19 Nov, 2009
Dennis Kucinich per la pace in Iraq: sette anni fa e domani*
Scritto da: F. Allegri In: Politica in generalee letto 133 volte.
Di F. Allegri
Traduciamo il testo della risoluzione di guerra all’Iraq che Bush presentò 7 anni fa con accluse le contestazioni che subito oppose Dennis Kucinich. queste sono attuali anche oggi dato che si è scoperta l’inconsistenza di molte ragioni che portarono a quella guerra. In realtà Kucinich l’aveva capito subito. E non solo lui!
*Il titolo è una nostra decisione.
OTTOBRE 2002
MOZIONE RIVISTA sulla GUERRA in Iraq
06/10/2009
Di Dennis Kucinich
Cari amici,
7 anni fa la Camera dei Rappresentanti discusse la risoluzione sulla guerra all’Iraq che fu presentata dal Presidente Bush.
Io proposi l’alternativa di NON andare in guerra.
Analizzai la proposta di Bush, paragrafo dopo paragrafo, e indicai i “Punti Chiave” che usai contro il voto congressuale a favore della guerra.
Diffusi le analisi aggiunte, personalmente, ad oltre 200 membri del Congresso dal 2 Ottobre, 2002 fino al 10 Ottobre, 2002 quando il voto si verificò.
Quando sentite la gente dire: “Se soltanto avessimo saputo allora quello che sappiamo ora”, ricordate, qualcuno sapeva del falso caso per la guerra contro l’Iraq.
E se da allora tanti oggi sanno che non avremmo dovuto andare in guerra contro l’Iraq, perché stiamo ancora laggiù?
Per favore leggete questa analisi e ditemi cosa pensate.
Grazie.
P.S. - Le clausole “Considerando” erano quelle della Risoluzione di Guerra all’Iraq di Bush del 2003. Il “Punto chiave” è il mio commento.
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Analisi della Risoluzione Allegata sull’Iraq
Di Dennis J. Kucinich
2 Ottobre, 2002
Considerando che nel 1990 in risposta alla guerra di aggressione e all’occupazione illegale dell’Iraq sul Kuwait, gli USA forgiarono una coalizione di nazioni per liberare il Kuwait e il suo popolo per difendere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e rafforzare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU relative all’Iraq;
PUNTO CHIAVE: Nella guerra del Golfo ci fu una coalizione internazionale. Il sostegno mondiale fu per liberare il Kuwait. Non c’è tale sostegno per invadere l’Iraq.
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Considerando che dopo la liberazione del Kuwait del 1991, l’Iraq fece un accordo di cessate il fuoco sponsorizzato dall’ONU in conformità del quale accettò inequivocabilmente, tra le altre cose, di eliminare i suoi programmi sulle armi nucleari, biologiche e chimiche e i mezzi per spedirli e svilupparli, e chiudere il suo sostegno al terrorismo internazionale;
Considerando che gli sforzi degli ispettori internazionali sulle armi, dei servizi segreti degli Stati Uniti e dei disertori iracheni condussero alla scoperta che l’Iraq aveva grosse riserve di armi chimiche, un programma di armi biologiche su larga scala e che l’Iraq aveva un programma di sviluppo avanzato di armi nucleari che era più vicino a produrre tale arma di quanto i rapporti dei servizi avessero indicato in precedenza;
PUNTO CHIAVE: Una squadra di ispettori ONU identificò e distrusse quasi tutte le armi. Un ispettore capo, S. Ritter, disse che lui credeva che quasi tutte le altre armi non trovate fossero state distrutte nella Guerra del Golfo.
Inoltre, secondo un rapporto pubblicato sul Washington Post, la Central intelligence Agency non è in grado di fare un rapporto accurato sulla capacità WMD dell’Iraq.
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Considerando che l’Iraq, in diretta e flagrante violazione del cessate il fuoco, tentò di ostacolare gli sforzi degli ispettori di identificare e distruggere le riserve di armi di distruzione di massa irachene e le capacita di svilupparle, i quali alla fine hanno portato al ritiro degli ispettori dall’Iraq del 31 Ottobre, 1998;
PUNTO CHIAVE: Gli inganni iracheni fallirono sempre. Gli ispettori capirono sempre quello che faceva l’Iraq.
