Addio, GM

Di Michael Moore

1 giugno 2009

Scrivo questo la mattina della fine della General Motors che una volta era potente.

A mezzogiorno in punto, il Presidente degli USA l’ha reso ufficiale: General Motors, come noi lo conosciamo, è stato liquidato.

Poiché io sono qui nella città natale di GM, Flint, Michigan, sono circondato da amici e famiglia che sono in preda all’ansia per quello che accadrà a loro e alla città.

Il quaranta per cento delle case e degli affari in città sono stati abbandonati.

Immaginate come sarebbe se voi viveste in una città dove quasi ogni altra casa è vuota.

Quale potrebbe essere il vostro stato mentale?

E’ con un’ironia triste che l’impresa che inventò “l’obsolescenza programmata” – la decisione di costruire auto che cadranno a pezzi dopo pochi anni in modo che i clienti dovrebbero comprarne una nuova – ora ha fatto se stessa obsoleta.

Essa rifiutò di fare le automobili che il pubblico voleva, auto che fanno molte miglia con il gas, che sono sicure come dovrebbero, e che sono molto confortevoli da guidare.

Oh – e che non iniziano a cadere a pezzi dopo due anni.

GM combatté con forza le leggi ambientali e di sicurezza.

I suoi dirigenti con arroganza ignorarono le auto giapponesi e tedesche “inferiori”; potrebbero essere le migliori per chi acquista auto.

Ed essa fu come l’inferno nel punire la sua forza lavoro sindacalizzata, mozzò migliaia di lavoratori senza una buona ragione se non per “migliorare” i danni a breve della multinazionale.

A cominciare dagli anni ’80 quando GM faceva profitti record; essa spostò un’infinità di lavori in Messico o altrove e distrusse le vite di decine di miglia di americani che lavoravano duro.

La stupidità evidente di questa politica era questa: dopo aver eliminato il reddito di così tante famiglie della classe media, chi pensavano sarebbe stato in grado di comprare le loro auto?

La storia racconterà questa miopia così come noi scriviamo della costruzione francese della Linea Maginot o come i Romani senza guida avvelenarono i loro acquedotti con il piombo letale delle loro condutture.

Per questo siamo qui al letto di morte di General Motors.

Il corpo della imprese non è ancora freddo, e io mi trovo pieno di – oserei definirla così – gioia.

Non è la gioia della vendetta contro un’impresa che rovinò la mia città natale e portò miseria, divorzio, alcolismo, carenza abitativa, debilitazione fisica e mentale e in aggiunta la droga alla gente con la quale io sono cresciuto.

Nemmeno, ovviamente, trovo qualche gioia dal sapere che oltre 21.000 lavoratori hanno saputo che anche loro sono senza lavoro.

Ma ora voi, io e il resto dell’America siamo proprietari di un’impresa automobilistica!

Lo so, lo so – chi, sulla Terra, vuole dirigere un’impresa automobilistica?

Chi tra noi vuole che $ 50 miliardi delle nostre tasse siano gettate nella buca del topo per cercare di salvare GM?

Lasciatemi essere chiaro su questo: l’unico modo per salvare GM è ucciderla.

Il salvare le nostre infrastrutture industriali preziose, tuttavia, è un altro tema e dovrebbe essere una massima priorità.

Se permettiamo la chiusura e la demolizione dei nostri impianti automobilistici, desidereremo con forza di averli ancora quando capiremo che potevano costruire i sistemi di energia alternativa dei quali ora abbiamo un grande bisogno.

E quando capiremo che il nostro mezzo di trasporto migliore è una ferrovia leggera con treni “bullet” o bus più puliti, come faremo se abbiamo permesso alla nostra capacità industriale e ai lavoratori esperti di scomparire?

Così, mentre GM è “riorganizzata” dal governo federale e dal tribunale fallimentare, qui c’è il piano che sto chiedendo al Presidente Obama di realizzare per il bene dei lavoratori, della comunità di GM e di tutta la nazione.

