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08 Ott, 2009

NASCE IL COORDINAMENTO DELLE LISTE CIVICHE: IL PROGRAMMA ECONOMICO

Scritto da: F. Allegri In: Politica in generalee letto 223 volte.

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07/10/2009

Di F. Allegri

Sabato scorso ho partecipato alla riunione settimanale dei cittadini della Lista a Cinque Stelle di Empoli e grazie al loro computer ho stampato una copia del programma economico della creatura politica di Beppe Grillo e dei suoi amici che il giorno dopo si sono riuniti al teatro Smeraldo di Milano. Credo che anche alcuni membri della lista di Empoli siano andati alla riunione insieme al loro eletto Massimo Giacomelli. Leggendo l’articolo capirete perché ho fatto questa premessa!

Tornando al programma vi confesso che mi aspettavo e avrei gradito pochi punti e strettamente attinenti alle elezioni regionali. Non sono stato accontentato, i punti sono 20. Questi fanno parte di un documento più ampio (che non ho) che chiede 122 riforme (se ho capito bene).

Si può  parlare di una sintesi di un manifesto politico di un nuovo partito che unisce tanta parte dell’innovazione più forte che c’è  in Italia, ma questo non è l’ideale per le regionali! Soprattutto non va per tre regioni se, a quanto pare, si vuole lasciare campo libero all’IDV nelle altre aree chiamate al voto: per il mondo di Beppe Grillo IDV resta un partito cugino se non fratello (io sono stato uno dei fondatori anche di quello!).

Prima di tutto devo dire ai seguaci di Beppe che il programma per le regionale è  da fare (hanno tempo) e devono capire una verità semplice: al 50% le elezioni regionali significano sanità poi vengono altre tematiche. Anche per questo motivo con gli amici di Empolitica abbiamo ripreso vari convegni e diffondiamo il dibattito sulla sanità che si svolge in USA! Questo è l’anno delle elezioni regionali che si possono chiamare le elezioni sanitarie!

Prima di commentare e illustrare i 20 punti devo anche dire che tale articolo mi è stato sollecitato da alcuni lettori i quali pur navigando in internet e pur avendo una cultura universitaria NON HANNO TROVATO IL PROGRAMMA E VORREBBERO LEGGERLO. Io non ho i mezzi per scaricarlo, ma tanta gente non ha la dimestichezza sufficiente. Spero di fare un servizio utile.

Come ho detto i punti sono venti, eccoli in ordine numerico con un mio breve commento.

1) Introduzione della class action. Il parlamento c’era quasi arrivato poi la legge si è arenata e insabbiata in profondità perché tante nostre multinazionali e grandi ditte hanno capito quale pericolo fosse la class action per tante piccole e grandi truffe, penso a certe banche e/o compagnie assicurative e penso a certi monopoli pubblici delle tariffe e delle bollette. Comunque tale riforma andrebbe messa fra le riforme della magistratura, si snellirebbero i processi se si trovasse la quadra con le caste superiori della magistratura! E’ nell’economia perché si pensa ai diritti del consumatore.

2) Abolizione delle scatole cinesi in borsa. Questo è soprattutto un proposito da esplicitare, io come sapete promuovo la patrimoniale sulle transizioni di borsa che già sarebbe tanto, posso arrivare a pensare ad una normativa sul controllo delle imprese, ma so che la vera questione è quella di garantire la gestione delle imprese alle maggioranze reale dei proprietari. Serve democrazia nei consigli di amministrazione e forme di partecipazione dei piccoli azionisti.

3) Abolizione delle cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate. Vedi sopra, direi. Se i piccoli azionisti avessero coscienza e peso l’esclusività della scelta dei consiglieri diverrebbe una consuetudine.

4) INTRODUZIONE DI STRUTTURE DI REALE RAPPRESENTANZA DEI PICCOLI AZIONISTI NELLE SOCIETA’ QUOTATE. Lo scrivo in maiuscolo e aggiungo che bisogna combattere anche le piccole avarizie.

5) Abolizione della legge Biagi. Si chiama legge 30 e mi sembra un punto eccessivo. Ho già scritto sul tema e indicato quali sono i punti della legge da cambiare. Ribadisco che serve una regolazione del precariato e del passaggio “al lavoro della vita” di ogni lavoratore. Questo punto, da solo, varrà le lotte di una vita. Mentre scrivo il telegiornale ha raccontato di una sentenza del tribunale di Treviso che ha condannato un imprenditore a risarcire un’indennità di carriera a 200 lavoratori precari da troppi anni. Non ho capito bene, ma quell’imprenditore sarebbe il nostro stato!

6) Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno. Ho da capire come si fa! La creazione del marchio “Prodotto in Italia al 100%” non basta, vorrei dei dettagli prima di ricordare le mie idee. Aggiungo che serve anche la cultura del preferisco il prodotto italiano di qualità, soprattutto in certi settori (calzaturiero ad esempio).

7) Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale. Qui vorrei capire che vuol dire “incroci”. Di solito sono sempre le banche che hanno azioni industriali anche quando può apparire il caso contrario. Se quello vuol dire limitare la percentuale di azioni di un impresa detenuta da una banca sarei d’accordo, ma nessuno pensi che le banche possano fare solo beneficenza. Ne approfitto per constatare che le banche italiane (grazie al loro provincialismo) sono le migliori del pianeta. L’industria senza i finanziamenti non esiste e le banche americane sono fallite perché troppe produzioni USA sono andate all’estero negli anni della globalizzazione.

8) INTRODURRE LA RESPONSABILITA’ DEGLI ISTITUTI FINANZIARI SUI PRODOTTI PROPOSTI CON UNA COMPARTECIPAZIONE ALLE EVENTUALI PERDITE. Qui dovete andare su Google cercare Nader e le cose che dice da 20 anni. Le ha ribadite anche in una mail recente. Teniamo presente che in Italia i truffatori di miliardi sono parificati a chi ruba una mela…. e guai se ne ruba tre in tre giorni diversi.

9) IMPEDIRE AI CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE DI RICOPRIRE ALCUNA ALTRA CARICA NELLA STESSA SOCIETA’ SE QUESTA SI E’ RESA RESPONSABILE DI GRAVI REATI. C’è da fare due o tre specificazioni, ma teniamo presente che il punto principale è il compenso degli amministratori, i premi eventuali e le liquidazioni d’oro.

10) Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia). Mai piangere sul latte versato e questo viene dopo una legge contro i monopoli e contro certi accaparramenti di azioni. Tutte queste cose si applicano in 30 anni nei paesi civili!

11) Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello stato. Ho già detto prima, vedi il punto nove. Io allargherei anche a quelle realtà che hanno un azionariato diffuso e non sono quotate in borsa.

12) ABOLIZIONE DELLA STOCK OPTION. Qui si potrebbe anche pensare a un referendum, anche questa guerra si vince in dieci anni, forse quindici se si vince!

13) Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello stato. Qui propongo una mozione di ordine e invito al caso per caso perché ogni malattia ha i suoi sintomi e soprattutto le sue cure. Per ogni caso il rischio del peggioramento è dietro l’angolo e di buoni propositi sono lastricate le vie dell’Inferno.

14) ALLINEAMENTO DELLE TARIFFE DI ENERGIA, CONNETTIVITA’, TELEFONIA, ELETTRICITA’, TRASPORTI AGLI ALTRI PAESI EUROPEI. Questo punto è in corso di realizzazione ed è un tema che anche i burocrati di Bruxelles hanno in testa. Il loro scopo è quello di garantire guadagni medi e certi poi il resto lo fa la corsa a creare nuovi monopoli. Teniamo presente che in alcuni casi ci si rimette perché non siamo quelli che pagano sempre il massimo. La centralità della questione riguarderebbe il prezzo della benzina, un tema da trattare a parte.

15) Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari. Questi sarebbero due punti, per il secondo bisogna materializzare nelle nostre teste il burocrate e moltiplicarlo per migliaia e migliaia di volte. In Italia questo si fa in una vita, forse in due, ma sarà bello il poter dire ai nipoti che ci abbiamo provato.

16) VIETARE LA NOMINA DI PERSONE CONDANNATE IN VIA DEFINITIVA COME AMMINISTRATORI IN AZIENDE AVENTI COME AZIONISTA LO STATO O QUOTATE IN BORSA. Sottoscrivo, ma bisogna prevedere varie fattispecie e decidere se tale interdizione ha da essere periodica o definitiva.

17) FAVORIRE LE PRODUZIONI LOCALI.

18) SOSTENERE LE SOCIETA’ NO PROFIT.

19) SUSSIDIO DI DISOCCUPAZIONE GARANTITO. Mi sembrano tre punti che non necessitano di ulteriori commenti, sull’ultimo c’è da ricordare i vincoli di bilancio e soprattutto quello che solo ritornando a produrre si può pensare a un sistema di tutele che caratterizzavano il mondo industriale prima della globalizzazione!

20) Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es. distributori di acqua in bottiglia). Condivido, ma ricordo a tutti che il consumatore siamo noi. Fino agli anni sessanta tutti gli italiani portavano gli zoccoli e solo “tre” donne mettevano le calze. Tutto il paese si convertì alle scarpe e alle calze in tre mesi. Bastò la prima pubblicità di stampa, TV e radio poi il passa parola fece il resto. Troppa gente compra l’acqua in bottiglia credendo che sia migliore e questo testimonia anche il fatto che troppi credono che l’acqua degli acquedotti sia cattiva. Questa seconda credenza fece comodo a molti privatizzatori nello scorso millennio!

Chiudo dicendo che i punti in MAIUSCOLO sono quelli che sottoscrivo per gli altri ho espresso le mie perplessità.

Di solito le montagne partoriscono il topolino, stavolta mi sento di dire che il topolino ha pensato la montagna!

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

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