Furono gli USA che si ritirarono dalle ispezioni nel 1998. E poi gli USA lanciarono un attacco con un missile cruise contro l’Iraq 48 ore dopo il ritiro degli ispettori.
Per anticipare un colpo militare, gli USA ostacolano ancora (parola dell’amministrazione) le ispezioni sulle armi.
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Considerando che nel 1998 il Congresso concluse che la continuazione dei programmi per armi di distruzione di massa dell’Iraq minacciava interessi vitali USA e la pace e la sicurezza internazionale e dichiarò che l’Iraq era in “rottura materiale e inaccettabile dei suoi obblighi internazionali” per esortare il Presidente “a fare azioni appropriate, secondo la Costituzione e le leggi rilevanti degli USA, per convincere l’Iraq a conformarsi ai suoi obblighi internazionali ” (Legge Pubblica 105-235);
Considerando che l’Iraq pone una minaccia continua alla sicurezza nazionale USA e alla pace e alla sicurezza internazionale nella regione del Golfo Persico e resta nell’illegalità materiale e inaccettabile dei suoi obblighi internazionali, tra le altre cose, continuando a possedere e sviluppare una capacità di armamenti chimici e biologici in modo significativo, cercando attivamente di realizzare armi nucleari, e sostenendo e ospitando organizzazioni terroriste;
PUNTO CHIAVE: Non c’è prova che l’Iraq rappresenti una minaccia imminente e immediata per gli USA. Una minaccia “continua” non costituisce una causa sufficiente per la guerra.
L’Amministrazione ha rifiutato di fornire al Congresso notizie credibili che provino che l’Iraq è una seria minaccia per gli USA e che continua a possedere e sviluppare armi chimiche, biologiche e nucleari.
Inoltre non c’è notizia credibile che connette l’Iraq ad Al Qaida e al 11/09.
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Considerando che l’Iraq persiste a violare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU continuando ad impegnarsi nella repressione brutale della sua popolazione civile e così minaccia la pace internazionale e la sicurezza nella regione, rifiutando di rilasciare, rimpatriare, o motivare il perché cittadini non iracheni siano detenuti ingiustamente in Iraq, incluso un soldato di leva, e dimenticando di restituire la proprietà ingiustamente confiscata dall’Iraq in Kuwait;
PUNTO CHIAVE: Tale linguaggio è così largo che permetterebbe al Presidente di ordinare un attacco all’Iraq persino quando non ci sia una minaccia materiale agli USA.
Poiché questa risoluzione autorizza l’uso della forza per ogni violazione irachena delle direttive del Consiglio di Sicurezza ONU, e poiché essa cita l’imprigionamento di prigionieri non iracheni in Iraq, essa autorizzerebbe il Presidente ad attaccare l’Iraq per liberare cittadini del Kuwait che potrebbero o non potrebbero essere in quelle prigioni, anche se esso si adeguasse alle richieste di distruggere le armi di distruzione di massa.
Sebbene nel 2002 al Summit Arabo, l’Iraq e il Kuwait si accordarono per negoziati bilaterali per risolvere tutti i reclami sulla proprietà rubata e ai prigionieri di guerra.
Tale risoluzione sull’uso della forza permette al Presidente di incaricare le truppe USA di recuperare i beni del Kuwait.
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Considerando che l’attuale regime iracheno ha dimostrato la sua capacità e volontà di usare armi di distruzione di massa contro altre nazioni e il suo stesso popolo;
Considerando che l’attuale regime iracheno ha dimostrato la sua ostilità continua verso, (e la volontà di attaccare), gli Stati Uniti, incluso il tentativo del 1993 di assassinare l’ex Presidente Bush e facendo fuoco in molte migliaia di occasioni sulle Forze Armate degli Stati Uniti e della Coalizione impegnate nell’imposizione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite;
PUNTO CHIAVE: Il regime iracheno non ha mai attaccato e non ha neanche la capacità di attaccare gli USA.
La zona “di non volo” non fu il risultato di una direttiva del Consiglio di Sicurezza ONU.
Fu imposta illegalmente da USA, Gran Bretagna e Francia e non fu sanzionata in modo specifico da alcuna risoluzione del Consiglio ONU.
