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08 Feb, 2010

Beppe Grillo molto duro nei confronti della casta politico-affarista-mafiosa

Scritto da: matteo In: Politica in generalee letto 100 volte.

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Chi insegue è perduto! Chi delega i propri diritti è un coglione. Ecco cosa vogliono farci diventare: dei coglioni perduti. La prima mossa, qualunque essa sia, è lasciata a dei cialtroni che si professano politici, ma sono, troppo spesso, volgari delinquenti che violano le leggi. Gente sotto processo o condannata in via definitiva. Persone che si arrogano le decisioni sul futuro della Nazione e le prendono senza consultare i cittadini. E queste decisioni sono frutto di accordi, di ritorni personali, di inciuci, di patti con le lobby di Confindustria o con i poteri criminali. La prima mossa è la TAV in Val di Susa, un mostro per il trasporto di merci che non esistono e che porterà 20/30 miliardi di euro nelle casse delle cooperative, dei politici, della criminalità. La prima mossa è la più grande base militare americana in Europa a Vicenza, realizzata contro la popolazione locale. La prima mossa è il Ponte di Messina, un regalo alla mafia. Chi è al potere ci rimane perché muove per primo, vede il gioco, crea il gioco, usa gli elettori come pedoni su una scacchiera. La prima mossa sono le leggi per smantellare la Giustizia, una dopo l’altra, da quindici anni. Mai una legge contro il conflitto di interessi o per processare un politico inquisito nel più breve tempo possibile. La seconda mossa da parte della cosiddetta opposizione parlamentare è sempre un pallido contrasto, un balbettare di collusi, di futuri inquisiti, di vogliosi poltronisti.
La prima mossa sono gli inciuci venduti per governabilità. Per il cittadino opporsi è legittimo, ma è faticoso, talvolta inutile. Il terreno di gioco, i giocatori, l’arbitro e i guardialinee sono già schierati contro di lui, insieme al telecronista. La prima mossa sono le privatizzazioni di ciò che ci appartiene, dall’acqua, al territorio, alle autostrade, e persino alla Protezione Civile e alla Difesa. La prima mossa è indebitarci senza il nostro consenso, un miliardo di euro dopo l’altro, accumulando 1.800 miliardi di debito pubblico. Un debito che va onorato ogni anno con gli interessi, nel 2010 circa 75 miliardi, che paghiamo con le nostre tasse. Un debito che sottrae risorse all’innovazione, alle politiche sociali, alla ricerca, allo sviluppo. La prima mossa è la costruzione di centrali nucleari CONTRO un referendum e contro l’economia. Infatti, il loro costo di costruzione e lo smaltimento delle scorie (per le quali nessuno ha ancora trovato una soluzione) devono essere finanziati dallo Stato. La prima mossa è candidare il meno peggio, bocconi da inghiottire in mancanza di altro (come se altro non esistesse): Boccia in Puglia, Formigoni in Lombardia, De Luca in Campania con due rinvii a giudizio. Gente che è garante e complice dell’Antistato. In Puglia la prima mossa l’ha fatta Vendola, lì alle primarie hanno vinto i cittadini, ma è l’eccezione che conferma la regola della Casta. Incassata la prima mossa il cittadino ha due alternative, o far buon viso a cattivo gioco e dotarsi di antiemetici per non vomitare o pensare seriamente di trasferirsi con la famiglia all’estero.
Fare la prima mossa permette di definire chi vi si oppone come “anti”: No global, No Dal Molin, No Ponte. La sillaba “No” è usata per etichettare il cittadino come contrario al progresso. Inseguire è sbagliato, bisogna giocare d’anticipo, fare le prime mosse e contagiare gli scettici con le idee e i risultati che sono già molti. Il blog è ormai insufficiente per raccoglierli tutti. Per questo è in arrivo un sito del MoVimento 5 Stelle per la pubblicazione e diffusione di video, testimonianze, foto che mi giungono ogni giorno a centinaia. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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1 Commento a "Beppe Grillo molto duro nei confronti della casta politico-affarista-mafiosa"

