Viaggio nel porta a portuccia – Entriamo in altre definizioni

Viaggio nel porta a portuccia
Entriamo in altre definizioni: “rifiuti pericolosi” “attività sanitaria” e i 3 “imballaggi”

03/04/2010
Di F. Allegri
Prima di riprendere la mia analisi voglio ringraziare Salvatore che con un commento semplice e breve è riuscito a spiegare la questione del riciclaggio del bicchierino di plastica.
Aggiungo una considerazione politica: quando non c’è la convenienza economica non si ricicla nemmeno un bicchierino e tale vantaggio e sempre figlio di congetture normative e culturali.
Si caro Salvatore il bicchierino e il barattolo dello yogurt sono identici, solo le solite norme cervellotiche impongono delle differenze.
Ora torno all’articolo quattro e riprendo dal punto j.
j. RIFIUTI URBANI PERICOLOSI: RIFIUTI INDIVIDUATI COME PERICOLOSI AI SENSI DELL’ALLEGATO D DEL d. lgs. N.152 del 03/04/2006 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI, PRODOTTI ESCLUSIVAMENTE DA LOCALI E LUOGHI ADIBITI AD USO DI CIVILE ABITAZIONE;
Credo che questi brevi e oscurissimi righi arrivino a fagiolo, come si dice.
In realtà un rifiuto pericoloso lo si scopre sempre dopo e spesso i più pericolosi si rivelano come tali quando interagiscono tra loro. Qui abbiamo un elenco recente, ma non moderno e questo serve a far pagare di più certi oggetti al momento dello smaltimento. E’ un’eccezione normativa, ma va in continuità con la monetarizzazione dei rifiuti. Io parlerei di rifiuti lucrosi!
Un secondo discorso va fatto per fognature e depuratori, ma purtroppo ho capito che la casta darà la priorità al bruciatore ed entrambi i progetti richiederebbero un decennio di lavori!
k. ATTIVITA’ SANITARIE: LE STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE INDIVIDUATE AI SENSI DEL d. lgs. n. 502 del 30/12/1992 CHE EROGANDO PRESTAZIONI SANITARIE DI CUI ALL’art. 2 della legge n. 833 del 23/12/1978 e s.m.i. DANNO LUOGO ALLA FORMAZIONE DI RIFIUTI SPECIALI LA CUI ASSIMILAZIONE AI RIFIUTI URBANI E’ DISCLIPLINATA DAL D.P.R. n. 254 del 15/07/2003;
Lo smaltimento dei rifiuti sanitari è un problema annoso, io ho segnalato spesso il mistero dei cateteri abbandonati sul Montalbano, lungo i tanti rigagnoli e in prossimità delle tante fontanelle.
Non mi ha mai risposto nessuno e non credo di averli visti solo io.
Come si legge dalle date degli articoli si tratta di norme vecchie che trasformano questi rifiuti in un affare ovvero in un gioco: qui assimilo laggiù no.
Aggiungo qui il tema che solo Nader in USA è riuscito a denunciare: le morti in ospedale causate dall’ospedale stesso. In Italia siamo fermi agli interventi chirurgici sbagliati, ma c’è tutto un mondo di errori storici da rivedere. Per approfondire andate alle mie traduzioni dei suoi scritti sulla sanità.
Ora passo a parlare di imballaggi essi sono di tre tipi.
l. IMBALLAGGIO PER LA VENDITA O IMBALLAGGIO PRIMARIO: IMBALLAGGIO CONCEPITO IN MODO DA COSTITUIRE, NEL PUNTO DI VENDITA, UN’UNITA’ DI VENDITA PER L’UTENTE FINALE O PER IL CONSUMATORE;
Io capisco che si parla dei sacchetti di plastica o di quei vassoi per la carne e soprattutto capisco che si parla troppo della funzione e poco della natura di tali oggetti ovvero dei derivati del processo di lavorazione del petrolio.
La prima cosa da fare è il riciclaggio, la seconda è quella di cominciare a smettere di usarli.
m. IMBALLAGGIO MULTIPLO O IMBALLAGGIO SECONDARIO: IMBALLAGGIO CONCEPITO IN MODO DA COSTITUIRE, NEL PUNTO DI VENDITA, IL RAGGRUPPAMENTO DI UN CERTO NUMERO DI UNITA’ DI VENDITA, INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE SIA VENDUTO COME TALE ALL’UTENTE FINALE O AL CONSUMATORE, O CHE SERVA SOLTANTO A FACILITARE IL RIFORNIMENTO DEGLI SCAFFALI NEL PUNTO VENDITA. ESSO PUO’ ESSERE RIMOSSO DAL PRODOTTO SENZA ALTERARNE LE CARATTERISTICHE;
Qui si parla di altra plastica, mi viene da pensare alle pastine confezionate e in genere ai prodotti dei grandi magazzini, ai coloranti e ai conservanti. Siamo nel pieno del mondo consumista, un mondo che è entrato in crisi con e dopo il fallimento di Lehman Brothers.
Meditate anche su questo e guardatevi intorno, sta arrivando la filiera corta dei prodotti e se come credo certi consumi sono destinati a diminuire, anche il problema di queste plastiche assumerà un significato diverso. Aggiungo un “viva i piccoli negozi”.
n. IMBALLAGGI PER IL TRASPORTO O IMBALLAGGIO TERZIARIO: IMBALLAGGIO CONCEPITO IN MODO DA FACILITARE LA MANIPOLAZIONE ED IL TRASPORTO DI UN CERTO NUMERO DI UNITA’ DI VENDITA OPPURE DI IMBALLAGGI MULTIPLI PER EVITARE LA LORO MANIPOLAZIONE ED I DANNI CONNESSI AL TRASPORTO, ESCLUSI I CONTAINER PER I RASPORTI STRADALI, FERROVIARI, MARITTINI ED AEREI.
Lasciamo perdere l’ultima parte, qui il tema della filiera corta assume una rilevanza maggiore e voglio ricordare che negli anni passati i camion viaggiavano vuoti. Parlo degli anni passati perché ora non viaggiano proprio. Alcuni amici camionisti mi hanno confidato che da mesi contano i camion che incontrano nei loro viaggi. Per loro è un termometro dell’andamento dell’economia.
Tale computo si può accettare solo a livello di termometro degli umori, ma poi va aggiunto che il futuro dell’economia non si incontrerà con i desideri dei trasportatori su gomma.
Oggi chiudo qui e vi ricordo che servono tre definizioni degli imballaggi perché il CONAI li paga molto bene se questi hanno tutti i timbri e bollini al loro posto.
E rammentatevi che avete i sacchetti personalizzati….
—–
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

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