FIABE DAL MONDO DELLA POLITICA
4) Il MONDO DELLA POLITICA AL TEMPO DELLA GRANDE CRISI
Di Franco Allegri
Questa non sarà una fiaba, ma un’introduzione ad un romanzo che qualcuno dovrebbe scrivere.
Anche il mondo della politica fu colto da varie crisi, di natura diversa. Ce né fu una nell’anno 108 a.l. (ante libertà) di natura politica e la leggenda racconta che non ebbe mai fine e su questo concordano vari testi sacri.
Ce né fu una nell’anno 92 a.l. e solo pochi grandi profeti l’avevano prevista. Stando ai reperti, solo 11 profeti onesti e retti.
La cultura governativa di quel mondo primitivo e falso fece due considerazioni che messe insieme risultano bizzarre agli occhi di noi civilizzati. Per molti mesi i potenti dicevano ai sudditi che la crisi non c’era poi all’improvviso era passata. Ci fu solo una voce libera, una perla nel ristagno dei porci!
Una riflessione del Monaco Indovino (figura mitica e immortale) il quale parlò con sincerità e competenza e di fatto fu subito ignorato e presto dimenticato.
Al di la delle crisi e crisette c’è da parlare della quotidianità politica, il cosiddetto “tirare a campare”.
Questa pratica politica era la regola dell’amministrazione di quelle società. Non si pensava al futuro e questa miopia aveva ragioni politiche e culturali.
A livello culturale c’era il mito del guadagno immediato, dell’efficienza, del risultato da conseguire prima possibile. Questo voleva una parte della popolazione!
A livello politico c’era il problema del multipartitismo clientelare. C’erano tanti partiti e praticamente tutti corrotti o amorali, in gran parte o in certe contee del grande paese. A questo va aggiunto che c’era un partito che governava sempre e un altro che non governava mai, tanto da negare di averlo fatto. La storia ha fatto strage di molti partitini e per questo non si può argomentare questo aspetto.
Comunque tutti i politologi ci insegnano che il mito popolare dell’efficienza e il multipartitismo clientelare si saldano e si spiegano a vicenda.
Nel mondo della politica i governi duravano poco, per decenni uno all’anno, come ai tempi dell’antica Roma repubblicana terrestre. Solo un santo e l’uomo più ricco del paese riuscirono a fare dei governi durevoli.
Il governo del santo fu un classico governo post bellico di un paese non aveva perso tale guerra, ma nemmeno l’aveva vinta. Durò vari anni con tante pause dovute alle nascenti e crescenti rivendicazioni clientelari. Queste chiusero la carriera politica del santo e aprirono la strada al “fanfascismo”, l’origine del nome è ignota, ma si sa che tale epoca fu caratterizzata da governo brevi e corrotti, i primi come gli ultimi con poche e modeste eccezioni. Nemmeno la storia punì tali mediocrità, con qualche eccezione!
Ora dovrei parlare dell’uomo più ricco del mondo della politica, ma mi rendo che questo è un argomento buono per un’altra favola!