CRONACHE DA CERRETO: Sul circondario: Cenerentola e Calimero. Le interrogazioni presentate da Alberto Mercuri

Di F. Allegri
08/02/2010
Sabato 6 febbraio nelle pagine di cronaca locale del quotidiano “La Nazione” ho letto con piacere un’intervista al mio amico Alberto Mercuri, consigliere comunale della lista Cittadini … per cambiare Cerreto.
Il Mercuri che presto sarà dottore in Scienze Politiche sostiene: “La Giunta si svegli, siamo la Cenerentola del Circondario”. Questa sua affermazione (che condivido) ha avuto l’onore del titolo dell’articolo e mi pare la parte più interessante del ragionamento di Alberto che ha ricordato anche il programma della lista. Su questo ritornerò alla fine.
Vado ad approfondire e ad interrogarmi.
Prima di tutto perché si deve svegliare la giunta? A mio avviso il dovere del risveglio appartiene a tutti i cerretesi, ai consiglieri comunali, ai nostri uomini di cultura, ai nostri imprenditori, alla destra cerretese, alla sinistra e a ogni singolo consigliere che non può limitarsi a stare seduto e alzare una mano!
Cerreto va ravvivata!
Domenica 7 sono stato a trovare degli amici di Empoli e a metà del Viale Togliatti ho notato che la strada era chiusa perché si stava svolgendo il Carnevale e nonostante il pomeriggio freddo c’erano tanti bambini e famiglie.

Il Carnevale di Sovigliana mi ha fatto ripensare a quello che facevamo noi a Cerreto e che era secondo solo a quello di Viareggio in Toscana! Altri tempi, altro millennio.

In un attimo mi sono reso conto che quello non è nemmeno il Carnevale di Sovigliana, ma quello di un viale di collegamento ampio e lungo. Un carnevale lontano da ogni centro abitato e senza forti ritorni economici, forse nessuno, un girar sull’asfalto. Non c’è da invidiare Sovigliana, c’è da riscoprire il rapporto tra economia e società! Forse anche da queste cose emerge la crisi della nostra classe politica.

Attraverso quel Carnevale ho visto anche Cenerentola Cerreto e ho ripensato a quella fiaba, alla bella fanciulla maltrattata dalle sorellastre che diviene regina dopo una serie incredibile di prodigi.

Sulle sorellastre di Cenerentola, posso aggiungere che le conosciamo tutti, ma è su questo simbolo che voglio tornare perché a mio avviso Cerreto non ha davanti a se delle opportunità come ebbe la fanciulla grazie alla sua bellezza e al suo piedino.

Noi di piedini ce ne intendevamo, anche di calze e borse. Cerreto era un paese per belle donne e oggi è un paese per dormire, per cocomeri e per la sagra del papero! Ah ecco il papero: Calimero.

Quando si legge questa seconda fiaba, si capisce subito che il volatile bistrattato è destinato a qualcosa di bello e alla fine ci riesce. A mio avviso anche per Cerreto c’è molto da aspettare, una legislatura come minimo e devo dire che il simbolo del nostro decadentismo sarà il porta a porta che copia e magnifica Montespertoli.

In questi giorni mi sono occupato anche di questo tema e ho cercato notizie sul vero porta a porta di Vedelago e vi riporto il loro motto: “Più differenzi, meno paghi!” Altra civiltà, qui siamo a nascondi i tuoi rifiuti, bruciali o abbandonali e soprattutto anticipate le polizie di primavera se è vero che ultimamente i cassonetti sono troppo pieni, almeno secondo me.

Avevo promesso di tornare sul programma di Alberto, eccolo nel dettaglio:

1) adeguare le infrastrutture;

2) viabilità;

3) critica del progetto “Tubone” in Padule;

4) investire sull’edilizia scolastica;

5) realizzare il sistema fognario del capoluogo;

6) un NO forte al Museo della Memoria con critica al milione stanziato per realizzarlo.

Alberto ha anche criticato il ricorso al project financing e nel complesso credo che questo sia stato un programma di legislatura piuttosto ambizioso.

E’ mancato un punto e ad Alberto l’ho segnalato anche di persona: serve un rapporto diverso con le istituzioni, circondario e provincia in primis e serve anche un maggiore protagonismo politico, ma su questo Alberto mi fa ben sperare. Il tempo dell’ordinaria amministrazione è finito a Cerreto e il malgoverno è noto ai cittadini e il dato delle ultime elezioni non lascia spazio a molti errori. Forse il porta a porta è stato l’ultimo!

Di seguito le interrogazioni presentate alla Giunta da Alberto Mercuri relativi ai punti del suo programma

LISTA “CITTADINI PER CAMBIARE CERRETO”

Cerreto guidi, 14 gennaio 2010
OGGETTO: interrogazione in merito alla strada regionale n. 436.

