LA POLITICA CHE FA BENE (FUORI DELLA CASTA)
Di F. Allegri
Sabato pomeriggio sono stato a Sovigliana, al Circolo del PD dedicato a Vittoria Foa. C’era l’incontro fra i militanti di base del PD, la cittadinanza e il leader della terza mozione candidata alla segreteria del partito.
Non nascondo che Marino è il candidato segretario che mi intriga e incuriosisce di più e non nasconderò anche il fatto che ho deciso di non andare a votare il 25 ottobre visto che lui non ha speranze di vincere e non ha detto abbastanza per convincermi. Il motivo principale è semplice e non l’ho maturato sabato scorso: non voterò perché credo che il PD sia ancora da fare e non fatto e per farlo serve un programma e la coscienza della sua mancanza.
Siamo ancora a quella realtà politica dove ogni politicante di turno può fare la sua proposta e sperare che diventi legge entro tre giorni (massimo).
Sapete cosa vi dico prima di parlare di Marino: “Di partiti democratici ne servirebbe due, dato che non c’è quello repubblicano!”
Marino è stato solo un’oretta a Sovigliana, è stata una toccata e fuga e questa cosa non mi è piaciuta, per niente! Il suo discorso è stato comunque ricco di contenuti e di spunti che non mancherò di esplicitare.
Marino ha iniziato a parlare ricordando che è l’ex presidente della commissione sanità del parlamento (non è un neofita, ma è al secondo mandato) per poi precisare che tiene al rinnovamento, per questo si è presentato e ha candidato giovani e donne.
La sua candidatura ha un motivo preciso: bisogna dare un’identità al partito democratico!
La sua decisione di candidarsi è nata il 7 maggio 2009 quando si verificò il primo “respingimento” dei barconi dei disperati del mare. Quel giorno tre alti dirigenti del partito espressero tre posizioni diverse, una a favore, una contro e una di centro!
Contro il partito di tutti e di nessuno Marino propone la ricetta del partito che applica il METODO LAICO. Esso consiste nel fare delle riunioni per tema e prendere decisioni a maggioranza per poi parlare con una voce sola.
Non mi convince, non ci riuscirà e non mi pare che il partito percorra o possa percorrere una strada simile! Non per caso Marino ha anche criticato Rutelli per poi dire che bisogna voler bene al partito e costruirlo insieme. Il PD ha tante anime che forse non sono insieme per caso o per il rifiuto di Berlusconi e questo si può capire solo se ognuna si sviluppa all’interno di quella che un tempo si chiamava la casa comune.
A Marino non piace questo conflitto tra persone, ci ha detto anche che ha cercato di evitarlo. Certamente gli piacciono ancora meno le correnti, soprattutto quelle precostituite. Secondo lui molti parlamentari avevano già il loro candidato segretario ancor prima che questi avessero scritto il loro programma. Forse non si rende conto che se queste sono le premesse …..
Subito dopo Marino ha cominciato a dare il meglio di se: ha illustrato il programma.
IL PUNTO FOCALE E’ LA DIFESA DEL CONTRATTO UNICO NAZIONALE ABBINATA ALL’INTRODUZIONE DEL SALARIO MINIMO GARANTITO.
Qui Marino sfonda una porta aperta, almeno con me. Tale punto mi inquieta perché mi fa pensare che le forze conservatrici ambiscano all’abolizione di tale conquista sociale. Vedremo.
Il programma di Marino si basa sui 5 livelli del sapere e sui tre nemici di Berlusconi.
I cinque livelli del sapere sono la scuola, la formazione, l’innovazione, la ricerca e l’università.
I tre nemici di Silvio sono invece la scuola pubblica, la sanità pubblica e la magistratura.
Qui ho ascoltato il Marino che mi piace di più, quello che ha denunciato i 152.000 licenziamenti di massa verificati nella scuola pubblica. Marino ha ricordato che la scuola dovrebbe essere integrazione sociale e anche che in Francia la destra ha raddoppiato gli investimenti nell’area del sapere. L’Italia ha tagliato e taglierà. Qui mi permetto di aggiungere che altri paesi hanno tagliato e che siamo entrati nell’undicesimo mese di cassa integrazione ordinaria per 400.000 ex lavoratori: a mio avviso se ne parla troppo poco e i giorni passeranno veloci.
Marino ha detto un nuovo no allo scudo fiscale perché esso rimette in circolo il denaro della criminalità organizzata. Mi pare un no forte che richiedeva anche una critica agli assenti al momento del voto in parlamento (questo non c’è stato).