Venti anni fa quando feci “Roger & Me”, cercai di avvertire la gente su quello che stava davanti a General Motors.

La struttura di potere e il regime degli esperti l’ascoltarono; forse molto di più di quanto l’avessero evitato.

Basandomi sulle mia testimonianza abitudinaria, io chiedo una considerazione onesta e sincera alle seguenti idee:

1. Proprio come il Presidente Roosevelt fece dopo l’attacco a Pearl Harbor, il Presidente deve dire alla nazione che siamo in guerra e che dobbiamo convertire subito le nostre fabbriche di auto in altre che facciano veicoli da trasporto di massa e progetti energetici alternativi.

In pochi mesi a Flint nel 1942, GM fermò tutta la produzione di auto e subito usò le linee di assemblaggio per fare aeroplani, carri e macchine da guerra.

La conversione fu immediata.

Tutti contribuirono. I fascisti furono sconfitti.

Ora combattiamo un tipo di guerra differente – una guerra che abbiamo condotto contro l’ecosistema e che è stata condotta proprio dai nostri capi aziendali.

Questa guerra attuale ha due fronti.

Uno ha il quartier generale a Detroit.

I prodotti costruiti nelle fabbriche di GM, Ford e Chrysler sono le più grandi armi di distruzione di massa responsabili del riscaldamento globale e dello scioglimento della calotta polare.

Le cose che chiamiamo “auto” potrebbero essere state divertenti da guidare, ma loro sono come un milione di pugnali nel cuore di Madre Natura.

Il continuare a costruirle condurrebbe alla rovina delle nostre specie e di gran parte del pianeta.

L’altro fronte in questa guerra è guidato dalle compagnie petrolifere contro voi e me.

Esse sono impegnate a “tosarci” ogni volta che possono, e sono state le amministratrici incuranti delle riserve finite di petrolio che si trovano sotto la superficie della terra.

Esse sanno che lo stanno risucchiando tutto.

E come i magnati del legno del ventesimo secolo che non lasciarono un bel niente alle generazioni future dato che abbatterono ogni foresta sulla quale misero le mani, questi baroni del petrolio non dicono al pubblico ciò che sanno vero – ovvero che ci sono solo altri (pochi) decenni di petrolio utilizzabile su questo pianeta.

E poiché la fine del petrolio si avvicina, state allerta contro i disperati disposti ad uccidere o essere uccisi proprio per mettere le mani su un barattolo da un gallone di benzina.

Il Presidente Obama, ora che ha preso il controllo di GM, deve subito convertire le fabbriche agli usi necessari e nuovi.

2. Non buttate altri $ 30 miliardi nei forzieri di GM per costruire auto.

Al contrario, usate quel denaro per mantenere la forza lavoro corrente – e gran parte di quelli che sono stati licenziati – da impiegare per costruire i nuovi modi di trasporto del 21° secolo.

Ora fate iniziare a loro la conversione del lavoro.

3. Annunciate che avremo treni “bullet” intersecanti questa nazione nei prossimi 5 anni.

Il Giappone celebra il 45° anniversario del suo primo treno “bullet” quest’anno.

Ora hanno dozzine di quelli.

Velocità media: 165 mph.

Ritardo medio di un treno: sotto i 30 secondi.

Essi hanno avuto quei treni ad alta velocità per quasi 5 decenni – e noi non ne abbiamo uno!

Il fatto che già esiste la tecnologia per noi per andare da New York a L.A. in 17 ore col treno, e che non la usiamo, è criminale. Impiegate i disoccupati per costruire le nuove linee ad alta velocità in tutta la nazione. Da Chicago a Detroit in meno di due ore. Da Miami a DC in meno di 7 ore. Da Denver a Dallas in cinque ore e mezzo. Questo può essere fatto e fatto ora.

4. Iniziate un programma per fare linee metropolitane leggere nelle città grandi e medie.

Costruite quei treni nelle fabbriche GM.

E impiegate la gente del posto ovunque per installare e far funzionare questo sistema.

