Il bivio di Gianfranco

Ultimamente le dichiarazioni di Gianfranco Fini suscittano più preoccupazioni al nostro Presidente Berlusconi di quelle fatte dal pentito Spatuzza. E’ ormai chiaro da tempo che Fini si trova ad un bivio. Deve decidere quale strada prendere. Non quella a destra o a sinistra ma tra quella che la storia lo ricorderà come grande statista o come eterno amico dell’uomo. Fino ad oggi Gianfranco Fini è stato l’eterno secondo di Berlusconi, insomma portava i voti e come ricompensa ora è presidente della Camera dei Deputati. Sono stati eliminati due Partiti: Alleanza Nazionale e Forza Italia per crearne uno in cui tutte le decisioni sono prese da una persona. Una cosa del genere è successa anche per la creazione del PD solo che lì le primarie se non sono ritoccate sono abbastanza democratiche per scegliere i vari dirigenti o candidati premier. Insomma Fini è sempre stato l’uomo più leale a Berlusconi e in circa venti anni non è mai stato candidato alla guida del consiglio dei ministri. Ultimamente Berlusconi ha perso molto consenso e noi di empolitica.com che siamo contribuenti lo vediamo perchè siamo noi che diamo consenso ai politici quindi chi meglio di noi lo può valutare? Basti pensare a tutti i video di youtube sui dissensi del popolo italiano e al prossimo no b-day. Negli ormai vecchi mezzi di informazione il presidente del consiglio viene mostrato perchè racconta barzellette o si deve difendere dagli attacchi dei suoi alleati o dalle indagini dei PM. Ma noi contribuenti abbiamo bisogno di uno che scherza su tutto o abbiamo bisogno di un leader che conduca bene gli affari nostri? Domani a Roma ci sarà una manifestazione contro Silvio Berlusconi, noi ci auguriamo che la PDL organizzi una manifestazione a favore di Berlusconi anche a tempi brevi altrimenti sarà la prova che in Italia il consenso è sceso drasticamente e quello che ci viene detto nei mezzi di informazione tradizionali non ha più tanto valore. Ritornando a Fini la sua decisione non sarà delle più facili. Quello che lui dice e crede viene subito bloccato dalla Lega Nord; come se la Lega facesse parte della PDL. Oggi l’alternativa di Fini è quella di non essere più il miglio amico dell’uomo Berlusconi ma di riprendersi quella libertà che aveva in passato. E’ auspicabile che Fini richiami all’ordine i suoi fedelissimi, gli stessi che scrissero la lettera a Berlusconi. Sarebbe meglio un governo tecnico che facesse le riforme degne di un paese che si chiama Italia, come vogliono i contribuenti. Con questa operazione Fini potrebbe governare per ben quattro anni con l’appoggio di PD e IDV e qualche appartenente a FI. Magari si perderebbe una parte di destra estrema e la Lega. Se Fini sa fare i suoi conti potrebbe pensare una soluzione del genere. Governare in questo modo significherebbe riformare il paese ascoltando tutte le ideologie da destra a sinistra e Fini diventerebbe un leader rispettato anche in Europa e America.