Il peso elettorale di Berlusconi e degli altri partiti.
Dedicato a chi crede a certi sondaggi
04/12/2009
Di F. Allegri
Tempo fa scrissi che il governo Berlusconi sarebbe caduto il giorno otto ottobre. Quel giorno il governo non cadde, è evidente, ma la bocciatura della corte costituzionale gli dette una scrollata non indifferente e a ben vedere da quel giorno è cambiato qualcosa nella politica italiana.
E’ sicuramente finita la luna di miele fra PD e PDL e questo perché in gran parte si trattava di un matrimonio innaturale e si sta consumando anche una crisi interna al PDL e per me dipende dal fatto che il PDL stesso è un’unione innaturale in quanto eterogenea.
In secondo luogo e a mio avviso questo governetto ha perso la sua compattezza e il suo progetto amministrativo. Il caos di queste settimane mi pare il normale preludio che ha sempre portato ai cambi di governo. Per questo guardiamoci intorno e cerchiamo di capire i prossimi episodi di questa nuova telenovela.
Il governo potrebbe cadere anche sabato 5 o nei giorni successivi e questo sarebbe la consacrazione della protesta politica fatta attraverso internet. Ad oggi questa è più una fantasia/aspirazione di molti internauti che una possibilità concreta.
Ora c’è la legge finanziaria e a fine marzo le regionali.
Sono mesi favorevoli ai maneggi politici e il nostro governo ha i mezzi per ingraziarsi potenti ed arrivisti insieme ai collaboratori dei parlamentari di seconda fila poi sono tutti coscienti della difficoltà del momento. Fino a marzo non avremo dei cambiamenti!
Ci attende un lungo film sulla politica del tirare a campare e del teatrino di periferia, con le solite sorprese!
Sto riflettendo da alcuni giorni sul 2010 e penso che sarà un altro anno difficile e duro, forse come il 2009 che se ne va e vedo una saldatura fra crisi politica ed economica. Forse sono precipitoso, il tempo sarà galantuomo!
A meta ottobre sull’Espresso nella rubrica “Signornò” si parlò dei colpi subiti da Berlusconi dalla sentenza in tribunale del lodo Mondadori e da quella della corte costituzionale.
Ho tenuto da parte quello scritto e voglio farci 2 o 3 riflessioni poiché me l’hanno chiesto amici e lettori. Trascurerò la parte che riguarda la necessità di una legge costituzione per fare i vari lodi salva potenti perché concordo sul tema e trascurerò quella sulla caduta del primo governo Berlusconi e sui motivi che portarono al governo Dini. Concordo anche qui, magari constato che allora il suddetto governo non aveva la maggioranza che ha oggi e per questo sarà difficile fare un nuovo governo in questo parlamento. Dini è nella PDL, ma non credo che sia un progetto ripetibile!
Mi interessa parlare della rappresentatività di Berlusconi.
Da troppo tempo circolano numeri enormi e di fantasia. Berlusconi diffondeva in quel periodo (e l’ha fatto di recente) la fantasia che fossero con lui il 68 o il 72% degli italiani e lo rifarà ancora. Lo aveva fatto anche a luglio quando ci furono le europee.
Quel pezzo su Signornò fu eloquente e riassunse i risultati delle europee dando i risultati al netto degli astenuti, dei voti nulli e bianchi. I 10.807.794 voti presi dal PDL corrispondevano al 35,26% del 60,81% dei voti validi, cioè il 21,47% degli aventi diritto. E la Lega il 6,21%. L’opposizione parlamentare si divide il 24,75%, quella non approdata in Parlamento oltre il 10, mentre il totale di astensioni, bianche e nulle tocca il 37,17.
Spero che molti amici leggano questa frase perché anche gli oppositori di Berlusconi non si rendono conto che a luglio il primo partito è stato quello anti europeo degli ignavi e della protesta.
Tutta gente che non pensa ogni momento al presidente del consiglio con ammirazione.
La traduzione di Signornò fu questa: “Il centro – destra rappresenta meno del 28 per cento degli elettori, il Pdl un italiano maggiorenne su 5″.
Ecco perché scrivo spesso che siamo governati dai rappresentanti di una minoranza che sono larga maggioranza in parlamento. Questo divario è figlio della nostra legge elettorale che unisce ai difetti del sistema elettorale americano quelli del sistema politico romano.
Nel 2010 le nostre istituzioni avranno il loro esame della verità, per ora non sono preoccupato per le istituzioni, penso ancora ai problemi della gente e so che sono altri.
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.