CRONACHE DA CERRETO – Il problema delle fognature
CRONACHE DA CERRETO
La terza interrogazione della lista “Cittadini per cambiare Cerreto”: Quando avremo le fognature? Una richiesta da girare al circondario! Senza dubbio
11/02/2010
Di F. Allegri
Eccoci arrivati alla terza interrogazione che la lista civica di Cerreto Guidi presenterà al prossimo consiglio comunale di Cerreto Guidi. Una vecchia canzone diceva: “Cosa ti manca? Cosa non hai?” Un cerretese che tiene all’ambiente risponderebbe senza esitazione: “Il sistema fognario!”. Secondo isi dice l’appalto dei lavori sarebbe vicino, Acque Ingegneria nel 2005 disse che i lavori sarebbero iniziati entro un anno. Ad oggi è il caso di dichiarare una data certa, ma temo che non ci sarà.
Questa interrogazione riguarda il capoluogo, ma anche la frazione di Stabbia nella parte in cui affronta il mistero del Tubone della Val di Nievole. Anche questo dovrebbe passare da Stabbia come la nuova strada regionale, ma è tutto fermo alle porte del comune. L’interrogazione è su questo punto molto ricca e dettagliata, sono riportati anche stralci di articoli di giornali scritti da persone prestigiose. Devo rammentare che difficilmente tutte le fognature di Cerreto potranno correre verso Stabbia, ma qui occorrerebbe il dettaglio di un progetto.
Anche in questa interrogazione i consiglieri richiamano iniziative precedenti, sia interrogazioni che convegni. Spero che sul Tubone ci siano maggiori aperture perché il tutto va inserito nel contesto della nuova urbanizzazione della località di Stabbia.
Quando arriveranno questi lavori Cerreto tornerà al centro del dibattito politico, ma non illudiamoci questi sono servizi pubblici necessari non molle per il rilancio economico locale!
Ora leggete pure l’interrogazione.
LISTA “CITTADINI PER CAMBIARE CERRETO”
Cerreto Guidi, 14 gennaio 2010
OGGETTO: Interrogazione sul progetto “Tubone” e “Fognature del capoluogo”.
Nel corso del consiglio comunale del 30 dicembre 2009 abbiamo ribadito che il tema della depurazione dei reflui del Capoluogo è per noi centrale. Esso è legato al cosiddetto progetto Tubone. “…in questo contesto ovviamente entro l’anno bisogna appaltare la fognatura a Cerreto Guidi e anche Cerreto Guidi dovrebbe andare ad incontrare il collettore fognario che porta a S. Romano”. Con queste parole infatti l’ingegner Damasco Morelli di Acque Ingegneria informava il Consiglio comunale di Cerreto Guidi in data 1 giugno 2005 (per conferma vedere pagina 19 della sbobinatura). Quel consiglio, convocato su richiesta del nostro gruppo in seduta aperta, affrontava il tema della riorganizzazione della depurazione industriale del comprensorio del cuoio e di quella civile della Val di Nievole, della Valdera e del Circondario Empolese Valdelsa.
Le parole dell’ingegner Morelli seguono quelle contenute nei programmi elettorali di chi ha governato Cerreto Guidi dal 1990 ad oggi. Niente però è stato per il momento realizzato!
In data 8 ottobre 2008 il nostro gruppo consiliare ha protocollato due interrogazioni al n.18529 e n. 18530 che riguardavano rispettivamente il tema del “Tubone” e la depurazione dei reflui del capoluogo. Queste interrogazioni scaturivano dal fatto che in Regione Toscana era stato discusso un nuovo Protocollo di intesa per la riorganizzazione della depurazione civile della Val di Nievole e per la tutela ed il risanamento del Padule di Fucecchio. La discussione era avvenuta in data 4 marzo 2008, ma il Sindaco, come al solito, non aveva informato il consiglio comunale di questa importante novità. Abbiamo aggiunto “come al solito” perché anche in occasione della firma sull’ Accordo di Programma nel luglio 2004 sul progetto “Tubone” anzi “Tuboni”, il consiglio comunale non era stato informato.
Il nostro gruppo consiliare però, in data 2 dicembre 2004, protocollò la prima interrogazione sull’argomento (prot. n. 19474). Si chiedeva, nell’interrogazione, una risposta scritta che arrivò il 4 febbraio 2005, quindi molto in ritardo rispetto a quanto previsto dal regolamento per il funzionamento del consiglio comunale. La risposta, oltre che tardiva, era assolutamente insoddisfacente.
