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05 Feb, 2010

Lettera aperta al Presidente Obama

Scritto da: F. Allegri In: Michael Mooree letto 62 volte.

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Di Michael Moore

Lunedì  30 novembre, 2009

Caro Presidente Obama,

Volete veramente essere il nuovo “presidente di guerra?”

Se domani sera andrete a West Point (Martedì, 20:00) e annuncerete che state incrementando, invece di ritirare, le truppe in Afganistan, voi sarete il nuovo presidente di guerra.

Puro e semplice.

E con questo farete la cosa peggiore fra quelle possibili – distruggere le speranze e i sogni dei molti milioni che hanno creduto in voi.

Domani sera con un unico discorso voi trasformerete una moltitudine di giovani (che furono la spina dorsale della vostra campagna) in cinici disillusi.

Voi insegnerete loro che quello che hanno udito spesso è vero – che tutti i politici sono uguali.

Semplicemente io non posso credere che voi farete quello che dicono loro.

Per favore dicci che questo non è così.

Non è  il vostro lavoro il fare quello che i generali vi chiedono.

Noi siamo un governo a guida civile.

Noi diciamo ai Joint Chiefs cosa fare, il caso contrario non va bene.

Quella è  la via che il Generale Washington affermò.

Così  avvenne quando il Presidente Truman fermò il Generale MacArthur che voleva invadere la Cina.

“Voi siete licenziato!”, disse Truman e fu così. Avreste dovuto licenziare il Gen. McChrystal quando andò dalla stampa per condizionarvi dicendo loro quello che VOI dovevate fare.

Lasciate che sia brusco: Noi amiamo i nostri figli in servizio armato, ma noi f….. in’ odiamo questi generali, da Westmoreland in Vietnam in poi, si, persino Colin Powell per le bugie all’ONU con i suoi disegni del WMD inventati (ha appena cercato il riscatto).

Così  ora vi sentite come messo in un angolo.

30 anni fa lo scorso Giovedì (Thanksgiving) i generali Sovietici ebbero un’idea fresca – “Possiamo invadere l’Afganistan!”

Bene, quella risultò essere il chiodo finale sulla bara dell’USSR.

C’è una ragione se non chiamano l’Afganistan il “Giardino di Stato” (forse probabilmente lo farebbero, vedendo come il corrotto Presidente Karzai, che appoggiamo, ha promosso suo fratello nel commercio di papaveri per l’eroina.

Il vero nome dell’Afganistan è il “Cimitero dell’Impero”.

Se non ci credete, telefonate agli Inglesi.

Avrei voluto chiamare Gengis Khan, ma ho perduto il suo numero.

Forse posso avere il numero di Gorbachev.

E’ il + 41 22 789 1662.

Sono sicuro che lui potrebbe darvi un consiglio sull’errore storico che state per commettere.

Il crollo di questa grande civilizzazione che chiamiamo America si dirigerà, a tutta valvola, nell’oblio se diverrete il “presidente di guerra”, con il nostro collasso economico ancora possibile e i nostri preziosi giovani sacrificati sull’altare di arroganza e avarizia.

Gli imperi non pensano mai che la fine sia vicina, fino a quando essa non arriva.

Gli imperi pensano che più male forzerà i barbari a mettersi in riga - finora non c’è riuscito. I barbari di solito si ribellano.

Scelga con cura, Presidente Obama.

Sapete da tutta la gente che questa non deve essere la scelta. Avete ancora poche ore per ascoltare il vostro cuore, e il vostro pensiero lucido.

Voi sapete che nulla di buono può venire dal mandare più truppe da mezzo mondo in un posto che voi e loro non capiscono, per realizzare un obiettivo che voi e loro non capiscono, in un paese che non ci vuole laggiù. Voi potete capire questo dentro di voi.

Io so che voi sapete che ci sono rimaste MENO di un centinaio di al-Qaeda in Afganistan! Centomila soldati cercheranno di schiacciare un centinaio di uomini che vivono nelle grotte?

Siete serio?

Avete bevuto il Kool-Aid di Bush?

Mi rifiuto di crederlo.

La vostra decisione potenziale di espandere la guerra (mentre dite che lo fate per poter “finire la guerra”) farà molto di più per fissare il vostro mandato sulla pietra di ogni altra grande cosa che avete detto e fatto nel vostro primo anno.