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Considerando che sappiamo che i membri di al Qaida, un’organizzazione responsabile per gli attacchi contro gli USA, i suoi cittadini, e gli interessi, compresi gli attacchi che si verificarono l’11 settembre 2001, sono in Iraq;
PUNTO CHIAVE: Non c’è nessuna prova credibile che collega l’Iraq agli eventi del 11/09 o alla partecipazione agli stessi come sostegno per Al Qaida.
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Considerando che l’Iraq continua ad aiutare e ospita altre organizzazioni terroristiche internazionali, comprese quelle che minacciano la vita e la sicurezza dei cittadini americani;
PUNTO CHIAVE: Ogni collegamento tra il sostegno ai gruppi terroristici dell’Iraq in Medio Oriente, è un argomento per mettere a fuoco le grandi risorse sulla soluzione del conflitto tra Israele e i palestinesi.
Non è il motivo sufficiente per gli USA per lanciare un attacco preventivo unilaterale all’Iraq.
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Considerando che gli attacchi contro gli USA del giorno 11 settembre 2001 hanno mostrato la gravità della minaccia rappresentata dall’acquisizione di armi di distruzione di massa da parte di gruppi terroristici internazionali;
PUNTO CHIAVE: Non vi è alcuna connessione tra l’Iraq e gli eventi del giorno 11/09.
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Considerando che l’Iraq ha dimostrato la capacità e la propensione ad usare armi di distruzione di massa, il rischio che l ‘attuale regime iracheno impiegasse queste armi sia per lanciare un attacco a sorpresa contro gli USA o alle sue forze armate o che le fornisse ai terroristi internazionali che lo farebbero, e l’entità del danno estremo che deriverebbero per gli USA e i suoi cittadini da un tale attacco, si combinano per giustificare l’azione di difendersi degli Stati Uniti;
PUNTO CHIAVE: Non c’è alcuna prova credibile che l’Iraq abbia armi di distruzione di massa. Se l’Iraq avesse nascosto con successo la produzione di tali armi dal 1998, non vi è alcuna prova credibile che l’Iraq abbia la capacità di raggiungere gli Stati Uniti con tali armi.
Nella Guerra del Golfo del 1991, l’Iraq aveva una capacità dimostrata di armi biologiche e anche chimiche, ma non ebbe la volontà di usarle contro le Forze Armate degli Stati Uniti.
Al Congresso non sono state fornite tutte le informazioni credibili con le quali dimostrare che l’Iraq aveva fornito ai terroristi internazionali le armi di distruzione di massa.
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Considerando che la Risoluzione 678 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU autorizza l’uso di tutti i mezzi necessari per rafforzare la Risoluzione 660 dello stesso Consiglio e le successive risoluzioni pertinenti per costringere l’Iraq a cessare quelle attività che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, compreso lo sviluppo di armi di distruzione di massa e il rifiuto o l’ostruzione alle ispezioni sulle armi dell’ONU in violazione della risoluzione 687 del Consiglio di Sicurezza ONU, la repressione della popolazione civile in violazione della risoluzione 688 del Consiglio di sicurezza dell’ONU, e le minacce ai suoi vicini o le operazioni dell’ONU in Iraq in violazione Risoluzione 949 del Consiglio di sicurezza dell’ONU;
PUNTO CHIAVE: La Carta dell’ONU vieta a tutti i paesi membri, anche agli USA, di applicare unilateralmente le risoluzioni ONU.
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Considerando che il Congresso nella Risoluzione di Autorizzazione per l’Uso della Forza Militare Contro l’Iraq (legge pubblica 102-1) ha autorizzato il Presidente “ad usare le Forze Armate USA ai sensi della risoluzione 678 (1990) dell’ONU, per attuare le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza 660, 661, 662, 664, 665, 666, 667, 669, 670, 674 e 677″;
PUNTO CHIAVE: La Carta ONU vieta a tutti i paesi membri, compresi gli USA, di applicare unilateralmente le risoluzioni delle Nazioni Unite con la forza militare.