1 | Franco Allegri

Febbraio 14th, 2010 at 23:17

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Aggiungerei a questo scritto quello che Grillo disse in dicemhre. Lo copio qui di seguito!
Servi della gleba
09/12/2009
Di Beppe Grillo
L’Italia è uno Stato feudale, non una democrazia. E’ il superamento della democrazia. Il capitale applicato al Medio Evo. I partiti regnanti hanno occupato il Parlamento e nominano direttamente i loro dipendenti, i loro amici, i familiari, le amanti.
C’è la moglie di Fassino del Pdmenoelle che è eletta da 7 legislature, dai tempi di Reagan e del Muro di Berlino. Ci sono gli avvocati di Berlusconi che fanno una legge su misura ogni volta che ha un processo. Esistono due partiti regnanti, il Pdl e il Pdmenoelle. Si sono spartiti il Parlamento.
Il Parlamento è un utile strumento in mano al Governo Regnante che lo usa, insieme all’Opposizione Silente, per assegnare le risorse dello Stato ai Vassalli: autostrade, frequenze televisive, acqua, energia, territorio.
Le risorse dei cittadini sono date in concessione per decenni ai vassalli amici che garantiscono così il controllo economico del Paese. “Il feudatario o vassallo non era il proprietario della terra, ma solo un usufruttuario che riceveva beni e protezione da un potente in cambio della sottomissione e di un giuramento vassallatico di fedeltà” (*).
I Vassalli italiani sono riuniti in una confederazione detta Confindustria, la Confederazione dei Vassalli di Stato. Ad esempio, il vassallo Benetton ha in concessione le autostrade, già pagate da generazioni di italiani, e chiede il pizzo al casello. I vassalli riuniti nella Hera, azienda multiutility, hanno invece lo sfruttamento dell’acqua.
Può capitare che il vassallo diventi un successore al trono. E’ il caso di Berlusconi al quale il socialista regnante Craxi, ladro e latitante, regalò le concessioni televisive. Grazie all’informazione e ai soldi della raccolta pubblicitaria, il vassallo Berlusconi divenne presidente del Consiglio. In seguito, D’Alema, nel suo breve (ma non abbastanza) regno, promulgò una legge ad hoc per consentire a Berlusconi di pagare solo l’uno per cento dei ricavi allo Stato per le frequenze di tre reti televisive nazionali.
D’Alema, quello che è stato trombato come mister PESC per fortuna dell’Europa, andò oltre il concetto di concessione con le donazioni di Stato. Nel 2000 donò a Colaninno e Gnutti, definiti “capitani coraggiosi”, Telecom Italia, la più grande azienda del Paese, spolpata in seguito da Tronchetti Provera. La donazione avvenne con l’acquisto a debito.
Colaninno indebitò Telecom e con i soldi del debito la comprò con l’assenso del governo regnante. Telecom Italia è ora tra le aziende telefoniche più indebitate del mondo in attesa di finire in bocca a Telefonica, e l’Italia la nazione più arretrata d’Europa per la diffusione della banda larga.
Un’altra grande donazione ai vassalli avvenne per Alitalia. Berlusconi la divise in due parti: una good company e una bad company. La good company finì ai soliti noti della Confindustria dei Vassalli, tra cui i sempiterni Colaninno e Tronchetti, la bad company, con tutti i debiti, rimase a carico dei contribuenti.
I Partiti Regnanti governano con favori, concessioni, donazioni e aiuti di Stato come avviene per la Fiat, il feudatario di Torino, ma anche attraverso Grandi Opere Inutili pagate dai contribuenti, come il Ponte di Messina, la Tav in Val di Susa, le centrali nucleari, gli inceneritori, i rigassificatori, tutte opere realizzate dai Vassalli di Confindustria, Marcegaglia, Ligresti, Romiti, Caltagirone.
Le donazioni avvengono inoltre con l’utilizzo delle risorse della Comunità Europea date a vassalli regionali collegati con le mafie senza alcun controllo sulla loro destinazione.
I soldi per i depuratori e per le nuove imprese si trasformano in tangenti e le tangenti in voti.
L’Italia feudale è per questo prima assoluta per truffe ai danni della Comunità Europea. I partiti regnanti trasformano le risorse dello Stato (nostre) in regalie e la democrazia in una barzelletta.
Gli italiani sono i nuovi servi della gleba. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?).Noi neppure.

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Sonia Alfano a Empoli
Assemblea del Circondario 05/03/2010

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