28 Giu, 2009
Empoli: Video Consiglio comunale del 27/06/2009 Opposizioni deboli e amarcord
Scritto da: alessandro In: Video e commenti Consigli Comunali 2009-2014e letto 379 volte.
Questo il video del 1° Consiglio Comunale Giunta Cappelli Bis 2009-2014 ripreso da Matteo Ciardi .
Di Franco Allegri
Credo che solo leggendo tutto l’articolo un lettore paziente possa capire la bellezza e l’efficacia di un titolo che sintetizza la prima seduta del nuovo consiglio comunale di Empoli che si è riunito oggi, sabato 27 giugno alle ore 10 con puntualità.
Segnalo subito il successo della nostra diretta che ha avuto anche 26 spettatori, quasi il doppio del record stabilito durante un consiglio della precedente legislatura durante un intervento di fuoco del consigliere Baroncelli. Piccoli numeri per qualcuno che può non conoscere la realtà del mondo di internet.
Venendo alla seduta segnalo che essa è stata presieduta dalla consigliera comunale più votata, la segretaria comunale del PD Brenda Barnini che ha tenuto un discorso introduttivo con spunti interessanti. La signorina Barnini ha espresso con belle parole un apprezzamento del ruolo del consiglio che stando alle norme vigenti non corrisponde alle realtà di qualsiasi ente locale.
Io so bene quanto i consigli comunali abbisognino di una valorizzazione per cui considererò le sue parole come un auspicio per un consiglio che dovrebbe essere come lei dice.
Nel corso del suo intervento ha elogiato anche noi e ha presentato il progetto di mettere questi filmati nel sito ufficiale del comune.
Empolitica non è contraria, credo però che le nostre fortune vengano dal combinato dei video e dei miei scritti, non credo di esprimere un inganno della mia superbia.
Mi pare evidente che i miei commenti non debbano stare nel sito del comune e non mi sogno di chiederlo! Dico solo alla segretaria che un filmato così come è spesso non è comprensibile per un cittadino di media cultura.
Alla fine del discorso la consigliera ha nominato con grande gentilezza gli scrutatori ovvero Petrillo, Pampaloni e Bartalucci.
Subito dopo c’è stata la convalida degli eletti che stata approvata con 29 voti all’unanimità dei presenti e subito dopo è stata approvata la sostituzione dei consiglieri che hanno assunto la carica di assessore.
E’ stato in quel momento che ho notato due cose, la prima è curiosa. Il ventilatore dell’opposizione era spento e non sarebbe stato possibile accenderlo visto che non c’era la prolunga della spina adatta all’uso. Era acceso il ventilatore che rinfrescava me e la maggioranza, era accesso quello che rinfrescava la giunta. A fine seduta l’ho fatto notare a vari consiglieri che non gli hanno dato peso o hanno finto di non capire la negatività simbolica di questo piccolo fatto.
Ho notato anche un altro fatto che ha un valore sostanziale maggiore e riguarda le opposizioni che si affannavano a torto a richiedere la presidenza del consiglio comunale che a mio avviso non spetta loro, ma alla maggioranza che di fatto se l’è tenuta.
La mia critica all’opposizione verte su un fatto preciso che solo io ho notato (ma questo non mi stupisce, come non mi stupisce che vari consiglieri fatichino a capirlo).
Il centro destra non aveva in consiglio la composizione che mi aspettavo di 6 della PDL e di 1 del partito di Casini. In consiglio i membri della PDL erano 5 e i cattolici di centro 2.
Il mistero si dimostra con il fatto che Gracci aveva creduto bene di fare gruppo con il suo partito e la PDL non aveva nulla da obiettare contenta del fatto di essere l’opposizione più numerosa.
In realtà la democrazia ha le sue regole e le urne prevedevano 6 della PDL e uno di UDC. Così c’è un consigliere di troppo il giovane Pelagotti che può non rendersi conto del pasticcio e manca il primo dei non eletti PDL.
Il male originale è nella legge elettorale che permette ai candidati sindaco di collegarsi alla lista che più gli comoda anche quella alleata ma concorrente all’interno di un’alleanza.