Dopo le interrogazioni del 13 febbraio 2007 prot. n. 2211 e 2212 e del 13 settembre 2008 prot. n. 17164, quest’ultima discussa in consiglio comunale il 7 novembre 2008, riteniamo doveroso tornare sul tema in oggetto.
Oggi 14 gennaio 2010 vogliamo sapere come si intende intervenire all’interno dei nostri confini comunali sulla strada regionale n. 436.
Riteniamo la scelta del comune di Fucecchio profondamente sbagliata.
Devono essere, però, previsti numerosissimi interventi sul nostro territorio comunale.
Sicuramente deve essere realizzata una variante ad est dell’abitato di Stabbia, per impedire che il traffico pesante che accede alla zona industriale, attraversi il centro abitato della frazione.
Non vogliamo entrare ulteriormente nel dettaglio degli interventi necessari ed urgenti, riservandoci di integrare l’interrogazione nel corso della sua presentazione in consiglio comunale.
Vogliamo però sapere cosa pensa la giunta al riguardo?
Quanto vogliamo ancora aspettare per ammodernare la nostra rete viaria?
Chiediamo di inserire la presente interrogazione all’ordine del giorno del prossimo consiglio in base all’articolo 14 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale.
Il gruppo consiliare “CITTADINI PER CAMBIARE CERRETO”

LISTA “CITTADINI PER CAMBIARE CERRETO”

Cerreto Guidi, 14 gennaio 2010
OGGETTO: interrogazione sulla strada provinciale n.11 e richiamo alle interrogazioni precedenti

Interrogazione protocollata in data 24 ottobre 2006 al n.16957.

