La crisi nell’anno della tigre (oroscopo cinese)
Di F. Allegri
Torno a scrivere d’economia per fare il punto della situazione e per valutare i timori che erano legati alle scadenze fiscali del mese di gennaio. La situazione resta difficile, ma si può tirare un sospiro di sollievo, un primo pericolo è stato superato.
Voglio riflettere ancora sul 2010 e su quello che ci possiamo attendere ovvero ancora crisi, in aumento! Abbiamo scampato un pericolo grazie allo scudo fiscale, non ad altro e devo rammentare che questo viene dalle decisioni del G 8 e dalla finanza americana che vuole ordinare e indirizzare le finanze alternative. Restano solo i paradisi fiscali graditi agli Stati Uniti: come dire si muta il corso della speculazione, per quelli che volessero uscire dai propri confini nazionali.
Questo va detto senza omettere che tornano in Italia anche i soldi della criminalità, ma non troppo visto che la moneta si muove sempre. Lo scudo è in sostanza un passaggio obbligato, occasionale, un diritto di passaggio su un ponte statale medioevale virtuale, nulla di più!
Oggi tornerò a riflettere su quale 2010 ci attende e m’ispirerò ad uno scritto di dicembre di Roger Wiegand tradotto e pubblicato il 1 dicembre 2009 sul sito kitco.com e tradotto dal sito www.comedonchishotte.
Wiegand si attende un nuovo 1930 o un nuovo 1937, il suo timore è l’inflazione che sta distruggendo tante economie e non vede vie d’uscita. Egli si attende una caduta in serie di tanti regimi, anche della Cina e parla di collasso sistemico.
Io non sono così preoccupato e capisco che dobbiamo tenere d’occhio l’inflazione che in questi mesi passati non si è scatenata e c’era chi l’aveva preannunciato. Sento parlare d’inflazione e di iper –inflazione e sarebbe attesa nei prossimi tre anni, io al contrario mi attendo inflazione ferma, logorio dei mercati e disoccupazione crescente: in pratica il contrario. Non ho il dato dell’inflazione attuale in USA e posso credere al 7% detto da Wiegand.
Talvolta l’inflazione è stata il motore di false crescite e presunte riprese, ma non credo che tale prospetto si possa applicare ai contesti attuali, nel corso dei prossimi mesi dovremo capire come gli USA e le altre nazioni conterranno il loro debito e quali politiche attueranno.
Per Wiegand il 2010 sarà uno degli anni peggiori della “Seconda grande depressione” e credo che abbia fatto bene a dare questo nome a questi anni! Per lui quest’anno partirà la seconda fase della crisi e considera la prima legata al fallimento Lehman e sue conseguenze. Concordo ed uso come spartiacque lo scudo fiscale!
Poi Wiegand ci regala questa frase: “Non ci sarà ripresa fintanto che non avverrà un importante crollo”. Questo crollo cancellerebbe molti debiti e ci dice che i crolli verrebbero per gradi. Qui devo intervenire io perché un conto è dire che crollerà AIG e un caso diverso sono le altre crisi possibili.
Il primo sarebbe un fatto memorabile, in caso contrario si tratterà sempre di problemi risolvibili e contenibili. Wiegand si dedica ai debiti statali e ai problemi legati al dollaro, ma qui mi pare meno interessante ed io ho già scritto sul tema delle nuove monete internazionali: il dollaro resta e al massimo darà qualche spazio alle forze emergenti! Gli eserciti e la diplomazia contano ancora qualcosa.
C’è una nuova scadenza per la crisi in USAe su questo concordo, si parla di MAGGIO e LUGLIO 2010 e si citano 5 aree di crisi che danneggeranno l’economia e i mercati. Questo vale anche per l’Italia, con le dovute proporzioni e con legittime speranze di ripresa.
La prima è quella delle carte di credito (c’è sempre e non accade mai nulla di grave, anche questo l’ho spiegato); avremo nuove diminuzioni nei prezzi delle case con relativa crisi nei mutui. Problema già visto e valutato! La terza crisi sarà quella delle auto e qui vi regalo un dato che ho io: nel 2009 sono state rottamate in USA 14 milioni di auto mentre le nuove vendite sono state di 10 milioni. Questo dato dice molte cose e Wiegand attende nuovi cali, prevede le vendite per il 2010 a quota 7 milioni GM ha parlato di ripresa e previsto 11 milioni. Vedremo!
Andranno male anche le società immobiliari e anche le compagnie d’assicurazione, qui aggiungo solo un magari e un Dio volesse! Scusate se non mi preoccupo e se non ci credo, almeno ad oggi!
Non negherò la povertà in USA, anche nella mia ultima traduzione di uno scritto di M. Moore ho avuto vari riscontri, ma credo che quel grande paese si possa rialzare. Io scommetterei sugli Stati Uniti, un gatto con cento vite! Dipende da loro e come si vede Wiegand non è uno dei miei autori preferiti anche se in caso di tracollo potrà dire: “Ve l’avevo detto!”. Vi farò avere presto altri pareri sul tema e come sapete i miei discorsi sul passato valgono per il futuro.
Faccio un discorso a parte sul Wiegand che ha riflettuto anche sul prezzo del petrolio, a suo avviso il prezzo è destinato a scendere fino a 50 e poi a risalire a 100 dopo la chiusura di varie raffinerie. Il percorso mi pare tortuoso, ma credo che le raffinerie chiuderanno e magari avremo prezzi costanti! Il picco del petrolio è ormai un lontano ricordo ed io l’ho sempre considerato un delirio!
E se crollassero gli USA rammentate che la Cina cadrebbe con loro, questo è più sicuro del primo crollo e in non vedo nascere il fantomatico mercato consumistico cinese, non lo credo possibile, a livello culturale, sociale e politico!
Un che fare finale ci vuole!
Non si può pensare a trasferire ricchezza, anche se Obama ci ha fatto un pensierino. La prima priorità è l’occupazione, bisogna tornare a produrre in casa, insomma invertire la globalizzazione e il giro folle delle merce! Sembra facile, non lo è perché qualcuno guadagna anche con la crisi!
—-
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.
Quest’articolo ha troppi punti esclamativi per essere attendibile.
I punti esclamativi sono solo nel finale per il resto nel mondo ci sono 13 persone che avevano previsto questa crisi e uno di questi (io) sostenne che sarebbe fallito Lehman Brother il 18 settembre 2009.
Grazie d’aver letto il mio scritto e del commento!
L’attendibilità si risolve facilmente.
Se fallirà AIG avremo il disastro altrimenti ogni crisi si può affrontare con competenza e coraggio.
In 2 mesi superata quota 1OOO.
Lo confesso ho messo qualcosa di magico in questo scritto!
altri 400 lettori in una settimana, grazie!
Tenete presente che si tratta di una pagina del mio diario sulla crisi.
registro oggi il superamento di quota 3000.
siamo oltre 3500 e vi informo che ho tradotto uno scritto di nader che convalida la mia idea
al 10 luglio siamo a quota 4300, bene: vi invito a leggere anche gli articoli più recenti.