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Considerando che nel dicembre 1991, il Congresso dette il parere che “supporta l’uso di tutti i mezzi necessari per conseguire gli obiettivi della Risoluzione 687 del Consiglio di sicurezza ONU come atto coerente con l’Autorizzazione dell’Uso della Forza militare contro l’Iraq (Legge Pubblica 102-1)”, poiché la repressione irachena della sua popolazione civile viola la Risoluzione 688 del Consiglio di Sicurezza ONU e “costituisce una minaccia continua per pace, sicurezza e stabilità del Golfo Persico”, e che il Congresso, “supporta l’uso dei mezzi necessari per raggiungere gli obiettivi della 688 del Consiglio ONU”;
PUNTO CHIAVE: Questa clausola dimostra la cronologia corretta del processo internazionale, e contrasta la marcia in corso per la guerra.
Nel 1991, il Consiglio dell’ONU ha approvato una risoluzione per chiedere l’esecuzione della sua risoluzione.
I Paesi membri autorizzarono le loro truppe a partecipare a una coalizione ONU per far rispettare le sue risoluzioni. Ora il Presidente chiede al Congresso di autorizzare un primo attacco unilaterale prima che il Consiglio di Sicurezza ONU chieda agli Stati membri di applicare le sue risoluzioni.
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Considerando che l’Iraq Liberation Act (Legge Publica 105-338) ha espresso l’idea del Congresso sulla politica degli Stati Uniti per sostenere gli sforzi per rimuovere dal potere il regime iracheno e promuovere la nascita di un governo democratico per sostituire quel regime;
PUNTO CHIAVE: questa risoluzione del “Senso del Congresso” non è vincolante.
Inoltre, mentre il Congresso sostiene i mezzi democratici per eliminare Saddam Hussein il parlamento chiaramente non approva l’uso della forza contemplato nella presente risoluzione, né avalla l’assassinio come una politica.
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Considerando che il 12/09/2002, il Presidente Bush ha impegnato gli USA a “lavorare con il Consiglio di sicurezza dell’ONU per soddisfare la nostra sfida comune” fatta dall’Iraq e di “lavorare per le risoluzioni necessarie”, pur precisando che “le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza saranno eseguite, e le giuste rivendicazioni di pace e sicurezza saranno soddisfatte, o l’azione sarà inevitabile”;
Considerando che gli USA sono decisi a portare avanti la guerra al terrorismo e il sostegno in corso in Iraq ai gruppi terroristici internazionali unito con lo sviluppo di armi di distruzione di massa in diretta violazione dei suoi obblighi ai sensi del cessate il fuoco del 1991 e di altre risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU rende chiaro che è nell’interesse della sicurezza nazionale degli USA e a sostegno della guerra al terrorismo che tutte le risoluzioni pertinenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU siano eseguite, anche attraverso l’uso della forza, se necessario;
PUNTO CHIAVE: l’azione unilaterale contro l’Iraq costerà agli USA il sostegno della comunità mondiale, e avrà effetti avversi per la guerra al terrorismo.
Non si sono prove credibili dei servizi segreti che collegano l’Iraq agli eventi del 11/09 o a quei terroristi che l’hanno perpetrato. Secondo il diritto internazionale, gli Stati Uniti non hanno l’autorità per l’azione militare unilaterale per far rispettare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU.
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Considerando che il Congresso ha adottato misure volte a fare con decisione la guerra al terrorismo attraverso la creazione di autorità e di finanziamenti chiesti dal Presidente per le azioni necessarie contro i terroristi internazionali e le loro organizzazioni, comprese quelle nazioni, organizzazioni o persone che hanno pianificato, autorizzato, commesso o aiutato gli attacchi terroristici avvenuti l’11 settembre 2001 o protetto tali persone o organizzazioni;
PUNTO CHIAVE: L’Amministrazione non ha fornito alcuna prova al Congresso che l’Iraq è in qualche modo collegato agli eventi del 11/09.
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Considerando che il Presidente e il Congresso sono determinati a continuare a prendere tutte le azioni opportune contro i terroristi internazionali e le loro organizzazioni, comprese quelle nazioni, organizzazioni o persone che hanno pianificato, autorizzato, commesso o aiutato gli attacchi terroristici avvenuti l’11 settembre 2001, o protetto quelle persone o organizzazioni;
PUNTO CHIAVE: L’Amministrazione non ha fornito alcuna prova al Congresso che l’Iraq è in qualche modo collegato agli eventi del 11/09.
Inoltre, non vi è alcuna prova credibile che l’Iraq ha protetto coloro che erano responsabili per la pianificazione, l’autorizzazione o l’esecuzione degli attentati del 11/09.
