SAGGIO BREVE – Craxi come simbolo per un vecchio mondo politico incapace di innovare
SAGGIO BREVE
Craxi come simbolo per un vecchio mondo politico incapace di innovare!
Di F. Allegri
02/04/2010
Alla fine del 2009 sono rimasto sorpreso in negativo per il largo spazio dedicato da giornali e televisioni al ricordo di Bettino Craxi. Si tratta di un politico che i nostri giovani conoscono a stento, ma per fortuna l’associano ai modi sbagliati di fare politica. Alcune minime minoranze di giovani fanno eccezione, ma sono pochissimi.
A tre mesi di distanza da quegli articoli voglio ripensare agli anni del Pentapartito ovvero l’epoca dell’egemonia a sinistra del capo assoluto del vecchio PSI.
Per scrivere questo pezzo mi servirò anche di alcune parti di due articoli del 30/12/2009 e del giorno dopo scritti da Marco Travaglio intitolati “Craxi, quanto rubava?” scritto per polemizzare con i nostalgici del segretario socialista e “I ragazzi dello zoo di Bettino” uno scritto che ricorda i principali collaboratori del leader comunista, chiaramente in chiave negativa. A questo secondo scritto dedicherò una postilla finale.
Userò questa fonte sia per poter esprimere la mia soddisfazione per i quotidiani successi del “Fatto Quotidiano” sia perché Travaglio dettagliò nello scritto i vari processi e condanne del socialista. Lo ringrazio di avermi rinfrescato la memoria. Non sono molto d’accordo con il secondo scritto che si basa su una vecchia convinzione del PCI ovvero che il PSI di Craxi fosse un partito di poche persone. Non era così, il PSI di Craxi era semplicemente il partito di apparati pubblici e di tanti piccoli arrampicatori sociali: non 10 persone, ma 100.000 come minimo.
Il mio scritto non ripeterà i dati del primo scritto; spero che siano noti, in caso contrario credo che siano facili da reperire. Sul piano penale mi basta rammentare che Craxi fu condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito in due processi mentre i molti altri si estinsero per la morte del reo. Qualcuno si estinse in appello dopo la condanna in primo grado, altri prima di qualsiasi sentenza e per altri ancora c’era stato solo il rinvio a giudizio.
Non parlerò nemmeno del mistero del tesoro di Craxi, ho gia scritto e continuo a considerare Mani pulite un momento fondamentale per la storia d’Italia, ma sostanzialmente incapace di vincere i troppi poteri corrotti e criminali di questo paese. Questo periodo potrebbe essere l’oggetto di un altro saggio breve, forse un giorno o l’altro lo scriverò! Di fatto non vorrei che per parlare del tesoro di Craxi si pensasse che tutti i corrotti furono perseguiti!
Io voglio valutare qui un fatto politico per me più preoccupante: IL NESSO TRA CRAXIANI E IL MITO DELLE RIFORME DA FARE.
L’Italia cominciò a parlare di riforme all’inizio degli anni ottanta e questo tema si rafforzò man mano che si indeboliva la DC. Il tema delle riforme fu portato avanti soprattutto dai socialisti i quali ebbero 2 progetti: il rafforzamento dell’esecutivo e l’unità della sinistra. Questo era il Craxi politico il quale, è bene dircelo, sconfisse il PCI su tutta la linea e approfittò dell’incapacità cronica di rinnovarsi di un partito che non seppe sostituire né aggiornare qualche buona intuizione di Enrico Berlinguer. Berlusconi fa lo stesso con il PD ovvero gli ex del PCI + la sinistra DC ovvero gli avversari storici di Craxi e Berlusconi è l’erede del pensiero e del mondo politico del socialista. Siamo sempre a quel punto, con qualche faccia nuova.
Il tema di certe riforme avanzò di pari passi con la crescita del potere di Craxi e del suo sistema di finanziamento del partito che guidava.
VENGO AL PUNTO: LA NOSTRA CASTA HA COMMEMORATO CRAXI PERCHÉ IN FONDO VUOLE ATTUARE LE SUE RIFORME E NELLA NOSTRA CASTA CI SONO ANCORA MOLTI DEI SUOI COLLABORATORI, AMMIRATORI DI DESTRA E DI SINISTRA E SOPRATTUTTO TUTTO IL SISTEMA ECONOMICO CHE A LUI FACEVA RIFERIMENTO.
E’ il mondo di Craxi che ha commemorato il maestro, sono i suoi amici e la gran parte dei suoi collaboratori (specie se al tempo erano giovani) e poi non pensate che i craxiani fossero pochi e/o solo quelli coinvolti nelle inchieste. Io posso pensare anche a qualche craxiano onesto, nell’elettorato certamente, tra gli eletti a cariche minori anche (ma con difficoltà). Tra le cariche di vertice non metterei la mano sul fuoco per nessuno!
Esiste ancora gran parte del mondo che aveva versato contributi illeciti a Craxi senza se e senza ma e non ho mai creduto che la magistratura possa scoprire tutti i reati di qualsiasi delinquente, figuriamoci se questo sia possibile nel caso di potentati di questa caratura.
Travaglio non ha delineato bene questo mondo, nel suo primo scritto parla dei “laudatores” di Craxi, ma credo che si riferisca a soggetti che si sono occupati dei processi con finalità assolutorie. In gran parte si riferisce a giornalisti, politici e scrittori.
TALE QUESTIONE MI INTERESSA MENO, IO MI OCCUPO DEL RAPPORTO TRA CASTA E MALAFFARE OVVERO E A BEN VEDERE DI RAPPORTI E SITUAZIONI INTERNE ALLA CASTA STESSA LA QUALE NON È IL SOGGETTO PER PORTARE AVANTI LE RIFORME E SICURAMENTE NON RIUSCIRÀ A DARE CONSENSO E STABILITÀ A QUESTO SISTEMA POLITICO.
