De Reditu Suo: Aspettando la fine

24/11/2009

Del Prof. I. Nappini

Le ultime vicende romane a cavallo fra lo scandalo a sfondo sessuale, letteralmente a quanto pare, e la cronaca nera il tutto condito da cinismo, follia, malvagità mi convincono che ormai la fine del sistema sia auspicabile, forse una necessità vitale.

Temo che la rovina di queste sedicenti classi dirigenti, dei loro protetti, dei familiari e degli amici degli amici si trasformerà nella rovina del sistema politico attuale ossia la Repubblica Parlamentare.

Questo è  male perché la storia delle genti del Belpaese è quella di popoli che non hanno quasi mai goduto della libertà di pensiero e di parola; è la storia di regimi politici autoritari, paternalistici, clericali, e perfino totalitari, o peggio di regimi sedicenti democratici ma in realtà espressione di oligarchie di notabili e di arricchiti.

La Repubblica poteva essere l’eccezione che dava un corso nuovo alle sorti delle sfortunate genti della penisola.

TUTTO DIMOSTRA CHE SI STA VERIFICANDO IL CONTRARIO, QUESTA INCOMPIUTA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE SUBISCE DUE TIPI D’AGGRESSIONE: QUELLA DEI TEMPI CHE SI VOLGONO PER MILLE VIE CONTRO DI LEI E QUELLA DI CHI LA DOVREBBE DIFENDERE ED È TROPPO OCCUPATO A FARE I SUOI PARTICOLARISSIMI E PRIVATISSIMI INTERESSI.

Dopotutto la politica è qui e ora anche un mestiere a mezzadria fra i poteri finanziari e le plebi elettorali da ammaestrare, talvolta imbrogliare e da convocare il giorno delle elezioni. Da anni come un profeta invasato che predica nel deserto alla sabbia e al vento aspetto la fine di questo orrendo mondo umano e spirituale che non trova qualcosa di simile neanche nei momenti più infami dell’Antico Impero Romano.

Sono molto stanco e provato, lo spettacolo della fine presentato così, con questo lento dissolversi al rallentatore mi disturba.

Avrei preferito qualcosa di alto e nobile di eroico, di epico.

I tempi sono contro i miei più inquieti e profondi desideri, ciò che è alto e nobile diventa improbabile e assurdo, ciò che è  squallido e pessimo si prende il suo posto nelle vicende umane.

Così  aspetto la fine, non so come anticiparla o aiutarla.

Stimo che essa si farà strada da sé in quanto i difensori della Repubblica son pochi, confusi e dispersi e i suoi falsi amici e parassiti sono un numero enorme di singoli, alcuni di loro ferocemente risentiti in quanto ritengono di aver subito dei torti dal sistema.

Quale che sia il miscuglio di vero e di falso nel risentimento di milioni di cittadini nei confronti di questo sistema di poteri e di questa “democrazia” quasi non mi interessa più, per certo tutto è cambiato intorno alla Repubblica italiana; essa è diventata uno strumento nelle mani dei pochi, una faccenda non popolare ma di politica – spettacolo a mezzadria fra la finanza e il mercato pubblicitario.

Finanza e pubblicità  del resto sono i veri padroni dei giornali e dei principali mezzi d’informazione.

Attraverso i mass-media alcuni singoli che fanno politica diventano dei leader nazionali e possono costruire dei seguiti di elettori e simpatizzanti composti da centinaia di migliaia di cittadini.

Così  fra un conato di disgusto e un sordo astio assisto da spettatore a questo disfacimento morale e civile, ormai stanco e umiliato dalla malvagità  che vedo intorno a me.

Io so che finirà, ho il diritto di vedere la fine di tanto schifo eretto a sistema.

Aspetto e mentre aspetto scrivo per i miei venticinque lettori.

—-

Il professor Nappini cura il forum http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it

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