Questo giochetto permette di manipolare il voto della gente e permette a un partito che ha avuto il 3,823% dei voti di avere due eletti mentre la lista a 5 stelle e IDV né hanno uno solo con il 4,6% e il 4,8%. Non solo i due seggi di UDC sono pari ai 2 dei comunisti uniti e ai due della lista di Marconcini (essi hanno il 7,01% e 8,42%): tra l’altro non ho capito quale delle due rappresenti Massimo. E’ il capogruppo di una, ma secondo me fa parte dell’altra e anche lui non l’ha detto. Qui il problema è solo di opportunità politica.
Devo aggiungere solo una sottolineatura agli amici IDV che non sono riusciti a vedere la natura non democratica nella possibilità concessa a un consigliere/candidato sindaco di optare per quale forza candidarsi, anche non la sua.
E’ ingenuità la loro, lo so, ma devono perderla in fretta! Anche perché se avremo un 5 a 2 nel centro destra c’è in città un cittadino che avrebbe qualche diritto a sedere in consiglio.
Aggiungo solo che anche questo fatto testimonia la debolezza di un’opposizione che sacrifica un suo seggio sull’ara pagana di un’alleanza innaturale.
Andiamo avanti perché formalmente l’assemblea è regolarmente costituita, sempre che uno sconosciuto non faccia delle recriminazioni nelle sedi opportune.
Il prossimo punto è stata l’elezione del presidente e del vice. Il consigliere Cavallini ha candidato per la maggioranza Alessandro Piccini come figura in grado di interpretare un ruolo super partes (quando fosse necessario). Baroncelli e Marconcini hanno chiesto un presidente per le minoranze e come ho già detto non concordo con loro perché credo che un presidente solo di garanzia vada bene in quei consigli dove è il sindaco che gestisce l’ordine del calendario dei lavori dell’assemblea. Spero che se lo ricordino quei consiglieri che volessero riformare i regolamenti.
Le opposizioni hanno due diritti più importanti da tutelare e conquistare, la presidenza di alcune commissioni e la gestione di una parte dei fondi in sede di bilancio. Il secondo punto non ha ancora cittadinanza in un’Italia che è ancora una democrazia primordiale come dimostrano tutte le ricerche politologiche. Dopo i tre voti è stato eletto Piccini che si è insediato alla presidenza e ha tenuto un discorso preciso e puntuale, in parte scritto e in parte capace di rispondere a varie osservazioni emerse.
Subito dopo ci sono stati i tre voti per il vice presidente ed è stato eletto Gori Antonio della PDL.
Subito dopo si sono costituiti i vari gruppi e sono stati nominati i vari capi - gruppo.
I gruppi saranno 7: Empoli a 5 stelle con Giacomelli, Rifondazione comunisti italiani con Bini, Lista Marconcini con lui stesso, PDL con Baroncelli, UDC con Gracci, PD con Barnini e IDV con Di Moulas.
Subito dopo c’è stato il breve giuramento del sindaco e il suo discorso di investitura che a mio avviso non conteneva alcun accenno alle linee programmatiche che mi aspettavo, almeno le prime iniziative.
Ho avuto invece un amorcord e un sindaco malinconico, triste, a tratti piangente. Questo a voluto riprendere il discorso del suo appello al voto ed è tornata a parlare della resistenza citando fatti noti. Un amarcord appunto che non ripeterò, ma non voglio omettere. Allora mi prendo un poco di spazio e voglio riflettere io sull’Italia del 1943 e di quella del 1945. Scriverò due righe su mio nonno Ettore, l’unico resistente e deportato che non si iscrisse mai a nulla.
Nel 1944 era un giovane agricoltore bracciante analfabeta che temeva i tedeschi e viveva fuggiasco nei boschi del Montalbano. Un giorno andò a salutare la fidanzata e cadde per caso in rastrellamento di un gruppo di soldati tedeschi i quali lo aggregarono alle loro truppe para militare come bovaro dedito alla custodia di una mandria di mucche.
