“IL FATTO, Travaglio e la politica”

23/09/2009

Di F. Allegri

Da oggi, mercoledì  23 settembre arriva in edicola IL FATTO e credo importante che Empolitica e futuro Ieri rivolgano un augurio al nuovo giornale anche perché  ne avrà bisogno. L’anno scorso ho seguito la nascita del Ribelle di Fini e ne ho ricavato qualche piccola delusione perché mi aspettavo di più. Sul Fatto sono in parte prevenuto, ma credo che tale giornale vada sostenuto.

Con Empolitica andammo a Fucecchio e facemmo il video su Travaglio che commemorava Montanelli e presentava la sua creatura con il collega Padellaro (ad oggi è il nostro video più visto). La prima parte è arrivata quasi a mille e dopo questo scritto lo supererà.

Sul Fatto ho una pretesa: vorrei un giornale libero che parli male della destra, del centro e della sinistra quando c’è da parlare male e viceversa quando c’è da fare un elogio. Credo che Travaglio non sappia elogiare e questo è un suo piccolo limite perché occorre conoscere il bene per individuare il male.

Di certo la sua sfida a Berlusconi sarà esaltante anche se temo che non duri a lungo (il governicchio può crollare in ottobre, dalle ultime indiscrezioni). E’ da agosto che Berlusconi è in guerra con la stampa e guerreggiava anche prima visto che qualche suo collaboratore ha cacciato Mentana da Canale 5, ora con il Fatto parte la controffensiva partigiana. Lui ha sempre dei collaboratori che operano per conto suo e non solo! Sarà battaglia e non basterà far sorridere, prevedo uno sguainare di scimitarre, colpi bassi e carte bollate.

Sul fatto che Travaglio possa fare qualche sconto alla sinistra avevo dei dubbi che sono scomparsi l’otto agosto scorso quando Travaglio scrisse l’articolo “Il Berlusconi Rosso” e attaccò Nichi Vendola. Quel pezzo mi ha riconciliato con lui perché anche io sono contro la listarella Sinistra e Libertà e contro il suo leader che non mi è mai piaciuto.

Mi lasciò  di stucco l’attacco che il nuovo segretario di Rifondazione fece a Vendola: l’accusò di brogli elettorali nella corsa alla segreteria dove arrivò al 49%. A ben vedere l’accusa è enorme e infamante, tale da azzerare il partito in questione, e di fatto questo avverrà presto. Parlo di Sinistra e L….. quel che è e anche del partito comunista riunito dopo essersi prima diviso di nuovo.

Anche Travaglio non è stato tenero con Vendola, l’ha chiamato il Berlusconi Rosso perché scrisse una lettera contro un magistrato donna: Desiree Digeronimo, un magistrato antimafia e nemico della mala politica. In effetti Vendola usa gli argomenti del piccolo presidente, attacca i magistrati, fa del vittimismo e non accetta che la signora possa condurre tale inchiesta ricorrendo a tutta una serie di cavilli degni e inventati dal vecchio mondo andreottiano e dai giuristi meridionali ultra conservatori. A un mese di distanza la cosa mi sorprende ancora, soprattutto quando parla di “spettacolarizzazione delle indagini”. Quella lettera potrebbe trovare accoglienza anche presso la corte di Mastella e ho detto tutto!

Un tempo Vendola apparteneva al mondo dell’antimafia di sinistra, ma la vicenda Masciari cittadino di Empoli mi ha aperto gli occhi e oggi riesco a distinguere gli uomini come faceva Sciascia in: uomini, ominicchi, omiccioli e quaquaracquà! Il grande romanziere siciliano va rivalutato anche in questa parte del suo pensiero più criticato.

Questo è  il Travaglio che auspico, è destinato ad essere piccolo, ma può  essere libero.

Coraggio Marco, credo che su certo vittimismo a sinistra avrai molto da scrivere, ma attento a non tagliare il ramo sul quale ti sei appollaiato e per far questo ti servirà una super chiarezza e una super semplicità.

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