Moore e il Nobel ad Obama: l’ultima opinione che nessuno a letto!
Di F. Allegri
Premesso che è nato un comitato per dare il nobel a Gino Strada e ad Emergency.
Il coraggio di Moore mi piace e mi fa capire la situazione politica americana meglio di ogni altro informatore americano.
C’è una speranza per il ritiro dall’Iraq e Barack merita quel premio insieme ai suoi elettori.
Sull’Afganistan? Moore non ci si sofferma a sufficienza e io capisco che su quel tema Barack andrà incontro ai generali.
Sulla sete nel mondo? E’ vero che basterebbero i fondi di guerra di 2 mesi in Iraq e questo perché gli assetati non sono 100 milioni, ma cinque volte meno!
Lasciate stare le spalle di Obama … secondo pensiero di Michael Moore
Sabato 10 ottobre, 2009
Amici, la sera scorsa mia moglie mi ha chiesto se non pensavo che ero stato un po’ troppo duro con Obama nella mia lettera di ieri con la quale mi congratulavo con lui per il Premio Nobel. “No, non penso questo”, le replicai.
Pensavo che fosse importante ricordargli che sta conducendo le due guerre che ha ereditato.
“Sì”, lei disse, “ma il dirgli, ‘Ora guadagnatelo!’? Dai all’uomo una possibilità – è un gran giorno per lui e per noi”.
Mi alzai e rilessi quello che avevo scritto.
E ieri ho ascoltato per molto tempo la macchina d’odio della destra che disse tutte le frottole che poteva sul grande giorno di Barack.
Io – e quelli di sinistra – abbiamo fatto lo stesso?
Noi siamo stanchi, stanchi della guerra.
I trilioni che se ne andranno per le 2 guerre sarebbero serviti nella bancarotta noi e il paese – finanziariamente e moralmente. E pensiamo a tutto il buono che si poteva fare con tutto quel denaro!
Due mesi di Guerra in Iraq pagherebbero tutti i pozzi che vanno scavati nel Terzo Mondo per trovare l’acqua da bere!
Obama si muove troppo lento per molti di noi – ma deve sapere che siamo con lui e gli stiamo accanto quando tenta di mutare gli 8 anni di follia totale che ci hanno circondato.
Chi poteva fare quello in nove mesi?
Super Man?
Thor?
Mitch McConnell?
Invece di aspettare e vedere ciò che il presidente vuol fare, dobbiamo essere tutti attivi e spingere l’agenda che vogliamo vedere applicata.
Cosa ci trattiene dal formare gli stessi gruppi locali che mettemmo insieme per il voto dello scorso Novembre?
Andiamo!
Noi siamo la maggioranza ora – la maggioranza con un margine significativo!
Dobbiamo provarci – e dobbiamo dire a questo Congresso debole di impegnarsi e di fare quello che dice – o altro.
Ciò che chiedo a quelli che votarono per Obama è di non saltargli addosso troppo in fretta.
Sì, fate la voce grossa (il suo numero di telefono è 202-456-1414).
Ma non abbandonate la migliore speranza che abbiamo avuto nella nostra vita per cambiare.
E per l’amore di Dio non vi scandalizzate se lui dice una cosa o fa qualcosa che non ci piace.
Avete mai visto i Repubblicani comportarsi così?
Voglio dire, la Destra ha avuto per 20 anni presidenti Repubblicani e ancora non può dire una preghiera nella scuola pubblica, o abolire l’aborto, o mettere una tassa sulla casa o la nostra Sicurezza Sociale in borsa.
Essi fecero un grande danno, nessun dubbio su questo, ma sui temi chiave promossi dalla Destra Cristiana, essi la lasciarono quasi a mani vuote.
Non meraviglia che siano stati portati alla follia più tardi. Non hanno più avuto nulla di buono da quando fu eletto Reagan.
Ma – li avete mai visti guardare tutti con malinconia e da sconfitti?
No! Essi sono pronti alla lotta!
Tutti i giorni. E la nostra parte?
Al primo segno di esitazione, impacchettiamo i nostri giochi e andiamo a casa.
