Marco Travaglio e il digitale terrestre.
Di F. Allegri
Come sapete spesso pubblico qualche scritto di Travaglio che giudico notevole e non criticabile.
Fra questi non c’è mai quello del lunedì perché in genere troppo lungo e spesso con carenze storiche e politiche. Anche quello del 23 novembre non sarebbe pubblicabile perché ancora una volta Travaglio affronta un tema più grande di lui sia sul piano istituzionale che storico!
All’interno dello scritto che mette a confronto in modo semplicistico il presidente Ciampi e il presidente Napolitano ci sono però due perle. Una l’ometto, ma la segnalo è la parte finale del lungo intervento e riguarda i nostri giudici che lavorano con il massimo impegno e una ricerca sul fatto che il csm vigila sul loro operato con indagini e sentenze!
A me interessa l’altra perla, quella dove Travaglio parla del digitale terrestre e del conflitto di interesse e vi dice quasi tutto quello che vi ho detto io, manca solo la questione della manutenzione delle antenne e in questo caso credo che non l’abbia saputo perché il fatto allarga l’analisi, ma da forza e veste nuova anche al conflitto d’interesse.
Prima di cedere la parola a Travaglio vi invito ad acquistare Il Fatto se comprate un giornale e aggiungo al tema la questione dello smaltimento degli elettrodomestici, dai televisori ai video – registratori non utilizzabili. Credo che qualche imprenditore potrebbe cogliere un’opportunità.
Vado con Travaglio, quello che vi offro è un estratto del suo intervento video che è intitolato: “Il primo Capo di Stato che parla ha fatto l’uovo”. E’ una metafora che non ho intuito del tutto.
Travaglio dice quasi subito commentando la presidenza Ciampi: ” ….. PURTROPPO NON RESPINSE la “ legge salva rete quattro”, ANZI IL DECRETO SALVA RETE QUATTRO, CHE PORTAVA LA FIRMA DI BERLUSCONI, ossia di colui che beneficiava del decreto che salvava rete quattro perché altrimenti, entro una settimana – ERA IL DICEMBRE, IL NATALE DEL 2003 – secondo la sentenza della corte costituzionale rete quattro avrebbe dovuto essere spenta sull’analogico terrestre e mandata su satellite oppure, per rimanere accesa sull’analogico, avrebbe dovuto cambiare padrone, CIOÈ ESSERE VENDUTA CON UN GRAVE DANNO PUBBLICITARIO PER BERLUSCONI, IL QUALE INVECE HA CONTINUATO A INTROITARE GUADAGNI PUBBLICITARI CON UNA TELEVISIONE CHE, senza quel decreto, ERA ABUSIVA E CHE QUEL DECRETO HA LEGALIZZATO EX POST, SENZA SUPERARE NATURALMENTE I RILIEVI DELLA CORTE COSTITUZIONALE E POI DELLA GIUSTIZIA EUROPEA”.
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Subito dopo aver detto questo Travaglio entra nel tema del digitale e qui dice cose che avete già sentito:
“TENETE PRESENTE CHE, SE SIETE LÌ CHE TENTATE DISPERATAMENTE DI TRAFFICARE CON QUESTI AGGEGGI DEL DIGITALE TERRESTRE, LO DOVETE A BERLUSCONI E A GASPARRI: BISOGNEREBBE CHIAMARLO IL DIGITALE BERLUSCONI /GASPARRI, NON IL DIGITALE TERRESTRE!
Questa ciofeca, questa tecnologia medievale che non funziona, che vi si spegne davanti, che vi sgrana l’immagine e che ve la fa vedere a quadrettini come nelle parole crociate, quello si chiama digitale terrestre, ci è stato spacciato per la tecnologia del futuro e in realtà è molto peggio della tecnologia precedente e costa anche molto di più, per farvi vedere molto peggio, per cui pagate per vedere peggio di prima.
SI CHIAMA GASPARRI/BERLUSCONI, STIAMO PAGANDO IL CONFLITTO D’INTERESSI DI BERLUSCONI e del suo valletto, del suo Cavalier servente Maurizio Gasparri, perché fu lui a raccontare a un Paese che si beve tutto e però anche a un capo dello Stato che avrebbe dovuto comportarsi diversamente, a mio avviso, che con la sua seconda versione della Legge Gasparri, seguita a quella prima che Ciampi aveva respinto al mittente, l’Italia avrebbe avuto entro il 2006 il digitale terrestre, siamo nel 2009 e ancora vediamo in che stato è ridotta quella tecnologia, entro il 2006 avremmo avuto il digitale terrestre, il quale ci avrebbe dato migliaia e migliaia di canali: AVENDO TUTTE QUELLE MIGLIAIA DI CANALI, DICEVA QUESTO SIGNORE, I TRE DI BERLUSCONI SCOMPAIONO E QUINDI NON C’È PIÙ QUELLA POSIZIONE DOMINANTE DENUNCIATA DALLA CORTE COSTITUZIONALE.
ADESSO ANDATE A VEDERE DI CHI SONO I CANALI, A PARTE QUELLI CHE TRASMETTONO LE VENDITE DELLE PENTOLE O I PORNO SHOP NOTTURNI, PER RENDERVI CONTO CHE MOLTI DI QUEI CANALI SONO, ANCORA UNA VOLTA, DI MEDIASET E CONSEGUENTEMENTE QUESTA TRUFFA TECNOLOGICA DEL DIGITALE TERRESTRE È SERVITA SEMPLICEMENTE PER MOLTIPLICARE IL MONOPOLIO PRIVATO DI MEDIASET E IL DUOPOLIO MEDIASET /RAI, CHE OGGI SONO PRATICAMENTE LA STESSA COSA e in più non si vede più niente o si vede male e si paga (decoder, antennisti che devono continuamente venirti a casa a sintonizzare, conosco gente che per riuscire a vedere qualcosa deve sintonizzarsi su un sistema addirittura che porta un rimbalzo dalla Germania, perché tra Italia e Italia non si riesce a vedere nulla, è una cosa inaudita che stento anche a capire!), ma questo è il risultato di quella truffa che hanno dovuto mettere in piedi per bypassare, cioè per violare due sentenze della Corte Costituzionale e, purtroppo, il decreto ponte che consentiva a Rete Quattro di rimanere accesa, in attesa che Gasparri scrivesse la sua seconda porcheria, il decreto salva Rete Quattro appunto, Natale 2003, porta la firma di Ciampi, oltre che di Berlusconi e quindi anche Ciampi non è che abbia sempre respinto le cose che andavano respinte”.
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Travaglio entra nella sua riflessione, ma io esco per salutarvi che come al solito io non scrivo i miei pezzi un mese dopo, ma grazie alle mie ricerche molti mesi prima!
Se Gatti vuole può rispondere sul cattivo funzionamento del digitale, ma sappia che non ho messo in maiuscolo quella parte per rispettare le sue idee, ma un suo commento lo gradirei.

il digitale è veramente una truffa. quel che è peggio è che si brancola nel buio
caro daxeur si legga anche gli altri scritti sul tema, sono datati ma noi diamo le notizie o prima o dopo, hanno un maggiore effetto!