FIABE DAL MONDO DELLA POLITICA

5) IL GOVERNO DELL’UOMO PIU’ RICCO DEL PAESE

Di F. Allegri

Negli anni che precedettero e seguirono la grande riforma prima (ovvero il federalismo che creò il Doppio Meridione) accaddero due fatti notevoli. Ancora oggi gli anziani li raccontano ai nipotini.

Quel triste periodo fu preceduto e seguito da dei governi guidati dall’uomo più  ricco del paese.

Il suo nome era Tallerduck II Dracma Soldoni, era un nobile di censo e sotto al suo improponibile stemma che raffigurava un incrocio fra un drago, una serpe e un topo aveva fatto scrivere usando i vocaboli di un oscuro idioma la seguente frase tradotta di recente: “Truffa Libera per Tutti”.

A secoli di distanza è difficile dire se il suo incredibile successo fosse causa o effetto della crisi generalizzata che caratterizzò quegli anni. L’antico profeta dell’epoca Azzeccagarbugli Sartorio sostenne che le cause della crisi politica erano precedenti al suo governo. Sicuramente Tallerduck II mise lo zampino in quella economica; il nostro miliardario ebbe le sue responsabilità.

La leggenda racconta che tale personaggio fosse popolarissimo, pare che fosse ritenuto più noto degli dei e degli alti sacerdoti. Si sa che possedeva enormi ricchezze e che lavoravano per lui molti intellettuali – cortigiani, i migliori artisti e le più belle ballerine.

Tallerduck II aveva mutato in guadagno tutto quello che aveva pensato, ogni affare era divenuto un successo in modo rapidissimo senza destare sospetti. Questi si manifestarono molto dopo e seppur fondati le leggi dell’epoca li ritennero insufficiente per fare inchieste decisive. All’epoca ogni grave reato era tale solo se scoperto nei momenti in cui era commesso. Si pensava che un atto illecito avesse conseguenze solo nel breve periodo, per il lungo si confidava nel sollievo del tempo e della pace degli dei.

Del resto il mondo della politica aveva due sistemi giudiziari uno per i potenti e uno per i pezzenti. Indulgenza ai primi, capestri per i secondi.

Tallerduck II aveva molti vizi e tantissime amanti ma nonostante questo era considerato un uomo di sani principi e rigore morale. Aveva un consenso forte, ma non maggioritario. Molto inferiore a quello che temevano i suoi avversari più sprovveduti.

Tutto questo non era vero, le sue stranezze, così come le raccontano le fonti storiche, erano infinite. Se si può ritenere presumibile il fatto che facesse l’amore ogni volta con una donna diversa, si deve dubitare del fatto che lui girasse nudo nei mesi estivi per i suoi infiniti giardini.

Si pensa che sia stato un tentativo di screditarlo fatto ad arte dai suoi avversari, ma pare che al tempo qualcuno fosse riuscito a fotografarlo.

Un episodio pare degno di essere raccontato, se non altro per lo sdegno che sicuramente generò in quell’epoca lontano. Intanto devo ricordare che Tallerduck Dracma Soldoni era il leader indiscusso del PUF (Partito Unico Federale). Veniva dagli estremi confini del nord del Doppio Meridione, dalle verdi vallate ai piedi delle montagne invalicabili, ma aveva i suoi voti nelle terre del fuoco e dei vulcani del sud. Era un uomo dei boschi che rappresentava i popoli del mare e dei deserti. Un fatto che resta curioso anche a secoli di distanza.

Dicevo dell’episodio sdegnoso ovvero la nascita del PUF.

In quel tempo il Doppio Meridione era una realtà religiosa politeista dove gli antichi culti convivevano, fra vari screzi, con quelli nuovi.

Al tempo il potere era qualcosa di sacro. Un culto evoluto, nuovo e diffuso, gli abitanti di doppio meridione dopo aver adorato l’ambiente circostante e poi dei simulacri di se stessi erano passati a adorare le loro immagini. In realtà tali culti persistevano.

Con la scoperta del potere tali esseri raggiunsero l’ultima forma d’adorazione possibile, quella delle loro opere. Il soggetto adorava i suoi oggetti. Questo fu lo scandalo che condusse Tallerduck verso l’oblio. Egli adorava tutto quello che faceva, ma non riusciva a godere dei suoi atti. Lui per primo vedeva i suoi difetti e la sua natura mortale e non l’accettava. Voleva lasciare al suo mondo qualcosa d’immenso mentre nel suo profondo si rammaricava di non poter lasciar se stesso.

Di fronte ad una sua statua destinata a permanere tale per millenni esclamò: “Perché  non sono io al tuo posto?”

FIABE PRECEDENTI

4 Il mondo della politica al tempo della grande crisi

3 Il Partito Del Penultimo Nome

2 Lo chiamavano Bipolarismo

1 Le cronache di “Doppio Meridione”

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