APPROCCIO ANALITICO AL PRESUNTO RISCALDAMENTO DEL PIANETA
23/11/2009
Del WWF svizzero
Dopo qualche settimana di silenzio mi ha di nuovo scritto il WWF svizzero e mi ha inviato il seguente scritto sintetico sul riscaldamento del pianeta. Premesso che io ad oggi non ci credo e che non si crederò nemmeno domani martedì 24 novembre 2009 ritengo giusto che sia letto per i suoi meriti evidenti: sintetico e chiaro. Lo faccio per la stima che ho per il WWF Svizzero e per le molte ricerche che fanno. Tornerò di tanto in tanto sul tema che in questo caso trova un suo sviluppo analitico in 12 punti meno difficili da misurare! Almeno la metà.
EMBARGO: 23 novembre 2009, ore 00.01
Punti di non ritorno del clima: pericolo di danni per miliardi di dollari in tutto il mondo
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I punti di non ritorno rendono estremamente imprevedibili i cambiamenti nel sistema climatico mondiale. In uno studio recente, il WWF e il gruppo assicurativo Allianz SE analizzano i 12 principali tipping point, quantificandone le conseguenze finanziarie. Risultato: solo nelle maggiori città costiere del mondo, sono a rischio valori patrimoniali per oltre 28 000 miliardi di dollari e, a seconda del Paese considerato, è minacciata la sopravvivenza di oltre il 70% della popolazione attiva.
Il cambiamento climatico non avrà un decorso lento e continuo. Alcune catastrofi climatiche potrebbero superare un punto critico già prima del 2050. Una volta varcata quella soglia, esse diventano irreversibili e spesso agiscono come cassa di risonanza, potenziando ulteriormente il riscaldamento globale. Si tratta di fenomeni climatici come lo scioglimento dei ghiacci ai Poli, l’innalzarsi del livello dei mari, i cambiamenti del monsone estivo in India o la perdita di foreste in Amazzonia. Uno studio del WWF e Allianz Assicurazioni analizza i 12 principali punti di non ritorno e i loro effetti sulle regioni direttamente interessate. Di seguito alcuni degli scenari esaminati:
A causa dei frequenti periodi di siccità e dell’innalzamento delle temperature globali, entro il 2100 potrebbe essere scomparso fino al 70% delle foreste pluviali amazzoniche. Questo fenomeno devastante verrebbe accompagnato dalla liberazione di immensi quantitativi di CO2, che finirebbero per accelerare ulteriormente il riscaldamento climatico.
Lo scioglimento delle calotte polari potrebbe comportare, già prima del 2050, un aumento del livello dei mari pari a mezzo metro. Un fenomeno che metterebbe a rischio valori patrimoniali per oltre 28 000 miliardi di dollari, nelle 136 città costiere del mondo con una popolazione superiore a un milione di abitanti. Le regioni prospicienti il mare risentono maggiormente delle conseguenze del cambiamento climatico, poiché qui le tempeste e le inondazioni hanno effetti devastanti. Secondo lo studio, un uragano di forza 4 che colpisse oggi l’area di New York provocherebbe danni per 1000 miliardi di dollari, ma con l’aumento del livello del mare nel 2050 la cifra potrebbe già superare i 5000 miliardi di dollari.
I ritardi del monsone estivo come pure lo scioglimento dei ghiacciai nell’Himalaya potrebbero scatenare in India ulteriori periodi di siccità. In questa regione del mondo, il cambiamento climatico metterebbe pertanto a rischio la sopravvivenza di oltre il 70% della popolazione attiva, che dipende dall’agricoltura.
Con l’intensificarsi del cambiamento climatico, si acuisce il pericolo di punti di non ritorno. “Pertanto dobbiamo fare tutto il possibile per mantenere il riscaldamento sotto i due gradi rispetto alle temperature preindustriali”, sono le parole di Rudy Bächtold del WWF Svizzera. A tal fine è necessaria una riduzione del 40% delle emissioni di CO2 da parte dei Paesi industrializzati, entro il 2020. E alla Conferenza ONU sul clima a Copenhagen tutte le nazioni devono sottoscrivere un protocollo sul clima vincolante e orientato all’obiettivo, poiché il tempo stringe. Rudy Bächtold: “Se investiamo ora nella protezione del clima, ne verremo a capo meglio e a minor prezzo.”
Contatti:
Per un’animazione e informazioni dettagliate sui 12 punti di non ritorno visitate:
http://wouldyouliketoseemore.com/WWF_Allianz_Climate_TP_Draft/en_US/index.html (inglese)
Lo studio, un riassunto in inglese e il comunicato sono disponibili su wwf.ch/media.
Le foto relative all’argomento trattato sono disponibili su wwf.ch/fotos.
I 12 punti di non ritorno:
- Scioglimento dei ghiacci artici
- Scioglimento della calotta occidentale dell’Antartide
- Scioglimento della calotta di ghiaccio continentale della Groenlandia
- Scioglimento dei ghiacciai continentali nella catena dell’Himalaya
- Collasso della circolazione atlantica
- Siccità e incendi dolosi nel sud – ovest degli USA, soprattutto in California
- Ritardo del monsone estivo in India
- Perdita delle foreste in Amazzonia
- Perdita delle foreste di conifere boreali
- Potenziamento della corrente marina El Niño
- Scioglimento del permafrost e liberazione di metano
- Minore intensità del monsone dell’Africa occidentale e minori precipitazioni