LA PERICOLOSITA’ DELLA STRADA PROVINCIALE N.11
In data 25 febbraio 2005 abbiamo protocollato una interrogazione in merito alla Strada Provinciale n. 11. Nella premessa mettevamo in evidenza come detta strada sia una delle più transitate dell’intero circondario. Sicuramente è la più transitata del nostro comune. Purtroppo però, le condizioni nelle quali versa, sono a dir poco difficili. In quella interrogazione individuavamo due problematiche. Innanzitutto la viabilità è al collasso ed il sistema viario laterale andrebbe regolamentato in maniera diversa, onde evitare rischi per le cose e per le persone (si verificano infatti quasi quotidianamente incidenti anche gravi). In secondo luogo il traffico pesante crea forti vibrazioni a causa del fondo stradale deteriorato ed a causa della presenza di tombini sulla carreggiata.
Il Comandante della P.M. ci risponde in data 28 aprile 2005 (più di due mesi dopo) con delle affermazioni che non condividiamo nella maniera più assoluta. Afferma infatti che: “detta strada per il suo andamento e per la sua configurazione planimetrica, presenta problematiche tali che ad un primo impatto visivo e percettivo, possono sembrare enormi; infatti la sua relativa larghezza (ml 6.95), l’essere costeggiata da platani ed essenze arboree di notevoli dimensioni e, da fabbricati sia civili che industriali, sono tutte cose che amplificano il senso di pericolosità di questo asse viario, facendo apparire elevate, anche velocità che invece sono leggermente sopra il limite ivi vigente dei 50 Km/h”. Sono quindi i cittadini residenti ad avere una percezione sbagliata della realtà. Ora noi comprendiamo che la Polizia Municipale di Cerreto Guidi ha un organico ridotto al lumicino dopo le politiche dell’ex assessore Baldacci, ma affermazioni del genere fanno pensare che qualcuno sia costretto a svolgere solo funzioni amministrative senza poter compiere una vigilanza minima, altrimenti basterebbe recarsi in una delle tre frazioni attraversate dalla SP n.11 per rendersi conto che le velocità di percorrenza (soprattutto in alcune ore della giornata) sono elevatissime, e comunque molto oltre il limite dei 50 Km/h. Ora che le postazioni fisse per il controllo della velocità sono inattive, la situazione che era di poco migliorata è tornata ad essere foriera di grandissimi rischi, soprattutto in prossimità degli abitati di Bassa, Gavena e Pieve a Ripoli. Un posto di blocco della nostra Polizia Municipale è da molto tempo che non lo vediamo infatti, e l’unica opera importante (la rotatoria) è stata realizzata all’intersezione con la SP “La Motta” nel giugno 2004 (periodo elettorale) quando si parlava di una sua realizzazione addirittura nel 2000. Questo avrebbe risparmiato incidenti molto gravi. Comunque il Comandante prosegue evidenziando la possibilità di realizzare attraversamenti pedonali “protetti” con uno spazio “salvagente” al centro della carreggiata. Ebbene, ad un anno e mezzo di distanza non abbiamo visto niente di tutto questo. Il Comandante omette però di fare cenno ai danni provocati dal transito di veicoli pesanti, questa infatti è una risposta che spetta agli amministratori.
In data 6 maggio 2005, come Gruppo consiliare, abbiamo chiesto, attraverso un nuova interrogazione (Protocollo n. 7433), uno studio che preveda: il rialzamento della sede stradale tra via XXVI giugno e via G. Puccini ed  all’altezza della strettoia di Gavena, così come è stato realizzato sul viale Togliatti a Sovigliana di Vinci. Inoltre tra le altre cose chiedevamo che a Pieve a Ripoli fosse attuato il vigente piano regolatore con corsie di scorrimento centrali e corsie di accesso laterali sia per la zona commerciale a nord, che per la zona industriale a sud. Per questo invitavamo il Comune a sollecitare il Circondario per un adeguato sostegno finanziario e per l’urgente manutenzione del manto stradale.
In data 14 luglio 2005 inoltre con una terza interrogazione (Protocollo n. 12416) abbiamo chiesto l’abbattimento di una barriera architettonica, il ripristino di un posto per i portatori di handicap e la messa in sicurezza del passo carrabile n. 1839/04 in prossimità del n. civico 122 di via XXVI giugno.
Abbiamo ricevuto una risposta il 6 agosto 2005 (tre mesi dopo l’interrogazione del 6 maggio) nella quale stavolta il Sindaco ci informava che: “in merito alle interrogazione in oggetto (6/5/05 e 14/07/05) alleghiamo la comunicazione del Circondario che chiarisce i tempi dell’interventi programmati su detta strada. Questi lavori sono prioritari rispetto a qualsiasi intervento relativo alla segnaletica ed alla predisposizione di sistemi atti a limitare la velocità dei veicoli in transito negli abitati di Bassa, Gavena e Pieve a Ripoli”. La comunicazione del Circondario non fa menzione di Pieve a Ripoli tra i centri interessati dalle asfaltature, ma quello che sconcerta è che sulla SP n. 11 (Bassa e Gavena e solo nei centri abitati) si è realizzata una verniciatura della strada e non una vera asfaltatura, vedere per credere!!!
