La vera crisi italiana: forse nel 2010!
24/12/2009
Di F. Allegri
E’ con dispiacere che faccio queste riflessioni alla vigilia di Natale, ma forse è il miglior momento per far fare alla gente un nodo al fazzoletto!
Voglio anche rispondere ad uno scritto del 28 ottobre della raccolta del Professor Nappini “La valigia dei sogni e delle illusioni” intitolato: “Ma quanto manca ancora?”.
Scrivo da tempo che siamo circondati da paesi in crisi e che noi partecipiamo in misura minore al loro dolore. Questa riflessione evoca una seconda questione: quale crisi per l’Italia e quando?
L’ITALIA PUÒ AVERE DUE CRISI E UNA NON È SERIA MENTRE L’ALTRA È A GRAVITÀ CRESCENTE!
LA CRISI NON SERIA è quella più probabile e più facile da affrontare: è quella dovuta alle presunte difficoltà di finanziare il nostro deficit. Sarebbe prevista per il 2010 ma era stata ipotizzata anche nel 2009. Il primo giorno difficile sarà il 20 gennaio, altrimenti se ne riparla il primo d’aprile; sai che pesci! HO DETTO CHE NON È UN PROBLEMA SERIO PERCHÉ ABBIAMO DECINE DI FINANZIATORI IN FILA E PRONTI PER FINANZIARE UN OTTIMO SISTEMA INDUSTRIALE COME IL NOSTRO, CON QUALCHE ACCIACCO.
La vera questione è quella della riduzione del deficit, ma per questo servirebbe una classe politica nuova e migliore!
LA CRISI A GRAVITÀ CRESCENTE si accompagna alla precedente e riguarda le realtà produttive e anche quelle lavorative.
Io mi preoccupo delle imprese che producono qualcosa e di quelle che si occupano di alta tecnologia mentre ho meno interesse per le tragedie dei call center o delle agenzie interinali. In questi casi pensate pure che io abbia il cuore di pietra o che sono cosciente del fatto che il fare buche e ricoprirle non è un lavoro.
La crisi delle produzioni cammina vicino a quella finanziaria perché in giro circola poca moneta e poca voglia di comprare, anche a Natale pur nel rispetto della particolarità del periodo che viviamo! Ad esempio Martedì 22 al circondario di Empoli nessuno ha parlato di prodotti e di commerci, c’era solo il problema dei finanziamenti, qualche pensiero per il lavorare a prescindere, ma soprattutto l’idea di produttore e di creatore erano fuori da qui. E finalmente si comincia anche a dire che il “digitale terrestre è una spesa inutile per l’italiano medio”. Il prossimo passo da fare è quello contro le false tecnologie!
Tempo fa scrissi che la crisi italiana sarebbe stata l’ultima e la meno grave, ma il problema era che non avevamo medici per curarla e potevano mancare anche molte medicine adatte.
Avevo ragione! Me ne rendo conto ogni giorno di più.
Il problema non è però solo italiano, anche questa benedetta UE mi appare latitante e poco impegnata, sia la commissione che i vari parlamentari.
Qualche settimana fa ho scoperto che gli italiani sono quelli che il lunedì arrivano per ultimi al parlamento e per questo sono i primi ad andarsene il venerdì. Pochi, tra i nostri rappresentanti, prendono la residenza in prossimità del parlamento, preferiscono fare i viaggiatori. Anche per questo siamo tra le cenerentole dell’Europa. I vincoli europei generalizzati freneranno a lungo ogni possibile spasmo di ripresa! E fino al 2000 io ero un europeista convinto, ma questa UE deve trovare un progetto politico ed economico indipendente dai vari potentati internazionali.
Non vedo nel medio termine una disgregazione europea e non vedo ulteriori rafforzamenti del rapporto privilegiato fra berlusconiani e russi. Mi preoccupano di più quelli che dicono con superficialità: “La Cina è un’opportunità!”. Ma dove, anche la Cina ha i suoi ulteriori appuntamenti con la crisi e mi sa tanto che avremo altri momenti traumatici!
Per me è possibile solo un’Europa migliore, il resto è solo instabilità e ce n’è già tanta senza rimettere il Mediterraneo al centro del mondo. Certamente il 2010 non sarà un anno meraviglioso!
