Un breve intervallo nelle crisi degli altri
Di F. Allegri
Da novembre la crisi ha dato una tregua a qualcuno, non a tutti. Le feste e lo scudo fiscale hanno avviato una contro tendenza che sarebbe destinata a durare qualche mese, fino alla fine di gennaio (c’è chi crede nella super ripresa, ma io non sono tra questi).
Il giorno 20 sarà lo spartiacque perché è l’ultimo giorno utile per certi fallimenti dove l’imprenditore che fallisce salva qualcosa, eccetto i posti di lavoro. La questione del rinnovo della cassa integrazione pare risolta positivamente (salvo brutte sorprese) e il tema è scomparso dai mezzi di informazione.
Nella mia mente si è fatta spazio un’idea nuova, compatibile con gli anni di crisi che ho presunto: FINO AD OGGI ABBIAMO AFFRONTATO LE CRISI FINANZIARIE DEGLI ALTRI E IL NOSTRO TURNO NON È ANCORA ARRIVATO.
Nel corso dell’autunno i nostri politici sono riusciti anche ad attenuarla con tutta una serie di misure mirate legate ai debiti delle imprese differiti di un anno, emersione delle badanti e scudo fiscale internazionale! E’ stato un qualcosa in più del solito tampone e questo permette questi pochi mesi di relativa ripresa. Che dire: “Meglio di nulla!”
All’estero hanno fatto peggio. Nei mesi scorsi la finanza internazionale ha cercato di trovare i soldi da restituire ai governi e alle grandi banche centrali e in parte gli ha trovati attraverso titoli molto rischiosi e ad alto reddito venduti alle imprese in difficoltà finanziarie. Nel breve tali imprese possono usare una parte del capitale ottenuto per pagare gli alti interessi del prestito, ma in seguito dovranno fare profitti. Avremo nuovi problemi, fra qualche mese per ora c’è l’illusione della ripresa!
Gli utili di Goldman Sachs sono la prova di questa situazione. Tale banca ha iniziato a restituire il prestito, non troppo ma sufficiente per illudere i più sprovveduti! Non a caso Moore ha invitato gli americani a non investire in borsa e a portare via i soldi da certe banche. Lui l’avrebbe detto con un buon anticipo, ma ad oggi non so dirvi quanti l’abbiano ascoltato. Mi auguro che qualcuno l’abbia fatto! E’ evidente che non sono stati una miriade.
Un fetta grossa della finanza internazionale langue: si teme fino al 20%, quella italiana ha avuto un anno di tregua e vive in una sorta di mondo a parte, salvo speculatori ad est e ad alto rischio (qualcuno ci sarebbe).
Ci sono problemi in Francia, Germania e soprattutto in USA e Cina. Vedremo quello che accadrà dalla fine di gennaio! L’Italia avrebbe un sentiero in più per aggirare parte della crisi e a dire il vero è quello che ha tentato di percorrere Berlusconi nei mesi scorsi: LA RICERCA DI QUALCHE NUOVO MERCATO, ANCHE SE DI PAESI DITTATORIALI! Questo è uno dei due motivi degli strani pellegrinaggi fatto dal nostro capo del governo nei mesi scorsi, forse è il primo, ma certamente non va omesso il rinvio dei processi!
Non so dirvi quanto valga questa strada, ma non si deve tralasciare ogni tentativo, soprattutto non illudersi sulla ripresa a breve dei nostri soci europei. Bisogna percorrere tale sentiero, senza irritare gli alleati che hanno l’economia allo sfascio. Sono giochi di equilibrismo che la politica italiana ha sempre saputo fare!
Si avvicinano 6 mesi difficili per tutti, forse meno per l’Italia, ma non balocchiamoci e speriamo che la politica smetta di discutere di protesi al seno! Ci sarebbe anche una cittadinanza da rispettare visto che si stanno spegnendo molte televisioni.
Il 2010 sarà l’anno della disoccupazione internazionale, addirittura maggiore di quella di questi mesi, da non credere. Sia in USA che in Inghilterra e anche in Germania: questi sono i veri epicentri del terremoto, altro che Grecia o Dubai!
La nuova tempesta in arrivo è diversa dalle precedenti, vuole colpire molti e il suo nome è Inflazione. Tenete d’occhio anche il debito pubblico mentre non importa ascoltare le critiche politiche e in generale il solito teatrino e soprattutto procuratevi un bel terreno in campagna!