A seguito di questa risposta del Sindaco e prima della “così detta” asfaltatura, in data 15 settembre 2005, abbiamo presentato la quarta ed ultima interrogazione con richiesta di risposta scritta (Protocollo n. 15161) dove affermavamo che : “non riusciamo a capire come le due interrogazioni da noi poste in esser in tempi diversi possano essere riunite in una sola risposta (forse per rispondere più velocemente alla seconda?). Le due interrogazioni non hanno purtroppo niente in comune. La prima quella del 6 maggio che fa seguito ad una precedente del 25 febbraio riguarda la pericolosità generale ed oggettiva della SP n. 11 e propone alcune possibili soluzioni. La seconda, quella del 14 luglio si riferisce invece a problemi specifici dal marciapiede antistante il Circolo Arci di Bassa che non sarà interessato (era auspicabile) dalle asfaltature (rivelatesi poi verniciature) del Circondario empolese valdelsa. La risposta data dal Sindaco alle due interrogazioni è del tutto fuori luogo e dimostra una scarsa conoscenza della situazione oppure una estrema superficialità. Ci troviamo quindi costretti a reiterare le richieste contenute nelle interrogazioni del 25 febbraio, 6 maggio e 14 luglio del 2005 viste le non esaurienti e del tutto insoddisfacenti risposte che ci sono pervenute. Rispetto agli annosi problemi della SP n. 11 proponiamo un consiglio comunale in seduta pubblica da tenersi quanto prima nella scuola elementare di Bassa, mentre rispetto al marciapiede antistante il Circolo Arci ci aspettiamo soluzioni rapide ed in grado, nel rispetto del Codice della Strada, di diminuire immediatamente i pericoli ed i disagi”.
Come era prevedibile il consiglio comunale in seduta pubblica non ci è stato concesso neppure nella solita sala delle adunanze. Eppure da allora (settembre 2005) la situazione non è migliorata. La risposta del Sindaco alla nostra interrogazione del 15 settembre 2005 è arrivata infatti il 21 febbraio 2006 Protocollo 3769 (più di 5 mesi dopo) e conteneva soltanto delle buone intenzioni, che per di più si riferivano anche alla SS 436 (altro nodo irrisolto). Non sono stati infatti posti in essere interventi per risolvere i problemi che come Gruppo mettevamo in evidenza già nel febbraio 2005 e che venivano suggeriti anche dal Comandante della Polizia Municipale (attraversamenti protetti e spazi salvagente). E’ urgente quindi intervenire per eliminare o minimizzare i pericoli con soluzioni adeguate, al fine di ridurre i rischi sia per i residenti che per gli automobilisti. Nell’ultima settimana si sono verificati infatti due gravi incidenti all’intersezione tra via XXVI giugno e via Puccini.
Come Gruppo consiliare proponiamo i seguenti interventi divisi per le diverse frazioni.
BASSA: – Accesso diverso alla zona industriale
Attraversamenti pedonali all’altezza della zona industriale
Attraversamenti protetti e spazi salvagente in più punti di via XXVI giugno
Altra rotatoria dove lo spazio lo permette
Sistemi di diminuzione della velocità in più punti di via XXVI giugno
Diversa regolamentazione degli accessi sul sistema viario laterale
Realizzazione di una circonvallazione parallela a via XXVI giugno e a nord della stessa, che congiunga via Filicaia con via Verdi, così come previsto dal vigente piano regolatore.
GAVENA: Semaforo a senso unico alternato all’altezza della strettoia
Camminamenti protetti a bordo strada nella stessa strettoia
Realizzazione di una piazza a parcheggio
Diminuzione della pericolosità dell’incrocio con via di Corliano
Diminuzione della pericolosità dell’incrocio con via S. Bartolomeo
Sistemi di diminuzione della velocità
Attraversamenti protetti e spazi salvagente
Altra rotatoria dove lo spazio lo permette
PIEVE A RIPOLI: Attuazione delle previsioni del vigente piano regolatore con corsie di scorrimento centrali e corsie di accesso laterali alla zona commerciale ed a quella artigianale. Questa scelta consentirebbe di risolvere i problemi nel punto forse più pericoloso dell’intero territorio. La presenza della zona industriale e dell’unica struttura di grande distribuzione commerciale ha reso difficile la percorrenza della SP n.11 in quel tratto. E’ quindi necessario ed urgente intervenire con soluzioni infrastrutturali all’altezza della situazione. Anche per Pieve comunque restano valide alcune delle misure previste per Bassa e Gavena, come ad esempio gli attraversamenti protetti, gli spazi salvagente al centro della carreggiata ed una nuova rotatoria dove le condizioni di spazio lo permettono.
In ultima analisi inoltre è doveroso tenere il manto stradale in condizioni ottimali su tutta la carreggiata considerato il traffico pesante che quotidianamente percorre la SP n.11. In caso contrario i TIR, che percorrono spesso a velocità anche elevate la direttrice Fucecchio – Empoli, metteranno (anzi hanno già messo) in crisi la stabilità delle abitazioni presenti lungo la carreggiata. E’ infatti arrivato il momento di pensare seriamente all’ applicazione un divieto di transito al traffico pesante negli abitati di Bassa, Gavena e Pieve, così come da molto tempo si discute di una misura analoga nella frazione di S. Pierino comune di Fucecchio. Gli annosi ritardi nel completamento del nuovo ponte finiscono infatti per produrre effetti negativi anche sulla viabilità della nostra realtà comunale. Gli interventi che suggeriamo dovrebbero essere principalmente a carico del Circondario, ma anche il nostro comune potrebbe accollarsi alcuni oneri. Occorre far presto ed auspichiamo interventi seri, non soluzioni tampone.
SIMONE BARONTINI                     GIULIANO BARTOLI                        MARCO GIANNINI
LISTA “CITTADINI PER CAMBIARE CERRETO”
Cerreto Guidi, 14 gennaio 2010

