di via Sanzio e soprattutto sulla questione del nuovo ponte!

La seconda non la conosco, so solo che è arrivata in consiglio con il sostegno delle televisioni locali e dell’agenzia per “lo sviluppo”. Credo che parleremo spesso di lei e posso anticiparvi che prevedo scontri con la lista di Grillo. Non parlo dell’assessore giovane, lo considero un fatto positivo e in generale constato che avevamo visto lontano quando noi di Empolitica andammo alla festa dei giovani del PD a fare le riprese in esterna che non sono facili per noi!

A questo punto devo spiegare il titolo a coloro che non l’avessero capito: la doppia scommessa del PD è su una giunta e un consiglio giovane.

Questa scommessa non sarà facile e rischia di infrangersi contro il muro della crisi. Non avrà invece problemi con le opposizioni che arrivano in consiglio deboli e divise in tre. Pare che Marconcini ci lascerà presto: io non lo rimpiangerò, ma lo ricorderò spesso. Il suo addio non sarà una fuga nel privato, ma un sacrificio sull’altare del nuovo idolo comunista che va a nascere male come sempre. Non vedo rischi di dissidi a breve fra i due segretari comunisti e i due consiglieri di Marconcini, temo invece la lenta liquidazione dell’esperienza della lista che ha eletto Petrillo e Morini, visto che viene a mancare la ragione sociale. Di questo si è scordato Marconcini stesso. Ne riparleremo. Sulla PDL abbiamo da un lato la riconferma di Gori e Baroncelli poi c’è un nuovo eletto che ha fatto una campagna più grigia che gialla, non riesco a ricordare il suo nome e del resto leggendo i suoi manifesti e le sue lettere elettorali non ho capito di cosa si occupi e quali siano i suoi propositi. Per ora lo chiamerò l’ex AN misterioso! Comunque abbiamo un sotto gruppo PDL di tre persone. Sull’altro lato abbiamo i cattolici Gracci e Fruet vicini al nuovo eletto UDC, tal Pelagotti. In mezzo a tutti loro farà da cerniera Bianchi? Difficile da dire: al massimo avremo una desistenza o un patto di reciproca tolleranza. Non facile. I sotto gruppi non sono facili da individuare ma li abbiamo visti bene mesi fa quando le tante divisioni hanno impedito alla destra di fare una proposta amministrativa alternativa alla Cappelli.

In questo caos c’è posto anche per il mio amico Giacomelli al quale concederò qualche mese per adattarsi e rendersi conto della situazione. Questo vale per tutti i neo eletti. Gli consiglio il basso profilo e il dialogo a 360° gradi e anche di dare un orecchio anche ad eventuali sassolini lanciati dalla maggioranza, restando se stesso. Soprattutto gli auguro di non uscire traumatizzato da un luogo che mette a dura prova la pazienza e spesso serve a dare sfogo a rabbie represse da tempo o a mettere in scena un teatro dei malintesi!

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