08 Mar, 2010
Ritorno sulla Conferenza di Copenhagen
Scritto da: F. Allegri In: Variee letto 283 volte.
Ritorno sulla Conferenza di Copenhagen
08/03/2010
Di F. Allegri
Nelle scorse settimane commentai il dibattito al parlamento europeo sulla conferenza di Copenaghen e rimasi stupito dai pareri difformi dei ministri e dei parlamentari.
Non accolsi con favore il fatto che la sinistra vuole un taglio delle emissioni del 40% e i cattolici si accontenterebbero del 30%.
Ricordo ai lettori che la conferenza ha stabilito tagli del 2% e che la crisi ha causato un ulteriore taglio leggermente superiore. Io preferisco la proposta di Nader, quella della Carbon Tax ovvero chi inquina paga.
Il freddo di questi giorni mi dice che l’idea del riscaldamento del pianeta va rivista. Nei mesi scorsi ho pubblicato un articolo sul riscaldamento parziale e sono fra quelli che credono ai capricci del sole come causa importante delle alte temperature degli anni passati.
Fatte queste premesse mi resta un argomento, quello del ruolo di Obama e degli USA a Copenaghen e nel mondo: è il tema di questo scritto.
Alla luce dei fatti accaduti in Danimarca, si può parlare di crisi dell’impero?
Bisognerebbe farlo.
Per me a Copenhagen c’è stato “un tutti contro tutti” e i soliti alleati USA hanno pensato ai loro interessi (in modo vistoso rispetto al passato). Gli USA sono in difficoltà e hanno un presidente debole che aveva suscitato troppe attese!
Il predominio americano sul mondo è al capolinea? I segnali di disgregazione ci sono e la causa è chiara: gli otto anni della presidenza Bush e le sue guerre di basso profilo senza fine.
Si continua a parlare di nuove monete, l’anno scorso scrissi dell’Amero ora sento parlare del Gulfo e poi ribadisco che i consumi di petrolio continueranno a calare a favore delle energie verdi. C’è un nuovo antagonista per gli USA, la Cina e il confronto tra i due giganti è appena cominciato e gli asiatici cercano investimenti redditizi.
Gli USA portarono un progetto a Copenhagen: cercavano nuovi mercati e non gli hanno trovati.
Il mercato che volevano creare era quello delle emissioni di anidride carbonica e questo avrebbe fatto affari in dollari. Gli americani contrari parlano del sistema groviera, chi non inquina può vendere la sua possibilità di inquinare!
Questo sistema non è stato adottato, ma credo che gli USA lo proporranno ancora, alla faccia dei paesi poveri che non hanno le tecnologie per ridurre le emissioni inquinanti.
Girano troppi dollari per il pianeta e c’è troppo indebitamento nel mondo anglo sassone, in USA come in Gran Bretagna!
Chiudo con l’Italia. Davanti ai nostri occhi c’è la crisi della teoria del riscaldamento del pianeta, ma bisogna rammentare che il clima del pianeta non dipende dal nostro paese.
Il nostro piccolo paese è invece importante per le nuove scelte economiche, siamo al centro del Mediterraneo e un punto di incontro per tre continenti.
Se avessimo una classe politica virtuosa non avremmo nulla da temere dalla crisi. Appunto se avessimo …..
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.


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