Pokerino sul nucleare in tempo di elezioni regionali.
Sull’interpellanza urgente 2-00568 Orientamenti del governo circa l’individuazione di siti idonei alla realizzazione di centrali nucleari
30/01/2010
Di F. Allegri
Alcune settimane fa un lettore sollecitò con un commento un nostro approfondimento sul tema del nucleare in Italia e gli amici di Empolitica mi hanno dato l’incarico di farlo. Con calma, mi sono visto l’interpellanza posta al governo dall’Onorevole Rodolfo Giuliano Viola (PD) al governo, ma prima voglio spiegare perché nel titolo ho scritto la parola “pokerino”.
Il fatto è semplice e a mio avviso prevalente. Troppe forze politiche parlano di nucleare sapendo che non potrebbero farlo e questo per tre motivi. Eccoli in elenco, ritornerò sul tema nel corso del discorso:
1) Per realizzare nuove centrali servirebbero dei decenni;
2) Non abbiamo i fornitori di uranio e non c’è la fila dei venditori;
3) Non abbiamo i brevetti per le centrali di nuova generazione (l’unico che avevamo l’abbiamo ceduto alla Russia e non era tra i 5 migliori!).
Allora di cosa si parla? Oggi illustrerò l’interrogazione, e nel breve periodo tenete presente che fino a dopo le regionali non avremo novità, ma il 27 marzo non è lontano!
L’Onorevole Viola eletto in Veneto ha iniziato parlando dei giornali del 15 dicembre, essi sostenevano che i primi siti fossero stati individuati. Del resto il ministro Scajola l’ha messo nel programma di governo.
Viola raccomanda due obiettivi principali, sono anche due consigli:
a) Rispettare i risultati del referendum;
b) Evitare che le popolazioni locali alzino le barricate.
Viola cita varie sedi note, da Trino a Corso e fa anche il nome nuovo che gli interessa: Chioggia! Poi questi sono i segreti di Pulcinella, oltre a Chioggia c’è solo la Puglia. Forse non lo sapevate?
Egli ci dice che non ci sono state le smentite e che Fini conosce i luoghi, ma non intende pubblicarli. Faccia lui! Viene da chiedersi con Viola: “ Si vota a marzo in quelle località?” Questa è un’altra domanda, e ora si deve entrare nel vivo della risposta del sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia.
Il sottosegretario è stato chiaro sul punto: non c’è la mappa ei siti!
Ha fatto anche una seconda precisazione interessante: “La ripresa del nucleare riparte dall’architettura normativa”.
Che vuol dire questa frase, oscura per molti aspetti e interpretabile in molti modi? Quello che ho detto all’inizio ovvero il poverino e questo gioco di fraintesi e di chiacchiere conviene a molti perditempo di destra, sinistra, centro e di difficile collocazione. Lo sviluppo di tale concetto lo ritrovate all’inizio dello scritto.
In seguito il sotto segretario ha illustrato il decreto legislativo del 22/12/2009.
Anche questo è segreto, l’hanno visto in pochi e al momento dell’interrogazione non era stato trasmesso alle commissioni e il sottosegretario non ha citato il ritardo.
Secondo Saglia il decreto stabilirebbe che serve l’intesa con la regione per fare l’impianto sul nucleare. Quindi, in teoria, quelle guidate dal centro destra! Del resto, nemmeno il governo può scherzare con il ricorso alla corte costituzionale.
Il decreto specificherebbe anche “l’architettura normativa autorizzativi”: si tratterebbe dei criteri di localizzazione, delle procedure e delle eventuali compensazioni. Il discorso parrebbe lungo e io lo sapevo da mesi!
Nel decreto si introduce la figura dell’operatore e questo è l’ENEL, chi altri?
I legislatori vogliono l’operatore che faccia domanda, realizzi l’impianto e segua le regole, sempre l’ENEL, ma io avrei un secondo nome eventuale: le ditte italiane che fanno impianti all’estero. Sul punto staremo a vedere.
Secondo il sottosegretario saranno individuate, in una prima fase, solo delle macro aree e questo lo farà l’agenzia del nucleare, la quale sentirà gli enti pubblici di ricerca e le università.
I siti saranno trovati in un terzo tempo, certamente il percorso e quanto più consociativo si possa pensare e in questo contesto l’operatore interagirà con l’agenzia.
Mentre rammento che nessuno si chiede quale progetto e da dove arriverà il nucleare, segnalo che il sottosegretario ha accettato l’idea del rapporto governo, regioni, conferenza regionale, livello territoriale (commissario permettendo, in sub ordine?).
L’Onorevole Viola si è dichiarato insoddisfatto e perplesso.
La sua prima preoccupazione è quella di conoscere il decreto e segnala che questo non è arrivato alla commissione ambiente della quale lui è un membro. Non può bastare l’invio alla sola commissione Attività Produttive.
Sui criteri Viola aggiunge il discorso delle aree non sismiche e con corsi d’acqua: Veneto e Puglia (il secondo l’aggiungo io). La regione Veneto non aveva fatto ricorso e metto un ringraziamento finale a Viola per aver fatto il nome dell’ENEL. Per chi non l’avesse immaginato!
Torneremo sul tema, sono consapevole di commentare una telenovela e che siamo alle prime puntate!
I nostri articoli precedenti su questo argomento (clicca sul titolo per andare all’articolo)
1) Ecco dove potrebbero sorgere le centrali nucleari in Italia
2) Empoli: Città denuclearizzata
3) Governo Berlusconi anche contro l’ambiente
4) Le vere cause degli aumenti delle bollette dell’enel
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.