Su questa asserzione non ho dubbi.
Tangentopoli scoppiò il 10 febbraio del 1993, ma io seguivo le inchieste dall’anno prima e conoscevo le dimensioni del fenomeno anche al momento delle elezioni politiche del 1992.
Nel 1992 Craxi venne a Firenze e fece un comizio in un albergo di Firenze, il Baglioni se ricordo bene. L’ingresso a quel comizio era difficile, si entrava solo con gli inviti, ma io e 2 amici riuscimmo ad infiltrarci e passammo i tre controlli e ascoltammo il suo discorso.
Eravamo giovani e intenerimmo il servizio d’ordine, (soprattutto operai del sindacato che non se la sentirono di escludere dei ragazzi quando in sala c’erano tanti parrucconi e potentati).
Come ho scritto sopra, quel giorno andai a conoscere Craxi, voglio aggiungere che sapevo delle inchieste e ci andai con la speranza che quella fosse una delle ultime apparizioni di quel mondo di politicanti!
Considero ancora l’esperienza di quel giorno come un momento formativo per la mia personalità e la mia coscienza politica (insieme ad altri 3 o 4): vidi intorno a me l’ignoranza e il prosciutto sugli occhi dei privilegiati e posso dire oggi che la Tangentopoli che conoscevo allora era più vasta di quella che fu scoperta in seguito.
Da allora la mia vita è cambiata, è iniziata la lotta a un mondo politico che è sempre restato alla guida del paese, ma che finalmente dopo 15 anni comincia ad indebolirsi.
Veniamo al secondo punto: QUEL MONDO CHE ERA AL BAGLIONI QUEL GIORNO È QUELLO CHE HA COMMEMORATO CRAXI; È UN MONDO POLITICO PICCOLO E PRIVILEGIATO CHE PER LA DIFESA DEL PROPRIO BENESSERE SPOSA ANCORA QUESTE VECCHIE IDEOLOGIE.
A mio avviso 17 anni non sono passati invano: sono stati il tempo necessario per far maturare tutti noi e per permetterci di organizzarci e cominciare a costruire una nuova civiltà.
Ogni nuova civiltà deve trovare un suo nemico/bersaglio.
Qualcuno direbbe Silvio Berlusconi, io dico il craxismo e penso a quel mondo fatto di affari e idee che sostenne il socialista e che continua a fare politica soprattutto sopra di noi e all’interno di più partiti. Se si mirasse solo al capo del governo si limiterebbe la nostra azione solo alla critica politica e questa non sarà mai sufficiente.
Di conseguenza non sono molto d’accordo con il secondo scritto di Travaglio intitolato “I ragazzi dello zoo di Bettino” sempre tratto da il “Fatto Quotidiano”, neanche sul punto dove sostiene che i nani e le ballerine abbandonarono la barca socialista prima che affondasse.
Io sono in grado di spiegare le evoluzioni del PSI dopo Craxi e c’è un filo rosso del finanziamento di quel partito che lega Bettino ai suoi successori, nulla di diverso: il partito fu preso da chi poteva pagare le bollette! Semplice e chiaro se si sa come funziona una forza politica e come si sostiene!
Anche l’elenco dei nomi fatto da Travaglio può servire solo a rinfrescare la memoria, il mondo socialista era molto più ampio e il giro di affari molto più coinvolgente e soprattutto tutto questo si legava con le riforme che proposero e che sono riproposte oggi da soggetti diversi solo a livello politico: spesso le stesse persone e sempre il solito ceto politico e sociale!
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.
ERRATA CORRIGE: all’inizio del saggio dove si lega che Craxi fu un leader comunista, chiaramente, manca un piccolo prefisso: un “ANTI”
Ci sono molti buchi nella memoria di quel periodo, nessuno si ricorda ad esempio le giunte dove comunisti e socialisti erano alleati. Nessuno si ricorda della trasformazione del PCI che diede luogo a due partiti di sinistra e nessuno ricorda le posizioni di Craxi al tempo del sequestro Moro o come arrivò al potere e in che contesto. Di fatto non c’è solo un problema di rimozione o esaltrazione di una figura così importante quel che è avvenuto è stato un riadattamento della memoria da parte di milioni di cittadini volto a esaltare degli aspetti o a oscurarne degli altri. L’aspetto criminale di certe politiche di Craxi in materia di illeciti finanziari è l’aspetto dominante della critica di Travaglio, questo non esaurisce però un problema enorme che il grande giornalista pone a tutti, forse inconsapevolemente: Se Craxi e la storia di decenni interi di Repubblica Italiana è stata solo una vicende di corrotti e di concussi perchè un popolo intero dovrebbe restar unito grazie alle sue leggi e al suo Stato? Craxi non era solo e ha rappresentato qualcosa di più di un migliaio di corrotti, se si vuol arrivare fino in fondo alla questione occorre descrivere che cosa sono le genti d’Italia e perchè si fanno governare dai “Craxi”. Cosa è stata e cosa è l’
Italia degli italiani e prima di tutto esiste un concetto d’Italia condiviso dalle sue diverse e disperse genti?
Caro Professore la ringrazio di aver allargato il discorso e accetto volentieri la sua osservazione.
E’ dall’alba dell’unità d’Italia che la corruzione dilaga, ma abbiamo visto anche il potere corruttivo del federalismo.
ho riletto questo mio saggio e a distanza di mesi lo riconfermo.