Massimo Marconcini e le sue dimissioni di cattivo gusto

[youtube y1SI4xL2cw4]Oggi siamo qui a discutere di un fatto apocalittico:

Massimo marconcini si dimette dalla carica di Consigliere Comunale. Le dimissioni erano già state precedentemente annunciate, si parla fin dalla notte della sconfitta elettorale. Non vogliamo ripercorrere la sua carriera politica, ma vogliamo evidenziare quanto questa scelta sia sbagliata e di cattivo gusto. Di seguito elenchiamo una serie di motivazioni:

1) la motivazione più importante è quella di abbandonare la fiducia degli elettori che lo avevano votato. Non saranno stati la maggioranza ma comunque una parte di empolesi ha riposto la sua fiducia nelle sue mani e quindi non c’era da aspettarsi un dietro front da un canditato sindaco. Infatti i candidati sindaci non eletti in consiglio ci sono, vedi Francesco Gracci e Massimo Giacomelli.

2) rimarca la vittoria indiscussa del Sindaco Luciana Cappelli. Le dimissioni sembrano come rimarcare la sconfitta e da vero leader vinto si allontana dallo scenario politico per ritirarsi a vita privata. Questa nuova amministrazione conta prevalentemente su ben quattro donne: Luciana Cappelli, Brenda Barnini, e i due assessori Eleonora Caponi e Annalisa Fiore. Senza togliere nulla a nessuno e alle altre ma queste per i ruoli che ricoprono hanno grandissime capacità, come fino ad oggi hanno dimostrato.

3) il Consiglio Comunale viene a perdere un attore importante. A Massimo Marconcini si riconosce l’esperienza politica dell’affrontare i dibattiti anche quelli più accesi. Non vogliamo sminuire i consiglieri del suo gruppo: Sandro Petrillo, Gabriele Bini e Riccardo Morini che nella passata legislatura hanno dimostrato un elevato impegno e interesse nello svolgere il loro lavoro per i Contribuenti. Però Massimo Marconcini è un vero condottiero ed ha un’impressionante intuito politico che non nasconde. Infatti al consiglio n 22 del 21 Luglio 2009 invitò il consigliere Aaron Dimoulas a cambiare il suo emendamento altrimenti la maggioranza non lo avrebbe votato, disse Marconcini:

il malaffare, anche perchè voglio dire può capitare a tutti di avere un figliolo che viene rinviato a giudizio, quindi può capitare anche a Di Pietro, può capitare a me, può capitare a chiunque. Però il rinvio a giudizio è poco, poco, poco. Cioè se si dovesse essere, siccome qui stiamo a parlare tutti di essere liberali, il diritto, da un punto di vista in punta di diritto bisognerebbe aspettare la condanna definitiva tutti i tre gradi di giudizio. E se tu vieni da un partito che c’è un giudice, io mi aspetterei questo.
Ma se proprio si vuole essere un pochino fuori dalle righe perchè il momento lo richiede, ora arrivare addirittura al rinvio di giudizio, il rinvio a giudizio a me pare grossa, pare un po’ eccessiva. Allora, se voi, se te togli rinvio a giudizio magari ti fo una proposta: te puoi fare due emendamenti in uno tu ce lo lasci e in uno tu lo togli. Così, noi quello dove è stato tolto il rinvio a giudizio, noi Comunisti e Lista si vota. Quello dove c’è anche il rinvio a giudizio magari ci si astiene o si vota contro. Se tu lo vuoi fare. Se puoi tu lo lasci a questa maniera sono convinto che tu te lo voti da te, perchè ho dei seri dubbi che la tua maggioranza te lo voti. Accetta questo Consiglio da uno che ha meno capelli di te. >>

Dalla maggioranza infatti non tardò la precisazione:

Parla il Consigliere Mostardini:
<< Noi siamo d’accordo con l’emendamento presentato dall’Italia dei Valori per quanto riguarda la condanna non definitiva. Si tratta di reati contro la pubblica amministrazione. Riteniamo che i rappresentanti del Consiglio Comunale debbano anche garantire una moralità da questo punto di vista. Sul rinvio a giudizio non siamo d’accordo, pensiamo che appunto bisogna essere più garantisti da questo punto di vista, ma la condanna in primo grado secondo noi è sufficiente non per la pena di morte, ma semplicemente perchè non rappresenti il Consiglio per cinque anni in una azienda pubblica. Poi nulla vieta che cinque anni dopo, una volta che sia stato prosciolto venga nominato e non viene assolutamente lesa l’onorabilità di nessuno. E’ soltanto un criterio di scelta non è che viene. Basta. >>

oltre all’intuito politico questo dimostra un’altra qualità di Massimo Marconcini

4) l’altruismo verso tutti: viene in aiuto e rilascia consigli anche agli avversari politici per aiutarli a far passare le proposte presentate.

5) al consiglio manca una persona che conosce bene la città. Non che per gli altri sia estranea ma Marconcini ci sembra, dai suoi interventi, che abbia ben chiaro problemi, pregi e difetti della Città.

6) mancheranno i confronti politici con il nostro politologo Franco Allegri che in molte occasioni ha spiegato a Marconcini cosa ci stava dietro ad una decisione o un fatto politico che agli occhi di tutti poteva significare una cosa e invece agli occhi di uno specialista, un politologo, si prospettava tutt’altra cosa. In queste occasioni Marconcini lo ascoltava dubbioso e incredulo.

Siamo curiosi di sapere chi siederà al suo posto. Sicuramente non sarà facile per chi arriva dire io ho preso il posto di Massimo Marconcini.

A Massimo Marconcini i saluti di empolitica.com

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Un Commento a “Massimo Marconcini e le sue dimissioni di cattivo gusto”

  • F. Allegri scrive:

    Ieri ho letto il Tirreno e La Nazione come al solito!
    Ma solo ieri, quando ho letto il Tirreno, ho potuto esclamare: “Ma questa è Empolitica di ieri!”.
    Sul caso Marconcini aggiungo che non posso accettare da un comunista che lascia la politica per dedicarsi a suo figlio.
    Premesso che Marconcini fa bene a dedicarsi al ragazzo, a giocare e parlare con lui IO CREDO che questa giustificazione vada unita a quella di Nigi che lascia il suo assessorato per un lavoro che lo soddisfa e retribuisce meglio.
    SONO DUE TESTIMONIANZE DELLA CRISI DELLA SINISTRA E DEL COMUNISMO, se sono vere. E se fossero anche, in parte, false testimonierebbero, invece, la crisi politica locale dopo il voto dello scorso anno.
    La politica si fa quando si hanno dei progetti da realizzare non come una carriera o un lavoro. Per essere professionisti servirebbe una laurea non un ‘esperienza. Possiamo fare a meno di questo Marconcini e di questo Nigi. Aspetterò per vedere cosa rimugina Marconcini e non mancherò di viaggiare vicino a lui, ma non ho mai creduto (nemmeno per un secondo) che lui lasci la politica.
    E come se io dicessi che smetto di mangiare o di fare il gentiluomo con le donne!

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