La valigia dei sogni e delle illusioni: Ma quanto manca ancora?

28/10/2009

Del Prof. I. Nappini

Gli anni passano, il Belpaese giorno dopo giorno si decompone e si sfascia.

Ogni deformità fisica e morale scava la sua tana in questa penisola; gli ultimi scandali infelici della politica romana rivelano che si è andati oltre le aspettative dei pessimisti.

MA QUANTO MANCA ANCORA?

Quanti anni di vita e di pazienza devono ancor trascorre perché io possa veder la fine di queste follie, di questa politica ripiegata su notabili corrotti e chiacchierati che si fanno ungere di dubbia legittimità da un consenso elettorale organizzato in modo discutibile.

Sono già adesso molto stanco e offeso, e mi rendo conto che c’è una logica in tutto questo, un marciare preciso e spietato che si volta ora di qua ora di là ma che tende a un esito, che ha il suo senso profondo.

FORSE LA FINE DI QUESTO BELPAESE È GIÀ SCRITTA IN TANTI PICCOLI SEGNALI CHE IO NON CAPISCO E DI CUI NON SO.

Quello che ho davanti è un declino che pochi vogliono vedere, in troppi non vogliono capire, e quasi nessuno ha la forza di rimediare, forse perché non c’è rimedio, o forse perché la maggior parte degli italiani sospetta che esso sarebbe estremo, pericoloso, nuovo.

O forse perché si attende il miracolo, la mano di Dio che solleva il popolo dalle sue disgrazie, il soccorso di un principe straniero armato e potente che con i suoi eserciti fa giustizia, punisce i malvagi e impone la legge.

Gli italiani amano le favole, specie quelle che parlano di loro e danno qualche breve illusione.

Così tutto procede con estrema lentezza, anche il disfacimento avviene al rallentatore, una noia tremenda si associa alla miserabile cronaca giudiziaria e penale delle nostrane sedicenti “classi dirigenti”; il Belpaese adesso suscita più che rabbia disgusto.

I mesi, gli anni però passano e questo circo di mostri morali ed esseri grotteschi che recitano sulla base di canovacci strampalati e confusi non chiude, ma anzi con ostinazione ottunde e inquina psicologicamente la vita di milioni di abitanti della penisola che s’alzano la mattina presto per andare al lavoro.

La comunicazione giornalistica e televisiva è impregnata di politica politicante, di scandali, di mezze verità, di finzioni.

Mentre si consuma questo teatrino degli orrori e degli strafalcioni proprio nello stesso tempo con crescenti difficoltà milioni di umani che lavorano nel Belpaese cercano di dare un senso alla loro vita e alla loro identità collettiva.

A furia di tanto cercare girano a vuoto su se stessi e le loro persuasioni.

NELLA CULTURA DELLE DIVERSE POPOLAZIONI D’ITALIA C’È TROPPA RASSEGNAZIONE E PAZIENZA, TROPPA DISILLUSIONE E PERCEZIONE DELLA PROPRIA DISUNITÀ E DEBOLEZZA, TROPPA MAL RIPOSTA ASTUZIA, TROPPA FURBIZIA DA APPRENDISTI SUICIDI E TROPPA FINZIONE PER REAGIRE A QUANTO STA AVVENENDO.

Il mio stesso scrivere di queste cose è quasi una farneticazione, tranne per alcuni singoli quanto scrivo rimarrà oscuro e ignoto, l’ennesimo spreco di parole al vento.

Non ho mai provato un senso d’impotenza così forte come adesso, sono lo spettatore annoiato di uno squallore dirompente e non ho strumenti efficaci per intervenire, non so neanche quali essi siano, non so neppure se esistono.

PER ORA POSSO SOLO CONSTATARE I FATTI, CAPIRE IL SENSO DI ALCUNI SINGOLI ATTI, RICOSTRUIRE UNA POSSIBILE STORIA DEL PERCHÉ AVVIENE TUTTO QUESTO, È GIÀ QUALCOSA ED È DRAMMATICAMENTE TROPPO POCO.

LE SPERANZE LE COLLOCO IN UN DOPO MOLTO LONTANO DA QUI E DA QUESTI ANNI E DI QUESTO TEMPO FUTURO NON VEDO ANCORA L’INIZIO.

Il professor Nappini cura il forum http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it

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