Perciò, almeno per il fine settimana, possiamo celebrare quello che ovunque si celebra – l’America che ora ha un uomo sano e brillante alla Casa Bianca, un uomo che veramente vuole un mondo di pace per le sue 2 figlie.
Molti, nei 2 giorni passati (sì, incluso me stesso), hanno brontolato: “Che ha fatto per guadagnarsi questo premio?”
Che ne dite di questo:
Il semplice fatto che sia stato eletto era la ragione sufficiente perché fosse il degno candidato al Nobel per la Pace di quest’anno. Perché quel giorno le azioni feroci degli anni di Bush/Cheney furono totalmente e perfettamente biasimate.
Un uomo – un uomo che si oppose alla Guerra in Iraq fin dall’inizio – offrì la fine della follia.
Il mondo ha assistito con un orrore totale negli otto anni passati mentre guardavano i discendenti di Washington, Lincoln e Jefferson accendere la miccia della nostra auto – distruzione.
Scuotemmo le nazioni del pianeta abbandonando Kyoto e poi procedemmo a fondere per più di 8 anni il valore delle cappe di ghiaccio polare.
Invademmo due nazioni che non ci attaccarono, fallimmo nella ricerca dei veri terroristi e, in effetti, accendemmo la nostra ondata di terrore.
La gente di tutto il mondo si chiese se eravamo diventati matti.E se tutto quello non bastasse, il Joker uscente presiedette al peggiore collasso finanziario globale dai tempi della Grande Depressione.
Così, certo, alle 11:00pm ET del 4 Novembre, 2008, Barack Obama vinse il Premio Nobel per la Pace.
E lo vinsero anche i 66 milioni di persone che votarono per lui. Dal momento in cui salì sul palco a mezzanotte ET nel Grand Park Historic Hippie Battlefield nella bassa Chicago, miliardi di persone nel mondo stavano già respirando un enorme respiro di sollievo.
Era come se, in quell’istante, un uomo avesse promesso la pace al mondo – e molti erano pronti ad andare ovunque lui volesse per realizzare quel fine.
Mai in passato, l’elezione di un uomo fece sentire le nazioni come se anche loro avessero vinto.
Quando ci sono milioni di persone pronte, capaci e speranzose di unirsi a una causa simile, bene, un premio a Oslo è il minimo che vi aspetta.
Un altro pensiero.
Nella storia il Premio per la Pace è stato dato a chi ha lavorato per togliere il giogo della discriminazione razziale e la segregazione (Martin Luther King, Jr., Desmond Tutu).
Penso che il comitato per il Nobel, nel premiare Obama, ha premiato anche il fatto che qualcosa di profondo è accaduto in uno stato che fu fondato sul genocidio razziale, costruito sulla schiavitù razzista, e trattenuto per oltre 100 anni dai residui del bigottismo odioso (che è ancora messo in risalto agli incontri per il té e nelle discussioni alla radio).
Il fatto che questo uomo possa causare questo evento sismico storico da verificare – e a farlo con una tale grazia e umiltà, non soccombendo mai alla tentazione, ma ancora non rinunciando (sì, chiese di poter giurare come “Barack Hussein Obama”!) – è più di una ragione sufficiente per essere ad Oslo e incontrare il Re il 10 Dicembre.
Forse potrebbe portarci con lui.
Perché sospetto pure che il comitato per il Nobel abbia tolto il suo cappello per noi – noi, gli americani, abbiamo conquistato qualcosa al nostro razzismo e in modo inatteso.
Dopo aver visto le immagini dure dei nostri cittadini compagni neri lasciati affogare a New Orleans – e i poveri bianchi vedendosi trattati non meglio di loro sono stati sollevati dal dispiacere – tutti abbiamo visto abbastanza.
Era il momento del cambiamento.
Grazie, Barack Obama, per averci dato l’opportunità di redimere noi stessi.
Ora andiamo avanti con il lavoro.
Ci serve che voi facciate tutto quello che avete promesso di fare. Ci serve questo. Il mondo ha bisogno di questo.
La mia previsione per il futuro?
Diverrete il primo a vincere il Premio Nobel per la Pace *due – volte*!
Sì!
Fred (in norvegese significa “pace”),
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.