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Considerando che il Presidente può (per la Costituzione) intervenire per scoraggiare e prevenire atti di terrorismo internazionale contro gli USA, come il Congresso decise nella risoluzione allegata sull’Autorizzazione per l’Uso della Forza Militare (Legge Pubblica 107-40);
e PUNTO CHIAVE: Questa risoluzione era specifica per l’11/09. Era limitata ad una risposta all’11/09.
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Considerando che è a favore della sicurezza nazionale degli USA il riportare la pace e la sicurezza internazionale nel Golfo Persico;
PUNTO CHIAVE: Se per gli “interessi di sicurezza nazionale” degli Stati Uniti, l’Amministrazione intende petrolio, essa dovrebbe comunicarlo al Congresso.
Un attacco unilaterale all’Iraq fatto dagli Stati Uniti provocherà instabilità e caos nella regione e seminerà i semi di futuri conflitti in tutte le altre parti del mondo.
Ora, dunque, sia così
Approvato dal Senato e dalla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America assemblati nel Congresso ,
SEZ. 1. TITOLO BREVE.
Questa risoluzione congiunta può essere citata come “L’Autorizzazione per l’Uso della Forza Militare all’Iraq”.
SEZ. 2. SOSTEGNO AGLI SFORZI DIPLOMATICI DEGLI STATI UNITI
Il Congresso degli Stati Uniti sostiene gli sforzi compiuti dal presidente per -
(a) rispettare rigorosamente attraverso il Consiglio di sicurezza dell’ONU tutte le sue risoluzioni pertinenti applicabili in Iraq e lo incoraggia in questo sforzo; e
(b) ottenere un’azione rapida e decisa dal Consiglio di Sicurezza per garantire che l’Iraq abbandoni la sua strategia di ritardo, l’evasione e la non conformità e rapidamente rispetti con rigore tutte le pertinenti risoluzioni del ONU.
PUNTO CHIAVE: Il Congresso può e deve sostenere questa clausola. Tuttavia la Sezione 3 (che segue) compromette l’efficacia di questa sezione.
Ogni soluzione pacifica richiede l’adeguamento dell’Iraq.
La totalità di questa risoluzione indica che l’amministrazione scatenerà una guerra contro l’Iraq non importa quale. Ciò mina i negoziati.
SEC. 3. AUTORIZZAZIONE PER L’USO DELLE FORZE ARMATE DEGLI USA.
AUTORIZZAZIONE. Il Presidente è autorizzato a utilizzare le Forze Armate degli Stati Uniti come lui decida che sia appropriato e necessario al fine di
(1) difendere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti contro la continua minaccia rappresentata dall’Iraq; e
(2) far valere tutte le Risoluzioni rilevanti del Consiglio di Sicurezza ONU sull’Iraq.
PUNTO CHIAVE: Tale clausola è in sostanza simile a quella autorizzazione che il presidente chiese all’inizio.
Dona l’autorità al Presidente di agire prima e anche senza una risoluzione dell’ONU, e autorizza il Presidente a usare le truppe degli USA per far rispettare le risoluzioni ONU, anche senza la richiesta delle Nazioni Unite per questo.
Questa è una violazione del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, la quale riserva la possibilità di autorizzare l’uso della forza a tale scopo solo al Consiglio di Sicurezza.
Secondo il capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, “Il Consiglio di Sicurezza accerta l’esistenza di una minaccia alla pace … e formula raccomandazioni per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale”.
(Articolo 39).
Solo il Consiglio ONU può decidere che la forza militare è necessaria, “Il Consiglio di Sicurezza può decidere quali misure … vanno adottate per dare effetto alle sue decisioni (articolo 41) … [e] può chiedere l’azione alle forze aeree, navali o terrestri ritenute necessarie per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale”.
(Articolo 43).
Inoltre, la risoluzione autorizza l’uso della forza illegalmente, in quanto il Consiglio dell’ONU non ha fatto la richiesta.
Secondo la Carta delle Nazioni Unite, i membri delle Nazioni Unite, come gli Stati Uniti, sono tenuti a “mettere a disposizione del Consiglio di Sicurezza, a sua richiesta ed in base ad un accordo speciale o ad accordi, le forze armate …” (Articolo 43, il corsivo è mio).
