01 Lug, 2009
Il Federalismo per tutti e contro qualcuno
Scritto da: F. Allegri In: Variee letto 126 volte.

Di F. Allegri
Come ho scritto nell’introduzione concordo con il mio vecchio amico sulla debolezza di quella realtà che dovremmo chiamare “Patria italiana” e concordo con il fatto che questa è dimostrata dall’esistenza del partito della Lega Nord e dal fatto che in passato sono esistiti numerosi partiti che avevano motivazioni e interessi inconfessabili e spesso contrari alla democrazia o alla rappresentanza dei cittadini e anche non leciti. Patria è anche per me sinonimo di un ideale “bene comune” che non deve però ignorare le ingiustizie sociali e ogni ideale dovrebbe condurre a ideali morali.
Io però intendo usare questo articolo per riflettere sulla riforma federalista approvata qualche mese fa dal nostro parlamento seguendo il suo lungo iter legislativo.
Un giudizio complessivo si può dare partendo dalla constatazione che si tratta di una norma molta estesa che contiene articoli contraddittori, numerosi rinvii e richiede molti regolamenti attuativi.
Siamo al recupero e all’applicazione dell’idea di una costituzione da attuare a pezzi e bocconi che fu inventata dai moderati negli anni cinquanta del secolo scorso.
Stavolta questa applicazione differita non è un male perché questo è il Federalismo per tutti, ma anche contro qualcuno.
Mi riferisco a certe regioni che non possono permettersi certe riforme economiche e ad altre regioni del centro nord che nei prossimi cinque anni avrebbero più vantaggi dalla applicazione delle vecchie norme soprattutto in materia di appalti pubblici.
Il professore ha parlato di scuola e anche questo è un campo dolente, ma al contrario.
I migliori decentramenti regionali decentrano l’istruzione e premiano l’istruzione locale, noi invece abbiamo un’educazione nazionale alla noia e al disvalore politico televisivo. Abbiamo giovani senza prospettive e senza ragioni e il federalismo suddetto non si occuperà di questo! Non c’è che dire abbiamo proprio un bel federalismo!
Noi abbiamo invece il federalismo della sanità, della spesa incontrollata, dei centri di spesa moltiplicati e del servizio ridimensionato ai pazienti!
Anche qui il nuovo federalismo considera tutto come conquiste acquisite.
E le province, guai a chi le tocca! Se ne possono abolire 9 se si fa la provincia metropolitana: capirai lo sconvolgimento!
Il professore chiude il suo pezzo con un auspicio e una speranza legata al fatto che un’Italia migliore sia nascosta da qualche parte. Io sono più disincantato e credo che quello che vediamo sia la nuda realtà e il federalismo applicato non la migliorerà.
Non ho fiducia nella creazione di tanti poteri locali, vedo centri di spesa ovunque, vedo politicanti formati solo ai principi elementari della democrazia, grandi e piccoli manipolatori del consenso e tutto questo lo inserisco in un contesto di crisi economica crescente. Un incubo!
E gli incompetenti e i disinformati per non parlare di razzisti dell’ultima ora e dei cafoni di ogni età. E credo di poter dire che il Federalismo incompiuto e rinviato a poi sia il peggior regalo di un governo che in altri campi ha fatto anche qualche piccolo progresso (esclusi gli affari personali del premier).
Il federalismo pone l’Italia davanti a un rischio che posso chiamare “l’invasione dell’incompetente”. Che danni può fare? Semplice, pensate al terremoto d’Abruzzo e cominciate ad immaginare le cause ultime di un disastro che è derivato dalla costruzione di case e palazzi antisismici solo per finta nella zona più a rischio di Italia.
In Abruzzo l’incompetenza è andata a braccetto con lo scarica barile e ogni giorno mi convinco che la ricostruzione sarà rinviata alle calende greche.
Qualcuno ha detto che il terremoto ha cancellato dall’agenda politica del nostro governo il famoso piano casa. Può essere, certo nessuno ha il coraggio di parlare di federalismo per l’Abruzzo. Chissà come mai?
Che il federalismo sia solo un grande bluff, una sorta di non vestito per un re che gira nudo e non lo sa!
Non del tutto, abbiamo davvero un federalismo per tutti ovvero minimo, ma anche un federalismo che non conosce certe disuguaglianze sociali e quindi destinato ad accantonare un principio sano come quello della solidarietà nazionale.
Forse il terremoto ha sommerso anche qualche articolo della legge sul federalismo?
Io credo di si, ma ho bisogno di qualche altro mese per affermarlo con certezza. Certo oltre i si e i no al federalismo qualcuno deve vigilare contro gli avvoltoi che possono provare ad andare a fare i loro nidi nelle tormentate terre di Abruzzo.
Non è il federalismo la causa del terremoto in Abruzzo, casomai è stata quella Tangentopoli che veniva da lontano e i modi di fare politica collegati, ma io temo che il federalismo non sia una soluzione praticabile e tale considerazione si rafforza ogni giorno di più.
Si va verso un federalismo di piccole patrie e di piccoli interessi anche meschini, tutto già visto e già sperimentato.
Vedo nel localismo le case che non considerano il rischio sismico, vedo le mille torri dell’Italia dei comuni, vedo il provincialismo, i governicchi come sinonimi di irresponsabilità e di familismo indifferenziato o peggio di nepotismo. E questo dalle Alpi alle Piramidi, dal Tirreno all’Adriatico.


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