—-
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cerca il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.
cari signori
la vera crisi sarà il 2010 e saranno veramente dolori chiusure a cascata, prenderanno piede le multinazionali
sara veramente un mondo difficile
Gentile Paolo, raramente qualcuno commenta i miei pezzi di economia e ancora nessuno mi aveva suggerito qualcosa sulla crisi nonostante che il mio diario sulla crisi sia arrivato a pagina 108. Tenga presente che ad oggi nessuno ha le mie 3 qualità alla base di ogni mio scritto:
1) rete mondiale di informazione economica;
2) competenza economica;
3) indipendenza culturale unito ad un disinteresse materiale!
—
Lei mi dice: “cari signori la vera crisi sarà il 2010 e saranno veramente dolori chiusure a cascata, prenderanno piede le multinazionali sarà veramente un mondo difficile”.
—-
La frase è breve, ma a mio avviso piena di inesattezze come un uovo.
La prima è che io scrivo da solo questi pezzi e non sono un signore. Sono una persona povera perché libera. Ho la competenza di un manager di impresa e di un parlamentare, ma non ho mai voluto far parte di quelle due categorie!
Tutta la crisi partita dal 2006 ha tre caratteristiche principali: è enorme, va ad ondate ed è doppia.
Quindi le dico che anche nel 2010 avremo altre ondate più o meno alte e la prima arriverà proprio in questo mese e per ora pare modesta. Le multinazionali poi hanno già preso piede da tempo ed ovunque e il mondo è sempre stato difficile.
La crisi è doppia perché finanziaria e produttiva, ma ha un origine comune nella precarietà del lavoro e in una serie di trattati di libero scambio internazionale semplicemente vergognosi!
Provo ad intuire una preoccupazione che sento uscire dal suo scritto: i posti di lavoro.
Io qui da indipendente faccio una differenza severa fra chi lavora e produce qualcosa di utile e chi lavora per fare qualcosa che oggi non serve più o in realtà non è mai servito.
Purtroppo per i secondi non c’è speranza, le multinazionali riescono a produrre a costo zero cose che valgono zero laggiù dove si può. Smetteremo presto di comprare quelle cose, ma non torneremo a produrle! Poi qui o laggiù spunta sempre una dose di veleno all’avarizia!
siamo ad aprile 2010, mi sono riletto questo mio scritto e lo confermo in toto!
Aggiungo solo una cosa che qui avevo omesso, ma è ben chiara nel mio diario on line sulla crisi.
Saranno duri anche i prossimi 3 anni e vedo un maggio 2010 negativo.
segnalo ai lettori che qui trovate scritti più recenti e sul mio sito l’intero diario.
Ad oggi sono convinto che la crisi s’accentuerà a settembre e sarà difficile anche l’inizio del 2011.
Poi bisogna vedere che faranno i grandi del mondo ….
per la crisi del lavoro, sia ai giorni caldi. Per il resto molte cose accadranno nel 2011 e noi saremo nella permanente campagna elettorale.
cercate articoli più recenti o il mio diario della crisi, in ogni caso questo resta un anno nero.
al 13 dicembre siamo a 1765, buono! vi rammento il diario della crisi e gli articoli più recenti.
ao furbone la crisi è iiniziata nel 2011 e va sempre peggio a ke kazzo te servono tt sti articoli è? alla fine la crisi è iniziata per colpa della grecia e in italia nn si fermera perke tt le persone fanno le cose in nero:affitti,cibo ecc quindi la vera colpa qua è di sti froci di italiani ke nn capiscono pensano a a loro e basta poi quano con la crisi nn avranno piu un cazzo dp vedremo.
Caro Masun partiamo col ridire che il seme dell crisi fu piantato in una villa di Little Rock nel 1996.
Io mi occupo della crisi dal social forum del 2002 e ne scrivo dal 2003; nel 2008 azzeccai la previsione del fallimento Lehman e la data esatta nel giorno 19 settembre, l’unico al mondo ad averlo fatto in modo aperto e dichiarato.
Da allora scrivo di crisi per spiegarla agli ignavi e agli ignari con il massimo del disinteresse economico ma pienamente coinvolto a livello politico.