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU non ha invitato i suoi membri a usare la forza militare contro l’Iraq in questo momento. Inoltre, le modifiche alla lingua della precedente risoluzione sull’uso della forza, elaborata dalla Casa Bianca e contestato da vari membri del Congresso, sono cosmetici:
Nella sezione (1), la parola “continua” fu aggiunta al “la minaccia rappresentata dall’Iraq”.
Nella sezione (2), la parola “rilevanti” è aggiunta a “Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU ” e le parole “in materia di Iraq” sono state aggiunte alla fine.
Anche se tali riforme sono rappresentate come un compromesso o un nuovo sviluppo materiale, gli effetti sono in gran parte gli stessi della precedente proposta.
Le risoluzioni dell’ONU citabili dal Presidente per giustificare l’invio di truppe USA in Iraq, vanno ben al di là di distruggere le armi di distruzione di massa. Queste includerebbero, a discrezione del Presidente, le risoluzioni “rilevanti” “per quanto riguarda l’Iraq”, comprese quelle per difendere i diritti umani e il recupero dei beni del Kuwait.
DETERMINAZIONE PRESIDENZIALE.
In connessione con l’esercizio del mandato conferito alla sotto sezione (a) di usare la forza il Presidente metterà, prima di esercitare tale diritto o appena dopo, come sarà possibile, ma non oltre le 48 ore dopo l’esercizio di tale potere, a disposizione del Presidente della Camera dei Rappresentanti e del Presidente pro tempore del Senato la sua determinazione che
(1) il ricorso da parte degli USA al proseguimento della via diplomatica o a altri mezzi solo pacifici (A) non tuteleranno in modo adeguato la sicurezza nazionale USA contro la continua minaccia portata dall’Iraq o (B) non è tale da portare all’esecuzione di tutte le risoluzioni pertinenti del Consiglio di Sicurezza delle ONU sull’Iraq, e
(2) l’agire ai sensi di questa risoluzione è coerente con gli USA e con gli altri paesi che hanno applicato le misure necessarie contro i terroristi internazionali e le loro organizzazioni, comprese quelle nazioni, enti o persone che hanno pianificato, autorizzato, commesso o aiutato gli attacchi terroristi che si sono verificati l’11 settembre 2001.
(c) REQUISITI DELLA RISOLUZIONE PER I POTERI DI GUERRA. -
(1) AUTORIZZAZIONE DI LEGGE SPECIFICA. - Coerentemente con la sezione 8(a)(1), della Risoluzione sui Poteri di Guerra, il Congresso dichiara che tale sezione è destinata a costituire la specifica autorizzazione di legge, ai sensi del punto 5(b) della Risoluzione sui poteri di guerra.
(2) APPLICABILITA’ DELLE ALTRE CONDIZIONI. - Niente in questa risoluzione sostituisce ogni esigenza della Risoluzione sui poteri di guerra.
SEZ. 4. RELAZIONI AL CONGRESSO
(a) Il Presidente presenta al Congresso, almeno una volta ogni 60 giorni, una relazione sulle questioni rilevanti per la risoluzione acclusa, comprese le azioni adottate in base all’esercizio della delega conferita al punto 2 e lo stato della pianificazione degli sforzi che ritenuti necessari per completare tali azioni, comprese quelle descritte al punto 7 della Legge Pubblica 105-338 (Legge di Liberazione dell’Iraq del 1998).
(b) Nel caso in cui la presentazione di relazioni prevista alla sotto sezione (a) coincide con quella di altri rapporto sui temi rilevanti per la risoluzione acclusa, questi vanno sottoposti al Congresso come caso diverso a norma degli obblighi di segnalazione di diritto pubblico 93-148 (la Risoluzione sui Poteri di Guerra); tutti i rapporti sono ritenuti come un unico rapporto consolidato al Congresso.
(c) Nel caso in cui le informazioni richieste al punto 3 della Legge Pubblica 102-1 siano incluse nel rapporto di cui alla presente sezione, tale rapporto va considerato rispondente ai requisiti di cui al punto 3 della Legge Pubblica 102-1.
Dennis J. Kucinich
www.Kucinich.us
Tradotto da F. Allegri il 18/11/2009



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