Crisi e prossimo futuro

Elogio delle banche pubbliche e cooperative se non prestano ad interessi esosi!

22/09/2009

Di F. Allegri

La scorsa settimana ho ripreso a scrivere di crisi e credo di aver fatto bene perché  in giro la buona informazione è più scarsa dell’acqua del deserto. Nei giorni scorsi mi sono imbattuto nelle analisi di una bella economista: forse dovrei dire nelle profezie di una fattucchiera. La bella signora sosteneva con tanto di ricerche e atti alla mano che le perdite del 2009 erano recuperabili e QUESTO SARA’ FATTO NEI PROSSIMI DIECI ANNI. Bene, io considero una profezia la frase che ho trascritto in maiuscolo ed essa non è destinata a realizzarsi in quel periodo, possiamo dircelo, almeno che non cambi radicalmente la politica economica. Questo cambiamento ad oggi non è ipotizzabile!

Nei giorni passati non ho pubblicato solo un pezzo sulla crisi ma anche un comunicato stampa della CGIL dove si sostenevano le lotte dei lavoratori della Nortel. Quell’articolo va letto come un’integrazione alle mie riflessione ed aiuta a dimostrare la grave crisi dell’attuale modello industriale italiano. Se fallisce la Nortel può fallire qualunque cosa! Questa è la triste verità. Le uniche eccezioni sono eventuali imprese assistite o foraggiate con i soldi dei tartassati!

Ho scritto di recente alcuni commenti di risposta ai lettori su Empolitica: In uno ho detto che per quanto riguarda la lotta alla criminalità  Empoli è un’isola felice e lo ribadisco, non posso dire questo riguardo all’economia poiché in questo ambito la città vive una crisi tripla ovvero Finanziaria, produttiva e anche commerciale (a causa dell’aumento degli esercizi dopo l’apertura del Centro Empoli). Forse tale crisi è addirittura quadrupla ovvero anche politica perché l’amministrazione deve dare altre risposte.

Ben venga la riforma urbanistica (fra luci e ombre che documentammo a suo tempo), ho qualche perplessità sui mini finanziamenti (a fondo perduto se ho capito bene) dei restauri delle facciate delle case in centro e infine credo che tutto questo non possa bastare!

NEL CUORE DI QUESTO SCRITTO VOGLIO RIPROPORRE ALCUNI RIMEDI PER LA CRISI E AGGIUNGERE QUALCOSA.

Ribadisco che sarebbe servita una patrimoniale per le transazioni di borsa (la Nader tax).

Ribadisco che sarebbe servita una tassa sulle importazioni, magari sulle emissioni di anidride carbonica (carbon tax).

Ribadisco che sarebbe servita una riforma della legge 30 (detta legge Biagi) laddove non prevede un periodo minimo di lavoro temporaneo (tre mesi, salvo gli stagionali) e l’obbligatorietà dell’assunzione definitiva dopo vari periodi di lavoro a termine.

Ribadisco anche la necessità di una rivisitazione della legge sull’intermediazione di borsa poiché ritengo che la professione del promotore finanziario sia tuttora da ridefinire.

Faccio una breve pausa per dirvi che è spuntata l’idea di un quinto tracollo generale, il primo che potrebbe verificarsi nel corso del 2010 e mi accingo a passare in rassegna qualche nuova proposta.

PARTO DALLA CONSTATAZIONE EVIDENTE CHE MOLTE BANCHE SONO DIVENUTE DELLE NEMICHE DELL’ECONOMIA REALE.

Esse la distruggono. Quale siano queste banche nocive lo capite anche da soli. Non parlerò  di questo, ma delle banche differenti e migliori!

In USA c’è  uno stato (tra i 50) che ha affrontato meglio degli altri la crisi: è il North Dakota. Questo è dovuto al fatto che tale stato ha una banca nazionale pubblica, la Bank of North Dakota. E’ una vera banca nazionale, non solo all’apparenza. Essa ha in deposito le entrate fiscali e con queste aiuta le banche più piccole dello stato. Essa è riuscita a fare l’interesse dei cittadini dello stato anche in questo periodo, non ha pensato ai profitti o ai super stipendi di certi banchieri. Tale banca raccoglie anche i risparmi. Sapete qual è il suo tasso per i prestiti alle aziende agricole, non ci crederete l’uno per cento e sono bassi anche i tassi per le nuove imprese e per quelle piccole o per gli studenti universitari.

Anche le banche locali meritano in genere un elogio. Laddove esistono queste possono aiutare l’economia reale. Sono valide sia le cooperative che quelle solidali che riuniscono categorie sociali o gruppi formali.

Una grande banca dovrebbe essere solo pubblica, mentre a livello locale fanno bene anche i privati e l’hanno fatto tante volte in tempi di crisi in ogni angolo del mondo.

Ho fatto queste riflessioni perché forse servirebbe a Empoli (come altrove) una sua cassa di risparmio (comunale) che creasse dal nulla il denaro come le vecchie banche pubbliche e lo modulasse per realizzare la piena occupazione e le infrastrutture necessarie per poi rimodulare gli investimenti.

Una banca pubblica potrebbe fare questo, basterebbe una gestione onesta e non partitocratica. Ma questo è un limite possibile! Credo che gli amici che hanno inventato lo Scec sappiano bene di cosa vi ho parlato! Aspetto i loro commenti.

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