L’espresso dimostra come mai il PD perde consenso ed è destinato a morire
Il dirigente PD di zona Faenzi, conosciuto dai Contribuenti del Circondario, (ci scusiamo con i Contribuenti italiani che non risiedono nell’empolese valdelsa e che, forse, non lo conoscono) disse, se non ci sbagliamo, che il PD aveva perso circa 13000 voti alle elezioni amministrative di giugno 2009 nel territorio empolese valdelsa. Il PD ha avuto un calo di consenso a livello locale e Faenzi lo ha definito con un nomero niente male. Questo calo se sommato alle altre aree del territorio italiano va a costituire un bel calo a livello nazionale. Sicuramente i vari dirigenti sia locali che nazionali si saranno chiesti quale sia stata la causa. Una persona diventa dirigente perchè quando le cose vanno male o vanno bene riesce a porsi una domanda semplice: qual’è la causa? Riesce anche a trovare la risposta in poche ore. Forse i dirigenti del PD non hanno trovato la risposta. Diamo per scontato che la domanda se la siano posta altrimenti ogni commento è superfluo. Se però i dirigenti PD la risposta non l’hanno trovata ci hanno pensano questi bravissimi “consulenti” de L’Eespresso. Uno dei tanti motivi che giustifica quella perdita a livello locale di 13000 Contribuenti è legata a questi comportamenti menefreghisti dei deputati PD che di fronte a fatti gravi non si curano di buttare nella pattumiera le mele marce. Cosa che sarà compito delle nuove generazione che sono sempre più sul piede di guerra.
Questo articolo è tratto dal sito www.espresso.it (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-Pd-salva-Cosentino/2063067&ref=hpsp).
Mercoledì scorso la Camera ha respinto una mozione (presentata da esponenti del Pd, dell’Idv e dell’Udc) per far dimettere il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, accusato da sei pentiti – come ha scritto “L’espresso” nelle scorse settimane – di fiancheggiare il clan camorrista dei Casalesi. Nella mozione, di cui il democratico Soro è stato primo firmatario, si ricordano le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, l’inchiesta della Procura di Napoli, i presunti patti elettorali tra l’esponente di Forza Italia e i boss di Casal di Principe. “A prescindere dall’eventuale responsabilità penale dell’onorevole Cosentino, su cui farà piena luce la magistratura”, recitava la mozione, “è evidente come la sua permanenza nelle funzioni di Sottosegretario di Stato leda gravemente non solo il prestigio del Governo italiano, ma anche e soprattutto la dignità del Paese; ragioni di opportunità e di precauzione dovrebbero indurre il Governo ad evitare che una persona sottoposta ad indagini per così gravi delitti, espressivi di una collusione tra politica e sodalizi criminosi, in attesa di dimostrare la sua piena innocenza, possa continuare ad esercitare le proprie funzioni di Governo, peraltro in un ruolo così delicato, concernente tra l’altro la funzionalità del Cipe”. La mozione impegnava il Governo ad invitare l’onorevole avvocato Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze.
La mozione non è passata perché, se la maggioranza di centrodestra ha difeso compatta il sottosegretario, molti esponenti del Partito democratico si sono astenuti, mentre altri hanno preferito uscire dall’aula e non votare. Tra l’altro, date le molte assenze nelle file del Pdl, se il Pd avesse votato compattamente per la sua mozione questa avrebbe avuto ottime possibilità di passare. Spicca in modo particolare l’assenza dal voto del segretario del Pd Walter Veltroni, che in
un’intervista a L’espresso aveva chiesto le dimissioni di Cosentino. In 22 erano assenti, altri sette risultavano in missione. Alcuni dei presenti sono addirittura rientrati subito dopo la bocciatura, e hanno ripreso a votare altre risoluzioni.
Nella lista qui sotto – diffusa Sinistra democratica – i parlamentari Pd, che con il loro voto contrario, la loro astensione o la loro assenza hanno determinato l’esito della votazione.
Hanno votato contro gli onorevoli: Capano e Sposetti.
Si sono astenuti gli onorevoli: Bachelet, Cuperlo, Parisi, La Forgia, Bernardini, Madia, Mantini, Maran, Boccia, Capodicasa, Concia, Coscioni, Ferrari, Giachetti, Ginefra, Marini, Mecacci, Recchia, Sarubbi, Schirru, Tempestini, Turco Maurizio, Vannucci, Viola, Zamparutti Zunino.
Non hanno partecipato al voto, nonostante in giornata fossero presenti in aula, gli onorevoli: Tenaglia (ministro ombra della giustizia), Calearo, Fioroni, Gasbarra, Lanzilotta, Letta Enrico, Morassut ,Bobba, Sereni, Vassallo, Merloni, Boffa, Bonavitacola, Bressa, Bucchino, Carra, Castagnetti, Corsini,Cuomo, D’Antona, De Pasquale, De Torre, Fadda, Ferranti, Fiano, Fiorio, Genovese, Giacomelli, Giovannelli, Gozi, Losacco, Lovelli, Lulli, Marantelli, Margiotta, Mosca, Murer, Narducci, Pedoto, Piccolo, Rosato, Russo, Samperi, Scarpetti, Servodio, Testa, Vaccaro, Vassallo, Vernetti, Vico.
Erano assenti gli onorevoli: Veltroni, Bersani, Colannino, D’Alema, Lusetti, Melandri, Pistelli, Touad, Ventura, Gentiloni, Beltrandi, Calvisi, Cenni, Colombo Furio, Damiano, Gaglione, Luongo, Lusetti, Marroccu, Melis, Motta, Portas, Tullo, Calipari.
Risultavano “in missione” gli onorevoli: Fassino, Migliavacca, Bindi, Albonetti, Barbi, Farina, Rigoni.