Ecco dove potrebbero sorgere le centrali nucleari in Italia
In un articolo pubblicato da www.ingegneri.info trapelano notizie interessanti sui siti in cui saranno realizzate le nuove centrali nucleari in Italia e perchè. Ma ci saranno due problemi: uno relativo alle varie rivolte popolari dei cittadini contrari a questi impianti fuori moda e uno relativo al costo di installazione che potrebbe scoraggiare gli imprenditori. Infatti il costo per MWhe è elevatissimo a causa della complessità dell’impianto. Inoltre da non sottovalutare che i paesi europei e gli Stati Uniti vanno in un’altra direzione. La scelta del nucleare ci colloca tra quei paesi in via di sviluppo che si vantano di utilizzare tecnologie ormai trapassate. L’esempio sono i paesi africani. Spesso nelle cittadine in via di sviluppo si può vedere la prima centrale elettrica a carbone. Gli abitanti ti mostrano fieri la centrale e poi ti indicano il camino della caldaia che emette un impressionante fumo nero, loro ne sono soddisfatti perchè sanno che la centrale funziona e noi ci spaventiamo perchè uno spettacolo del genere eravamo abituati a vederlo durante la rivoluzione industriale. Anche in Italia ci sono centrali a carbone ma le emissioni sono controllate. Il nostro nucleare sarà un po’ come le centrali a carbone prima dette. Sarà sicuro efficiente e abbastanza tecnologico ma comunque ci metterà dinanzi ai Grandi presidenti che hanno scelto le rinnovabili, in una situazione di paese in via di sviluppo e noi contribuenti a dirla tutta ci vergognamo.
Ecco l’articolo di www.ingegneri.info
Secondo fonti ufficiose sono 10 le città italiane che potrebbero ospitare le centrali nucleari. Tra queste se ne dovranno scegliere quattro: saranno loro ad ospitare gli impianti di terza generazione che il governo ha intenzione di costruire in Italia. La notizia viene confermata da uno dei tecnici che ha partecipato allo studio. Esiste una bozza, allo studio del governo.
Tre le caratteristiche del territorio prescelto: assenza di sismicità, minore densità abitativa, vicinanza all’acqua, preferibilmente al mare, perché i fiumi rischiano di straripare. Mentre i tecnici cercano le aree, il governo ha già incassato il parere favorevole di Veneto e Sicilia.
I siti per la costruzione delle future centrali nucleari potranno sorgere in aree già sedi di centrali o che comunque abbiano una buona capacità di trasmissione elettrica e disponibilità di acqua. Lo prevede la bozza di decreto legislativo che segue la Legge Sviluppo e che rimette ordine alle disposizioni per l’ingresso del nostro paese nel campo della produzione di energia da fonte nucleare.
Ma la localizzazione dei siti sarà affidata anche ai soggetti che dovranno costruire le centrali. Infatti, il MSE, ricevute le richieste degli operatori, provvederà a trasmettere alla Conferenza stato regioni e all’Agenzia per la sicurezza Nucleare l’elenco completo delle aree per una valutazione di merito.
L’Agenzia avrà 60 giorni per esprimere il proprio parere tenendo presente i severi requisiti tecnici (sistema di raffreddamento, distanza dalle aree abitate e fenomeni sismici) e quelli ambientali (suolo, risorse idriche, valore paesaggistico e storico culturale dell’area).
Ecco le presunte 10 aree:
1) Monfalcone (Gorizia). Uno degli elementi decisivi: la presenza del mare
2) Scanzano Jonico (Matera). Già individuato per il deposito delle scorie
3) Palma (Agrigento): la Regione Sicilia si sarebbe detta favorevole
4) Oristano: da sempre la Sardegna è nella top ten per i siti.
5) Chioggia. I cittadini stanno già organizzando le proteste.
6) Caorso. È uno dei siti che già ospita le centrali.
7) Trino Vercellese. Anche qui c’è un impianto in decommissioning.
8 ) Montalto di Castro: vicino al mare e un sito già individuato in passato
9) Termini Imerese. Pioggia di smentite ufficiali, ma i residenti temono.
10) Termoli: uno studio ne elenca le caratteristiche favorevoli al progetto
Per la maggior parte si tratta dei vecchi siti dove già ci sono gli impianti, ormai in dismissione. Ma ci sono anche delle novità: come Palma nell’Agrigentino o Termini Imerese, scelte figlie della disponibilità annunciata dalla Regione Sicilia. A sbarcare in Italia sarà l’European pressurized reactor di tecnologia francese, figlio della joint venture tra Enel ed Edf che hanno affidato la realizzazione degli studi di fattibilità alla neonata Sviluppo Nucleare Italia srl. Numerosi sono i laboratori coinvolti in questa fase per realizzare la mappa delle città papabili. « I siti saranno presidiati militarmente e non sarà possibile avere informazioni», denuncia il senatore Pd Roberto della Seta.

salve volevo sapere se latina potra essere sede di centrale nucleare, ed eventualmente dove? grazie