5. Per la gente delle aree rurali senza linee ferroviarie: avete gli impianti GM per fare bus ad energia efficiente e pulita.

6. Per il futuro, fate delle fabbriche per costruire auto ibride o solo elettriche (e le batterie).

Serviranno pochi anni alla gente per cominciare a usare i nostri nuovi mezzi di trasporto, quindi se dovete comprare un’auto, prendetene una più buona e anche più leggera.

Possiamo farle dal prossimo mese (non credete a chi vi dice che ci vorranno anni per rifornire le fabbriche – semplicemente non è vero).

7. Trasformate alcune fabbriche GM vuote in mezzi che costruiscano mulini a vento, pannelli solari e altri tipi di forme di energia alternativa.

Proprio ora ci servono decine di milioni di pannelli solari. E c’è una forza lavoro desiderosa e abile che può costruirli.

8. Fornite incentivi fiscali per quelli che viaggiano con auto ibrida o con il bus o il treno.

Date anche i crediti a quelli che convertono la loro casa all’energia alternativa.

9. Per aiutare a pagare questo, imponete una tassa di due dollari su ogni gallone di benzina.

Ciò porterà la gente a scegliere auto a risparmio energetico o a usare le nuove ferrovie o i nuovi mezzi fatti dagli ex costruttori di auto per loro.

BENE, QUESTO E’ UN INIZIO.

Per favore, per favore, per favore non salvate GM per fare una sua versione più piccola che di fatto costruisca solo Chevys o Cadillacs.

Questa non è una soluzione a lungo termine. Non gettate denaro cattivo in un’impresa il cui tubo finale funziona male e causa uno strano odore per riempire la macchina.

Proprio cento anni fa, i fondatori di General Motors convinsero il mondo a cedere i loro cavalli, le selle e le fruste da calesse per provare una nuova forma di trasporto.

Ora è il momento per noi di dire arrivederci al motore a combustione internazionale.

Sembrò che ci servisse bene per molto tempo.

Noi godemmo il balzo dell’auto all’A&W.

Noi riempimmo il sedile davanti – e di dietro.

Guardammo i film su grandi schermi dalle auto, andammo alle corse sulle piste NASCAR di tutta la nazione e vedemmo l’Oceano Pacifico per la prima volta calando il vetro della Hwy. 1. E ora è finito. E’ un nuovo giorno e un nuovo secolo.

Il Presidente – e il UAW – devono afferrare questo momento e creare una grande torta al limone da questo frutto molto aspro e triste. Ieri, l’ultima persona sopravvissuta dal disastro del Titanic è passata a miglior vita. Lei scampò una morte certa quella notte e visse altri 97 anni.

Perciò possiamo sopravvivere al nostro Titanic in tutti i Flint dei Michigan di questo stato. Il 60% di GM è nostro. Io penso che possiamo fare un lavoro migliore.

Il vostro, Michael Moore

Abbiamo tradotto oggi l’ultima delle tre lettere di M. Moore ai suoi fans e sostenitori politici (le traduzioni riprenderanno a settembre). Si tratta di un programma “di guerra” per fare uscire gli USA dalla crisi. Lo condividiamo nei propositi mentre non sottoscriviamo laddove si sostiene che nel mondo ci siano riserve petrolifere buone solo per pochi decenni. Se i livelli di consumo fossero molto più basso i pozzi di petrolio di profondità riuscirebbero a rinnovare velocemente le loro consistenze. E’ lo sfruttamento eccessivo che svuota i pozzi, soprattutto quelli in profondità. Quelli superficiali erano una manna dal cielo, ma per questi non c’è più nulla da fare. Manteniamo anche le nostre perplessità sull’effetto serra. FUTUROIERI

Tradotto il 20 luglio 2009 da Franco allegri per Futuroieri

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Ralph Nader l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano che lotta contro il bipartitismo corporativo nel mondo. Fa parte del meetup di Beppe Grillo di Empoli, di Firenze e di molti altri. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri li troverai gli altri suoi scritti e quelli dei suoi associati. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

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