NOSTALGIA PER I BEI CONCORSI PUBBLICI DEL SECOLO SCORSO

Di F. Allegri

Non so se i miei lettori hanno apprezzato il mio pezzo di critica per una delle prime delibere della nuova giunta di Empoli. Non ho usato un linguaggio particolarmente duro e ho cercato di illustrare gli effetti del provvedimento senza calcare la mano perché alcuni aspetti riguardavano questioni che dovevo approfondire.

Dopo aver letto tale delibera e gli articoli collegati mi è entrato in testa un tarlo, un dubbio che dovevo verificare in modo approfondito, avevo bisogno di consultare alcuni amici esperti del settore che non sono facili da trovare nel mese di luglio.

L’obiezione di Salvatore è giusta, egli mi dice: ” ….. ma se per trovare lavoro in comune non contano le capacità ma bisogna avere la fiducia dei sindaci che sono liberi di assumere chi vogliono …. non stiamo parlando di legalizzare la raccomandazione? La delibera in oggetto specifica che NON ci sarà una graduatoria di merito, comparativo, quindi, smettete di studiare e andate a passare tempo al partito di maggioranza e avrete risolto il problema di trovare un lavoro“.

Sì, Salvatore ha ragione e in qualche modo queste cose le ho scritte nel pezzo. In questi due giorni ho fatto le mie verifiche e ho sentito gli amici. Il mio dubbio era vero e va oltre quello che pensa il mio lettore.

Negli enti pubblici ci sono, in teoria, tre tipi di concorso caratterizzati da tre lettere diverse, abbiamo i concorsi B, C, e D. Questa è però solo la situazione teorica perché negli ultimi anni i concorsi D sono molto diminuiti per risparmiare e poi molti di questi sono fatti per ratificare l’assunzione di dirigente precedentemente scelti da qualche sindaco. Un amico amareggiato mi ha detto che non si fanno più veri concorsi per i dirigenti e che si procede con “le assunzioni a chiamata”.

I comuni scelgono i loro dirigenti di domani con delibere che permettono di assumere a termine chi si vuole, l’assunzione in un secondo periodo è quasi certa.

Mi si potrebbe obiettare che c’è il limite del 5%, ma in realtà ogni comune ha i suoi dirigenti di carriera e i ricambi da fare sono pochi quindi di fatto tale limite è pari a quello dei posti da coprire.

Visto che questa è la realtà attuale, lasciatemi chiudere esprimendo la mia nostalgia per i bei concorsi di una volta dove se c’era un trucco nessuno lo scopriva.

Devo anche dire che Empoli avrà bisogno di un dirigente molto preparato perché nei prossimi anni non sarà facile fare i bilanci se è vero che la crisi chiede maggiori spese sociali mentre diminuiranno le entrate.

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