OGGETTO: interrogazione sulla strada provinciale n.11 e richiamo alle precedenti.

APPENDICE 14 GENNAIO 2010.

A distanza di quasi 5 anni dalla prima interrogazione in merito alla strada provinciale n.11 la situazione nella quale versa questo importante asse viario è  certamente peggiorata, infatti le modifiche apportate alla rotatoria della zona industriale di Bassa hanno reso ancora più pericoloso l’ingresso nell’area produttiva ed hanno aumentato le infrazioni degli automobilisti sia in accesso che in uscita.
Niente è stato fatto per i pericolosissimi incroci con Via Soldaini e con Via Giannini nel tratto che dalla rotatoria porta verso il comune di Vinci (Via della Motta?).
Una delle interrogazioni richiamate in oggetto (prot. n. 16957 del 24 ottobre 2006), che vogliamo sia allegata alla presente, fu discussa dal consiglio comunale con deliberazione n. 54 in data 30 novembre 2006. In essa erano contenuti i richiami alle interrogazioni precedenti. Per motivi cronologici non potevano essere contenute anche le ultime  interrogazioni sull’argomento datate 13 febbraio 2007 prot. n.2211 e 2212 oltre a quelle del 13 settembre 2008 prot. n. 17164 e n. 17165.
Queste ultime due interrogazioni sono state portate all’attenzione del consiglio il 7 novembre 2008.
La prot. n. 17164 riguardava solo indirettamente la strada provinciale n. 11 in quanto aveva come oggetto il divieto di transito posto in essere dal comune di Fucecchio sulla strada regionale n. 436 per i mezzi superiori alle 7,5 tonnellate.
Essa richiamava le precedenti interrogazioni che non avevano ancora avuto risposta (n. 2211 e n.2212).
Il nostro gruppo non riteneva giusto che il comune di Fucecchio avesse interrotto il traffico pesante su di una arteria così importante, spostando ma non risolvendo i problemi. Infatti la strada provinciale n. 11 finiva per essere la valvola di sfogo di quasi tutto il traffico pesante che dalla valdinievole si immetteva in valdelsa o che si immetteva nella strada di grande comunicazione FIPILI.
Il Sindaco rispondeva testualmente ”la delibera del consiglio di Fucecchio, avallata dal Circondario, è legata ad eventi particolari……al momento superati. E’ stato convocato un incontro, proprio perché tali condizioni non esistono più, dal sindaco di Vinci che ha la delega per le opere pubbliche del circondario, per mercoledì prossimo e successivamente in una sede da definirsi renderò edotti i consiglieri delle decisioni prese o delle proposte che potranno essere scaturite, tenendo conto delle difficoltà oggettive del comune di Fucecchio relative all’abitato di S. Pierino”.
Ritenemmo la risposta del Sindaco non soddisfacente allora, ed oggi la riteniamo ridicola in quanto niente è cambiato!!!
Nel corso di questi anni la mole di lavoro prodotta dal nostro Gruppo consiliare sull’argomento non ha mai fatto espresso richiamo alle numerosissime segnalazioni dei cittadini che risiedono nella zona. Infatti abbiamo cercato di concentrare la nostra attenzione sulle proposte di soluzione dei problemi che riguardano la strada provinciale n. 11 e che finiscono per ripercuotersi in maniera pesante sulla qualità della vita di coloro che abitano nella zona e sui rischi per gli automobilisti che percorrono la strada in oggetto.
A questo punto però  crediamo sia giunto il momento di citare due documenti, che come gruppo consiliare riteniamo di una certa importanza, per inquadrare in maniera più precisa le problematiche che nascono dalla presenza di una strada così fortemente transitata.
Il 28 aprile 2007, prot. n. 5839, un gruppo di cittadini residenti depositarono una raccolta di firme sull’argomento a fronte di un documento allegato.
Esso dimostrava come le difficoltà dell’abitato di S. Pierino identiche se non minori rispetto ai problemi evidenziati dagli abitanti delle frazioni del nostro comune attraversate dalla strada in oggetto.
Inoltre il 20 ottobre 2009, prot. n. 19579, l’azienda USL 11 di Empoli comunicava al Comune di Cerreto Guidi che alcune segnalazioni di cittadini continuavano a lamentare disturbi legati all’inquinamento acustico ed atmosferico da traffico. La stessa AUSL sollecitava il comune all’effettuazione di un monitoraggio della qualità dell’aria e dell’inquinamento acustico.
Con questa interrogazione chiediamo di conoscere l’esito di tali monitoraggi.
Chiediamo altresì  di allegare alla presente interrogazione, quando sarà presentata in consiglio, le copie di protocollo n. 5839 del 28 aprile 2007 e n. 19579 del 20 ottobre 2009 per completezza di informazione.
Chiediamo di inserire la presente interrogazione all’ordine del giorno del prossimo consiglio in base all’articolo 14 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale.
I consiglieri del gruppo “CITTADINI PER CAMBIARE CERRETO”

LISTA “CITTADINI PER CAMBIARE CERRETO”
Cerreto Guidi,14 gennaio 10
OGGETTO: interrogazione sulla realizzazione del cosiddetto Museo della Memoria Locale.