Furono i suoi lavori forzati, per mesi, ogni giorno lavoro allo spostamento di queste mucche e a piedi valicò vari monti dell’Appennino.
Dopo vari mesi arrivò in prossimità di Bologna e del Po che non era attraversabile.
Aggiungo solo che nel corso della sua prigionia riuscì prima a far fuggire due ragazzini che erano prigionieri con lui e in seguito fuggì lui stesso nel momento di caos derivante dal tentativo tedesco di attraversare il grande fiume. Dopo la fuga pensò a tornare a casa e si fece la sua bella camminata. Pochi conoscono la storia di un uomo che solo in quei mesi lasciò la provincia di Firenze e che ha ricordato questa sua esperienza per tutta la vita con dignità, senza odi e senza eroismi! La sindaca ha raccontato un’altra storia, ma questa era nota. Non ci sono state le prime linee programmatiche, ma se non altro si comincia a parlare di crisi per questo si spera che cominceremo presto a curare il gran malato.
La sindachessa ha anche presentato il vice sindaco e gli assessori con le varie deleghe, non ho capito chi abbia la delega alla viabilità, l’avverto che gli daremo presto molto lavoro.
Dopo la sindachessa sono intervenuti i consiglieri, Marconcini ha ribadito le sue dimissioni e parlato della bontà del dialogare e dell’ascoltare. Ha spiegato le ragioni delle due dimissioni, queste sono una presa d’atto della sconfitta del suo progetto. Non ha apprezzato il successo della lista Grillo che vive come un calo del suo prestigio e soprattutto non ha accettato quel voto disgiunto dato alla Cappelli e al partito comunista. Sono poche centinaia di voti che testimoniano un’insofferenza dei comunisti nei suoi confronti. Anche questa è per lui inaccettabile!
I comunisti che l’avversano sono anche più duri dato che gira una malignità ovvero che lui voglia candidarsi alle regionali dell’anno prossimo.
Io lo invito ancora a non dimettersi e lo consiglio a non candidarsi l’anno prossimo. Lo consideri un consiglio di un amico che è consapevole del suo valore e dei suoi meriti. Poi prima o poi, magari a freddo, cercherò di aiutarlo a meditare sulla sua sconfitta che con le dimissioni degenera in una resa.
Subito dopo c’è stata la risposta puntuale di Baroncelli a Marconcini, forse inopportuna e altri interventi dei consiglieri che trovate nei video. Il gran caldo mi opprimeva e sono uscito per un caffè e qualche boccata d’aria fresca. Non ho capito come hanno fatto i dodici oppositori a sopportare tal caldo.
Sono rientrato in sala solo quando pensavo che ci fosse il discorso programmatico che non c’è stato e mi sono visto l’elezione dei membri della commissione elettorale che sarà composta dalla sindachessa, da Bacchi, da Borgherini e da Bini. Un due, uno, uno che garantisce molti.
E’ partito un consiglio che par migliore di prima anche se ha una consigliera che doveva partire in fretta per una breve vacanza. Purtroppo un suo congiunto frettoloso ha chiesto proprio a me numi sulla fine della seduta. Un guardiano della democrazia come me non può tacerlo. Vedo con curiosità le prove di dialogo tentate dalla signorina Barnini verso Giacomelli e la lista civica che umilmente sostengo anche io. Le dico subito che secondo me la lista civica farebbe bene a dialogare con tutti sulla crisi e per ora suggerisco di provare a dialogare sulla viabilità dove ci sono tante piccole questioni da affrontare e che sono risolvibili se c’è la volontà.
Chiudo con due righe di pubblicità - progresso: nel sito trovate una lettera di Nader sulle energie alternative e non perdetevi la prossima sulla nascita della personalità giuridica delle imprese. Una perla dell’antropologia giuridica, a mio avviso! Inedita e sconosciuta in Italia.
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Ralph Nader l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano che lotta contro il bipartitismo corporativo nel mondo. Fa parte del meetup di Beppe Grillo di Empoli, di Firenze e di molti altri. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri li troverai gli altri suoi scritti e quelli dei suoi associati. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.



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