Per questa ragione il 18 aprile 2005 protocollammo la richiesta di un consiglio comunale in seduta aperta, consiglio che fu convocato il 1 giugno 2005, quindi più di un anno dopo la firma dell’accordo di programma. Soltanto allora i rappresentanti dei cittadini di Cerreto Guidi che sedevano in consiglio hanno potuto conoscere meglio il cosiddetto “Progetto Tubone”.
I “tuboni” erano più di uno, e due di queste ramificazioni (collettori fognari) seguivano tracciati ad est ed ovest del Padule.
Fu subito chiaro, ma lo era già da qualche mese, che le opere mettevano a rischio la tutela del Padule di Fucecchio, infatti da più parti piovevano critiche non solo sul metodo con il quale si era arrivati all’Accordo di Programma, ma anche sul merito dell’intero progetto.
Come gruppo consiliare eravamo fortemente critici su entrambi gli aspetti e lo abbiamo ribadito nel corso del Consiglio comunale del 1 giugno 2005.
Abbiamo inoltre affermato, in quella occasione, che occorreva un approfondimento ulteriore sull’argomento, trattandosi di un intervento di proporzioni notevoli. Non dobbiamo dimenticarci che inizialmente l’opera aveva un costo stimato di circa 153.000 (centocinquantatre) milioni di euro.
Con le nostre esigue forze consiliari riuscimmo a realizzare un Convegno in data 18 novembre 2006 presso il Circolo di Stabbia, Convegno al quale parteciparono numerose forze politiche, associazioni e rappresentanti delle istituzioni (ricordiamo l’allora assessore regionale all’ambiente, il sindaco di Fucecchio in rappresentanza del circondario e numerosi consiglieri comunali dell’area rivierasca del Padule).
Come gruppo consiliare facemmo anche di più. Avanzammo infatti, nella nostra relazione introduttiva al convegno, delle proposte concrete per il miglioramento della depurazione e per la tutela di una delle aree ambientali più importanti della nostra regione.
Tra le proposte concrete vi era quella di realizzare, a monte del Padule, “la sostituzione dei depuratori esistenti con impianti di depurazione comprensoriali moderni, ad elevata tecnologia ed efficienza ed a basso impatto ambientale, sull’esempio dei depuratori realizzati a Viareggio ed a Brescia”.
Abbiamo fatto tutto questo a nostre spese, e perché ne rimanesse traccia, abbiamo voluto sbobinare tutti gli interventi posti in essere in quella occasione.
Il nuovo Protocollo di Intesa per la riorganizzazione della depurazione civile della Val di Nievole e per la tutela ed il risanamento del Padule di Fucecchio affrontava per la prima volta il tema della tutela dell’area umida interna più vasta d’Italia. E questo non poteva che essere letto come un dato positivo ma che non era ancora del tutto soddisfacente.
Era sicuramente positivo perché per la prima volta dall’inizio della storia “Tubone” si parlava della tutela del Padule, come abbiamo già detto in precedenza.
Non era ancora del tutto soddisfacente per almeno tre motivi.
1) Era dubbia la presenza di una valutazione di impatto ambientale.
2) Sorprendeva che i Sindaci avessero firmato tranquillamente degli atti che mettevano in evidenza la non funzionalità dei loro depuratori comunali, di cui le autorità attestavano l’efficienza fino a qualche mese prima.
3) Stupiva infine che la popolazione non fosse mai stata adeguatamente informata su di un opera che potrebbe rappresentare (se realizzata) uno degli investimenti più elevati di danaro pubblico e che potrebbe modificare tre valli toscane.
Nel corso del 2008 e più precisamente in data 29 novembre, come gruppo consiliare, realizzammo un secondo convegno sull’argomento. In quella occasione prendemmo atto con soddisfazione che l’Accordo di Programma del 2004 era stato in parte modificato nella direzione che anche noi suggerivamo (vedi previsione di almeno un depuratore a monte del padule), ma anche il nuovo Protocollo di Intesa del marzo 2008 non poteva non essere esente da limiti, visti i motivi sopra elencati.