Come gruppo consiliare dobbiamo doverosamente premettere che nella passata legislatura siamo stati fortemente critici nei confronti di questa scelta. Infatti quando si è trattato di acquistare il primo piano dell’immobile posto in Cerreto Guidi, Via Vittorio Veneto 18/A per destinarlo a laboratorio didattico abbiamo votato contro sostenendo che le priorità del comune di Cerreto Guidi erano sicuramente altre. Nella deliberazione del Consiglio Comunale n. 53 del 30 novembre 2006 gli unici voti contrari furono infatti quelli dei consiglieri Barontini, Bartoli e Giannini.
Nel frattempo l’importo complessivo dell’opera è arrivato a quota 832.500,00 euro (ottocentotrentaduemilacinquecento), che sommati ai 312.000,00 euro (trecentododicimila) occorrenti per l’acquisto dell’immobile portano la spesa complessiva a oltre 1.144.000 euro (unmilionecentoquarantaquattromila). A questi ultimi andranno ad aggiungersi i costi annuali di gestione.
Nell’approvazione del progetto preliminare la giunta comunale ha affermato che il laboratorio di cui sopra è stato finalizzato alla creazione ed alla apertura di un museo cosiddetto della memoria locale, ovvero di un luogo dove possono essere conservati e tramandati ai cittadini ed ai turisti del nostro territorio, i principali documenti ed archivi storici che testimoniano i fatti legati alla resistenza locale, al nazifascismo e che già sono oggetto di numerose iniziative commemorative da parte degli enti di questa zona (vedi, la commemorazione annuale dell’eccidio del Padule di Fucecchio, le varie pubblicazioni, i video sulla resistenza locale, ecc…).
Alla luce di queste affermazioni siamo ancora meno convinti del progetto.
Se con il laboratorio didattico si voleva commemorare e far conoscere ai cittadini ed ai turisti l’eccidio del padule di Fucecchio, forse per la localizzazione di una tale opera era preferibile la frazione di Stabbia, cioè la realtà che più di altre ha sofferto quella tremenda vicenda.
Se invece, come si evince dalla delibera di giunta, la volontà è quella di testimoniare i fatti legati alla resistenza locale, forse si sta sprecando del danaro pubblico.
Onde evitare di dilungarci ulteriormente sul tema, motiveremo nel corso dell’esposizione in consiglio le nostre posizioni al riguardo.
Con la presente interrogazione vogliamo conoscere i costi annuali di gestione del Museo, costi che andranno a sommarsi all’importo complessivo dell’opera ed a quelli occorrenti all’acquisto dell’immobile.
Chiediamo di inserire la presente interrogazione all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale in base all’articolo 14 comma 4 del Regolamento per il funzionamento del consiglio comunale.
I consiglieri del gruppo “CITTADINI PER CAMBIARE CERRETO” Simone Barontini ed Alberto Mercuri

LISTA “CITTADINI PER CAMBIARE CERRETO”
Cerreto Guidi, 14 gennaio 2010
OGGETTO: Interrogazione sul progetto  “Tubone” e “Fognature del capoluogo”.