Un vostro lancio migliore di un osso ai Repubblicani e alla coalizione degli speranzosi e dei senza speranza potrebbe essere fatto — e questa nazione sarebbe nelle mani degli odiatori prima che voi possiate urlare “tea bag”!

Scelga con cura, Signor Presidente.

I vostri promotori corporativi vi abbandoneranno non appena sarà chiaro che voi siete un presidente di 1 mandato e che la nazione sarà sicura nelle mani dei soliti idioti che eseguono i loro ordini.

Questo potrebbe accadere Mercoledì mattina.

Noi, la gente, vi amiamo ancora. Noi, la gente, abbiamo ancora un frammento di speranza. Ma noi, la gente, non possiamo più aspettare.

Non possiamo vedere il vostro desiderio segreto, ancora e ancora; del resto vi eleggemmo con un margine grande e pieno di milioni per mandarvi là e fare ciò che si doveva. Quale parte della “vittoria totale” voi non comprendete?

Non vi ingannate a pensare che il mandare poche truppe in più in Afganistan farà  qualche differenza o che vi darà il rispetto degli odiatori.

Essi non si fermeranno fino a quando questo paese non sarà fatto a pezzi e anche l’ultimo dollaro sarà spillato al povero e al quasi povero.

Potreste mandare un milione di soldati laggiù e la Destra folle ancora non sarebbe felice.

Voi sarete ancora la vittima del loro veleno incessante sulle radio e televisioni dell’odio perché non importa quello che fate, non potete cambiare la vostra caratteristica che li innervosisce.

Gli odiatori non sono quelli che vi elessero, e loro non possono essere vincenti abbandonando il resto di noi.

Presidente Obama è l’ora di tornare a casa.

Chieda ai suoi vicini a Chicago e ai genitori dei giovani uomini e donne che fanno la guerra e muoiono se vogliono che più miliardi e più truppe siano mandate in Afganistan.

Pensate che diranno: “No, non ci serve la tutela sanitaria, non ci servono i lavori, non ci servono le case. Procedete, Signor Presidente, e mandate la nostra ricchezza e i nostri figli e figlie oltre i mari, perché non ci servono; pure”. Che farebbe Martin Luther King, Jr.?

Che farebbe vostra nonna?

Non manderebbero più persone povere ad uccidere altri poveri che non li minacciarono: ecco quello che farebbero.

Non spenderebbero miliardi e triliardi in salari di guerra mentre i bambini Americani dormono in strada e fanno la fila per il pane.

Tutti noi che votammo e pregammo per voi e piangemmo la notte della vostra vittoria abbiamo resistito ad un inferno Orwelliano di 8 anni di crimini commessi in nostro nome: tortura, interpretazioni e sospensioni del bill of rights, invasione di nazioni che non ci avevano attaccato, dicendo ai vicini che Osama “potrebbe” essere lì (non c’era), trucidare feste di matrimonio in Afganistan.

Vedemmo come centinaia di migliaia di civili iracheni furono trucidati e decine di migliaia di nostri ragazzi e ragazze coraggiosi furono uccisi, mutilati o impazzirono – il pieno terrore di questo lo conosciamo in modo scarso.

Quando vi eleggemmo non ci aspettavamo miracoli. Nemmeno molto cambiamento. Ma ci aspettavamo qualcosa.

Pensavamo che avreste fermato la follia.

Fermato le uccisioni.

Fermato l’idea insana che uomini armati possano riorganizzare una nazione che non funziona mai come tale e nemmeno lo è.

Fermare, fermare, fermare!

Per l’amore delle vite dei giovani Americani e dei civili Afgani, fermatevi. Per l’amore della vostra presidenza, speranza e per il futuro della nostra nazione, fermatevi. Per l’amore di Dio, fermatevi.

Stanotte possiamo ancora sperare.

Domani, dovremo vedere.

La palla è  sul vostro terreno.

Voi Non dovete fare questo.

Voi potete essere coraggioso.

Voi potete essere il figlio di vostra madre.

Noi contiamo su di voi.

Il vostro, Michael Moore

MMFlint@aol.com

MichaelMoore.com

P.S. C’è ancora del tempo per far sentire la vostra voce. Chiamate o scrivete al presidente al ……..

—-

Tradotto il 27 gennaio 2010 da F. Allegri

Abbiamo omesso l’indirizzo della Casa Bianca perché tale tentativo fu fatto a suo tempo.

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

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