La valigia dei sogni e delle illusioni: Il possibile formarsi di una civiltà italiana
Del Prof. I. Nappini
Il Belpaese dovrà prima o poi cimentarsi nell’impresa: rifare la sua civiltà ed uscire dalla presente decomposizione civile e morale. I segni che indicano la fine di un mondo umano ci sono tutti.
LA PRIMA REPUBBLICA CON I SUOI CAVALIERI DEL LAVORO SFRUTTATORI DEI BASSI SALARI E DELLA SVALUTAZIONE DELLA LIRA, CON I SUOI MIRACOLATI DAL SECONDO CONFLITTO MONDIALE LIBERATI DALL’INGOMBRO DELLA TESSERA DEL PNF, CON I SUOI PARTITI IDEOLOGICI E RISSOSI, CON IL SUO ESSERE PROVINCIA CULTURALE E IDEOLOGICA DELL’IMPERO STATUNITENSE È MORTA; non è una questione di malvagità o di congiure di servizi segreti.
Gli anni sono passati in fretta, la realtà ha subito un’accelerazione negli ultimi venticinque anni, è arrivata la terza rivoluzione industriale e il vecchio mondo si è pezzo dopo pezzo disfatto e decomposto.
La Prima Repubblica e il suo piccolo mondo antico, che già stava male, ha iniziato a perdere pezzi prima uno alla volta negli anni ottanta, poi tutti insieme e poi i crolli a ripetizione negli anni novanta hanno posto fine a qualcosa che già era un ricordo lontano.
QUESTA SECONDA REPUBBLICA È UNA SPECIE DI REGGENZA, DI COSA PROVVISORIA E TAPINA NATA ALL’INSEGNA DEL MALOCCHIO CHE DEVE LA SUA RAGION D’ESSERE ALLA NUOVA CONDIZIONE IN CUI È CADUTO IL BELPAESE.
Da un lato l’Impero USA sta perdendo potere a vantaggio di Russia, Cina, India e altri paesi emergenti, dall’altro non c’è ancora una forza che possa prendere il suo posto in questa penisola.
LA STESSA COSA VALE PER IL POTERE POLITICO I VECCHI PARTITI DI MASSA SONO MORTI, I NUOVI NON SONO FORTI E INCISIVI COME I PRECEDENTI.
Le vecchie ideologie sono ormai caricature, farse per mascherare l’attività politica di minoranze che forse fanno solo finta di crederci o per chiamare a raccolta sotto simboli del remoto passato i vecchi militanti sempre utili per manifestazioni, elezioni e raccolta fondi.
QUESTI QUINDICI ANNI DI BIPOLARISMO AMBIGUO E ANOMALO SONO UN LIMBO, UN TEMPO VUOTO NEL QUALE LE GENTI D’ITALIA CONSUMANO GIORNI, MESI, ANNI GIRANDO SU STESSI; COME SE IL FUTURO FOSSE SPROFONDATO NELL’IMMEDIATO PRESENTE, IN UN TEMPO CHE NON È UN TEMPO MA UNA STASI.
Una condizione del genere non può restare stabile, prima o poi le genti del Belpaese di schianto si troveranno proiettati in un nuovo mondo umano, ossia nel XXI secolo, nel tempo che esiste esattamente qui e ora.
Il senso della fine, già avvenuta da anni, calerà tutto assieme all’idea di aver perduto tutta la dignità e anni di vita dietro fantasie malate, invenzioni politiche strambe, personaggi che son vissuti di politica barcamenandosi fra la persuasione pubblicitaria e la malafede a determinare una reazione e la necessità di ricostruire il senso di una qualche forma di convivenza e identità fra le diverse genti della Penisola.
Del resto l’alternativa è pronta da anni, la dissoluzione dello Stato sulla base di una svolta secessionista tante volte accarezzata dalla Lega Nord.
IN QUEL CASO PER LA CIVILTÀ ITALIANA SI DOVRÀ ASPETTARE ANCORA PER QUALCHE SECOLO.