Nel corso del consiglio comunale del 30 dicembre 2009 abbiamo ribadito che il tema della depurazione dei reflui del Capoluogo è per noi centrale. Esso è legato al cosiddetto progetto Tubone. “…in questo contesto ovviamente entro l’anno bisogna appaltare la fognatura a Cerreto Guidi e anche Cerreto Guidi dovrebbe andare ad incontrare il collettore fognario che porta a S. Romano”. Con queste parole infatti l’ingegner Damasco Morelli di Acque Ingegneria informava il Consiglio comunale di Cerreto Guidi in data 1 giugno 2005 (per conferma vedere pagina 19 della sbobinatura). Quel consiglio, convocato su richiesta del nostro gruppo in seduta aperta, affrontava il tema della riorganizzazione della depurazione industriale del comprensorio del cuoio e di quella civile della Val di Nievole, della Valdera e del Circondario Empolese Valdelsa.
Le parole dell’ingegner Morelli seguono quelle contenute nei programmi elettorali di chi ha governato Cerreto Guidi dal 1990  ad oggi. Niente però è stato per il momento realizzato!
In data 8 ottobre 2008 il nostro gruppo consiliare ha protocollato due interrogazioni al n.18529 e n. 18530  che riguardavano rispettivamente il tema del “Tubone”  e la depurazione dei reflui del capoluogo. Queste interrogazioni scaturivano dal fatto che in Regione Toscana era stato discusso un nuovo Protocollo di intesa per la riorganizzazione della depurazione civile della Val di Nievole e per la tutela ed il risanamento del Padule di Fucecchio. La discussione era avvenuta in data 4 marzo 2008, ma il Sindaco, come al solito, non aveva informato il consiglio comunale di questa importante novità. Abbiamo aggiunto “come al solito” perché anche in occasione della firma sull’ Accordo di Programma nel luglio 2004 sul progetto “Tubone” anzi “Tuboni” , il consiglio comunale non era stato informato.
Il nostro gruppo consiliare però, in data 2 dicembre 2004, protocollò la prima interrogazione sull’argomento (prot. n. 19474). Si chiedeva, nell’interrogazione, una risposta scritta che arrivò il 4 febbraio 2005, quindi molto in ritardo rispetto a quanto previsto dal regolamento per il funzionamento del consiglio comunale. La risposta, oltre che tardiva, era assolutamente insoddisfacente.
Per questa ragione il 18 aprile 2005 protocollammo la richiesta di un consiglio comunale in seduta aperta, consiglio che fu convocato il 1 giugno 2005, quindi più  di un anno dopo la firma dell’accordo di programma. Soltanto allora i rappresentanti dei cittadini di Cerreto Guidi che sedevano in consiglio hanno potuto conoscere meglio il cosiddetto “Progetto Tubone”.
I “tuboni” erano più di uno, e due di queste ramificazioni (collettori fognari) seguivano tracciati ad est ed ovest del Padule.
Fu subito chiaro, ma lo era già da qualche mese, che le opere mettevano a rischio la tutela del Padule di Fucecchio, infatti da più parti piovevano critiche non solo sul metodo con il quale si era arrivati all’Accordo di Programma, ma anche sul merito dell’intero progetto.
Come gruppo consiliare eravamo fortemente critici su entrambi gli aspetti e lo abbiamo ribadito nel corso del Consiglio comunale del 1 giugno 2005.
Abbiamo inoltre affermato, in quella occasione, che occorreva un approfondimento ulteriore sull’argomento, trattandosi di un intervento di proporzioni notevoli. Non dobbiamo dimenticarci che inizialmente l’opera aveva un costo stimato di circa 153.000 (centocinquantatre) milioni di euro.
Con le nostre esigue forze consiliari riuscimmo a realizzare un Convegno in data 18 novembre 2006 presso il Circolo di Stabbia, Convegno al quale parteciparono numerose forze politiche, associazioni e rappresentanti delle istituzioni (ricordiamo l’allora assessore regionale all’ambiente, il sindaco di Fucecchio in rappresentanza del circondario e numerosi consiglieri comunali dell’area rivierasca del Padule).
Come gruppo consiliare facemmo anche di più. Avanzammo infatti, nella nostra relazione introduttiva al convegno, delle proposte concrete per il miglioramento della depurazione e per la tutela di una delle aree ambientali più importanti della nostra regione.
Tra le proposte concrete vi era quella di realizzare, a monte del Padule, “la sostituzione dei depuratori esistenti con impianti di depurazione comprensoriali moderni, ad elevata tecnologia ed efficienza  ed a basso impatto ambientale, sull’esempio dei depuratori realizzati a Viareggio ed a Brescia”.
Abbiamo fatto tutto questo a nostre spese, e perché ne rimanesse traccia, abbiamo voluto sbobinare tutti gli interventi posti in essere in quella occasione.
Il nuovo Protocollo di Intesa per la riorganizzazione della depurazione civile della Val di Nievole e per la tutela ed il risanamento del Padule di Fucecchio affrontava per la prima volta il tema della tutela dell’area umida interna più vasta d’Italia. E questo non poteva che essere letto come un dato positivo ma che non era ancora del tutto soddisfacente.
Era sicuramente positivo perché per la prima volta dall’inizio della storia “Tubone” si parlava della tutela del Padule, come abbiamo già detto in precedenza.
Non era ancora del tutto soddisfacente per almeno tre motivi.
1) Era dubbia la presenza di una valutazione di impatto ambientale.
2) Sorprendeva che i Sindaci avessero firmato tranquillamente degli atti che mettevano in evidenza la non funzionalità dei loro depuratori comunali, di cui le autorità attestavano l’efficienza fino a qualche mese prima.
3) Stupiva infine che la popolazione non fosse mai stata adeguatamente informata su di un opera che potrebbe rappresentare (se realizzata) uno degli investimenti più elevati di danaro pubblico e che potrebbe modificare tre valli toscane.