Sull’ambiente ho visto il Marino peggiore: da quando il partito dei Verdi è imploso tutti sono diventati verdi e si preoccupano per quello che bisogna fare entro il 2020 per scongiurare una tragedia nel 2050. ALMENO ME NON MI FREGANO CON QUESTI DISCORSI BASATI SUL MISTERO DELLO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI AL POLO NORD.
Marino ci ha ricordato che si deve aumentare del 20% i consumi delle energie rinnovabili (si può fare facilmente ndr) e diminuire del 20% i consumi di energie fossili (quest’anno i consumi energetici sono diminuiti del 2% grazie alla crisi che ha ridotto l’economia di un 4,5% secondo gli ultimi dati).
Sull’ambiente Marino ha detto una sola cosa interessante e l’ha fatto quando ha ricordato il progetto di Rubbia per il solare a concentrazione che sta realizzando un Spagna e in Germania. Si tratta di un mercato da 40 miliardi di euro. (sarebbero 400.000 posti di lavoro subito e 2.000.000 in prospettiva).
MARINO CHIEDE ANCHE DI TASSARE LE RENDITE FINANZIARIE.
Il senatore del PD ha ricordato che un professionista che guadagna 100.000 euro è tassato al 47% mentre una rendita di 100.000 euro è tassata al 12,50%.
Doveva dirci anche come ed essere preciso e non l’ha fatto. Qui ricordo che Nader ha proposto la patrimoniale sulle transazioni di borsa ed ha rinnovato il progetto della Tobin Tax che andava bene prima che la finanza internazionale inventasse l’euro.
Marino ha parlato anche di lotta alla criminalità organizzata citando il caso Saviano e la realtà dello Zen 2 di Palermo dove è bruciata la scuola e dove un ragazzo può essere assoldato dalla criminalità organizzata per 100 euro al giorno.
Sull’omofobia Marino è profondamente contrario alla Binetti alla quale ha obiettato che il PD debba fondarsi sul principio di uguaglianza. Una vera randellata per la teologa cattolica!
Come ho già scritto Marino polemizza con le correnti, ma ad oggi queste sono le colonne portanti e dominanti del PD. Marino è stato duro, ha ricordato che ha preso lo zero virgola sia a Catanzaro che ad Enna mentre ha avuto il 31% a Milano e il 20% in Valdelsa. Questi risultati non sono casuali se è vero che in certe città imperversano i capi correnti. Qui la polemica è soprattutto con Bersani che ha candidato come capolista Antonio Bassolino in Campania e Agazio Loiero in Calabria.
Questo discorso mi ha fatto tornare in mente Piero Fassino quando mi disse che non si iscriverebbe al PD della Calabria e poi devo segnalare un intervista di domenica fatta dal giornale La Nazione ad Achille Occhetto.
Fassino Piero e il PD calabrese from alessandromatteo.
Mi domando la degenerazione del PD al sud è un problema o no? Se è un problema va affrontato prima e non durante un congresso!
Questa è dovuta al condizionamento degli alieni venusiani? Evidentemente no!
Nell’ultima parte del discorso Marino ha parlato del conflitto di interessi del presidente del consiglio che dopo la bocciatura del Lodo Alfano si propone come un infuriato ma a me pare un reggente medievale che attende l’ultimo arrivato per scappare in Sardegna in una delle sue ville (sperando in uno sconticino aiutino sulla multa da 700 miliardi).
Marino ci ha ricordato che Berlusconi è contemporaneamente il primo editore del paese e capo del governo e poi ha avuto l’onestà e il coraggio di dirci che tale problema andava risolto fra il 1996 e il 2001. Concordo con lui ma bisogna anche rendersi conto che siamo arrivati al 2009. Se la sinistra avesse ritenuto che il conflitto di interessi era un problema serio e grave l’avrebbe affrontato prima e non ci avrebbe fatto propaganda per 17 anni per non cavare un ragno dal buco. (Questo lo dico io)
Tornando a Marino segnalo la frase che Berlusconi controlla la RAI grazie alla legge Gasparri e grazie al fatto che il vecchio sottosegretario alle riforme del governo Prodi non ha fatto nulla. Chi era quello sottosegretario? Era Dario Franceschini. (Questo l’ha detto lui)
Alla fine Marino ha ricordato che Prodi fu votato da 4 milioni di persone e Veltroni da 3 milioni e mezzo. Una vasta partecipazione sarebbe un segno chiaro e necessario della vitalità del PD.
Io non vedo un segno di grande vitalità nel PD e temo questo litigio a tre distaccato dai temi concreti che riguardano la quotidianità della gente. Io vedo una casta che ha emarginato Marino, ma non credo che lo tema. Vedrò il 26 ottobre se ho sbagliato qualcosa!