Nel corso del Convegno del 29 novembre mettemmo in evidenza inoltre che per quanto concerneva il Comune di Cerreto restava irrisolto il nodo essenziale della depurazione dei reflui del nostro capoluogo. Il fatto che un importante dirigente di Acque Ingegneria come l’ingegner Damasco Morelli legasse le fognature cerretesi al futuro collettore fognario che, nelle intenzioni del progetto “tubone”, porta a S. Romano non dava alcuna garanzia nel breve periodo.
Le preoccupazioni del nostro gruppo consiliare sono aumentate nel corso di questa legislatura amministrativa a seguito di numerosi interventi apparsi sulla stampa nelle settimane e nei mesi scorsi. Dette preoccupazioni riguardano sia il progetto complessivo di riorganizzazione della depurazione nelle tre valli toscane, sia i tempi di realizzazione della depurazione dei reflui nel nostro capoluogo comunale.
Il 23 luglio 2009, infatti, ad esempio, il Professor Adriano Prosperi dalle pagine di Repubblica affermava che: “…..la storia (del tubone) dura da almeno 10 anni. Comincia nel luglio del 1999 quando un ordinanza del pretore di Pontedera impone alle concerie della zona del cuoio di osservare i limiti di inquinamento fissati dalla legge per gli scarichi dei loro depuratori, pena la chiusura delle aziende….si decide la sospensione di quei limiti di legge per un periodo di cinque anni entro il quale si risolverà il problema. Ma cinque anni dopo (2004) il problema rimane irrisolto. Ed ecco pronti altri cinque anni di proroga giustificata con un Accordo di Programma tra tutte le amministrazioni: vi si prevede la costruzione del “Tubone” sotterraneo che porterà una grande massa di acqua dai corsi dell’area fino ai depuratori delle concerie per diluirne i veleni. Qualcuno fece notare che gli autori dell’accordo si erano dimenticati del Padule di Fucecchio. Avevano visto sulla carta quell’area sgombra da abitanti e vi avevano disegnato il percorso sotterraneo del tubo. Un Padule prosciugato? Impossibile. Nessun problema: il piano viene modificato con l’aggiunta di un depuratore a monte. Operazioni cartacee: così poco convinte che non si è mai effettuata una valutazione dell’impatto ambientale del progetto…..”
L’articolo del professor Prosperi prosegue affermando che giorni prima il notiziario regionale toscano annunciava la prossima costruzione di un depuratore a monte dell’area umida per dare al Padule l’acqua di cui ha bisogno. Il primo luglio la notizia è però cancellata. Lo dice un articolo del Tirreno “per venire a capo dell’operazione tubone, progettata per trattare 22 milioni di metri cubi di scarichi, ci vorranno ancora 10 anni”.
Il 10 gennaio 2010 dalle pagine del Tirreno il Presidente del Centro di Documentazione Promozione e Ricerca del Padule di Fucecchio Luigi Turini difende la scelta di sostenere la richiesta di un nuovo depuratore a Ponte Buggianese perché avrà un effetto di compensazione per le acque che verranno sottratte al Padule dal progetto Tubone. Il Presidente continua dicendo che “Quando il nuovo depuratore di Ponte Buggianese entrerà in funzione sarà pressoché pronto anche il ramo est del cosiddetto tubone ed al Padule saranno sottratti complessivamente 9 milioni di metri cubi di acqua all’anno, cioè tutte le acque reflue dei comuni di Uzzano, Baggiano, Montecatini, Massa e Cozzile, Pieve a Nievole, Monsummano, Larciano, Lamporecchio e Cerreto Guidi; acque che saranno convogliate ai depuratori del comprensorio del cuoio. Questo dato che nessuno discute e di cui nessuno vuol discutere, dovrebbe far temere che le misure assunte per compensare e mitigare le ricorrenti crisi idriche estive (e non solo) che colpiscono il Padule possano rivelarsi insufficienti…”
A quasi cinque anni di distanza dal consiglio comunale aperto del 1 giugno 2005 è arrivato di nuovo il momento di fare il punto sulla situazione del progetto. Il tutto alla luce del problema storico del comune di Cerreto Guidi, cioè l’assenza di depurazione dei reflui nel nostro capoluogo comunale.
Per questo siamo di nuovo a chiedere che la massima istituzione comunale, cioè il Consiglio, si riunisca ancora una volta in seduta aperta sugli argomenti in oggetto.
Chiediamo di inserire la presente interrogazione all’ordine del giorno del prossimo consiglio in base all’articolo 14 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale.
Il gruppo consiliare “CITTADINI PER CAMBIARE CERRETO”