Nel corso del 2008 e più precisamente in data 29 novembre, come gruppo consiliare, realizzammo un secondo convegno sull’argomento. In quella occasione prendemmo atto con soddisfazione che l’Accordo di Programma del 2004 era stato in parte modificato nella direzione che anche noi suggerivamo (vedi previsione di almeno un depuratore a monte del padule), ma anche il nuovo Protocollo di Intesa del marzo 2008 non poteva non essere esente da limiti, visti i motivi sopra elencati.
Nel corso del Convegno del 29 novembre mettemmo in evidenza inoltre che per quanto concerneva il Comune di Cerreto restava irrisolto il nodo essenziale della depurazione dei reflui del nostro capoluogo. Il fatto che un importante dirigente di Acque Ingegneria come l’ingegner Damasco Morelli legasse le fognature cerretesi al futuro collettore fognario che, nelle intenzioni del progetto “tubone”, porta a S. Romano non dava alcuna garanzia nel breve periodo.
Le preoccupazioni del nostro gruppo consiliare sono aumentate nel corso di questa legislatura amministrativa a seguito di numerosi interventi apparsi sulla stampa nelle settimane  e nei mesi scorsi. Dette preoccupazioni riguardano sia il progetto complessivo di riorganizzazione della depurazione nelle tre valli toscane, sia i tempi di realizzazione della depurazione dei reflui nel nostro capoluogo comunale.
Il 23 luglio 2009, infatti, ad esempio, il Professor Adriano Prosperi dalle pagine di Repubblica affermava che: “…..la storia (del tubone)  dura da almeno 10 anni. Comincia nel luglio del 1999 quando un ordinanza del pretore di Pontedera impone alle concerie della zona del cuoio di osservare i limiti di inquinamento fissati dalla legge per gli scarichi dei loro depuratori, pena la chiusura delle aziende….si decide la sospensione di quei limiti di legge per un periodo di cinque anni entro il quale si risolverà il problema. Ma cinque anni dopo (2004) il problema rimane irrisolto. Ed ecco pronti altri cinque anni di proroga giustificata con un Accordo di Programma tra tutte le amministrazioni: vi si prevede la costruzione del “Tubone” sotterraneo che porterà una grande massa di acqua dai corsi dell’area fino ai depuratori delle concerie per diluirne i veleni. Qualcuno fece notare che gli autori dell’accordo si erano dimenticati del Padule di Fucecchio. Avevano visto sulla carta quell’area sgombra da abitanti e vi avevano disegnato il percorso sotterraneo del tubo. Un Padule prosciugato? Impossibile. Nessun problema: il piano viene modificato con l’aggiunta di un depuratore a monte. Operazioni cartacee: così poco convinte che non si è mai effettuata una valutazione dell’impatto ambientale del progetto…..”
L’articolo del professor Prosperi prosegue affermando che giorni prima il notiziario regionale toscano  annunciava la prossima costruzione di un depuratore a monte dell’area umida per dare al Padule l’acqua di cui ha bisogno. Il primo luglio la notizia è però cancellata. Lo dice un articolo del Tirreno  “per venire a capo dell’operazione tubone, progettata per trattare 22 milioni di metri cubi di scarichi, ci vorranno ancora 10 anni”.
Il 10 gennaio 2010 dalle pagine del Tirreno il Presidente del Centro di Documentazione Promozione e Ricerca del Padule di Fucecchio Luigi Turini  difende la scelta di sostenere la richiesta di un nuovo depuratore a Ponte Buggianese perché avrà un effetto di compensazione per le acque che verranno sottratte al Padule dal progetto Tubone. Il Presidente continua dicendo che “Quando il nuovo depuratore di Ponte Buggianese entrerà in funzione sarà pressoché pronto anche il ramo est del cosiddetto tubone ed al Padule saranno sottratti complessivamente 9 milioni di metri cubi di acqua all’anno, cioè tutte le acque reflue dei comuni di Uzzano, Baggiano, Montecatini, Massa e Cozzile, Pieve a Nievole,  Monsummano, Larciano, Lamporecchio e Cerreto Guidi; acque che saranno convogliate ai depuratori del comprensorio del cuoio. Questo dato che nessuno discute e di cui nessuno vuol discutere, dovrebbe far temere che le misure assunte per compensare e mitigare le ricorrenti crisi idriche estive (e non solo) che colpiscono il Padule possano rivelarsi insufficienti…”
A quasi cinque anni di distanza dal consiglio comunale aperto del 1 giugno 2005 è arrivato di nuovo il momento di fare il punto sulla situazione del progetto. Il tutto alla luce del problema storico del comune di Cerreto Guidi, cioè l’assenza di depurazione dei reflui nel nostro capoluogo comunale.
Per questo siamo di nuovo a chiedere che la massima istituzione comunale, cioè il Consiglio, si riunisca ancora una volta in seduta aperta sugli argomenti in oggetto.
Chiediamo di inserire la presente interrogazione all’ordine del giorno del prossimo consiglio in base all’articolo 14 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale.
Il gruppo consiliare “CITTADINI PER CAMBIARE CERRETO”

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

2 Commenti a “CRONACHE DA CERRETO: Sul circondario: Cenerentola e Calimero. Le interrogazioni presentate da Alberto Mercuri”

  • Franco Allegri scrive:

    Sulle interrogazioni ho scritto i pezzi specifici e quando ho fatto questo pezzo ancora non conoscevo i testi!

  • Alberto Mercuri scrive:

    Ringrazio il mio amico Francp per l’articolo e dei suggerimenti dati. Tornando all’ articolo trovo molto simpatica la storiella di cenerentola, che si immedesima bene con il Comune di Cerreto Guidi ci troviamo davanti ad un’ amministrazione chiusa a riccio su se stessa, con un atteggiamento miope riguardo le necessità primarie del territorio (illustrate nell’ articolo in alto). Sta proseguendo una strada che non porta da nessuna parte, possiamo definirla come “l’amministrazione del marciapiede”, in riferimento al bilancio di previsione, chiudo con due interrogativi : quanto dobbiamo aspettare per ammodernare in nostro Comune e renderlo al passo con gli altri ? quando riusciremo a prendere un finanziamento sovracomunale?
    ringrazio tutti i componenti di empolitica per la collaborazione e professionalità.

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