De Reditu Suo – Lamù e l’Italia del qui e ora

De Reditu Suo
Lamù e l’Italia del qui e ora
16/01/2010
Del Prof. I. Nappini
Il Belpaese offre generosamente perplessità e sospetti a quanti pensano male di lui, e fra questi c’è evidentemente il sottoscritto.
Oggi voglio riflettere su una cosa piccola che a mio modesto avviso mi fa intendere i tempi e la loro ipocrisia. Mi è capitato di osservare in vendita nelle edicole ad opera di una nota case editrice la serie animata di Lamù, una serie arcinota. SOLO CHE HO NOTATO NELLA BUSTA CHE CONTENEVA IL DVD LA DICITURA: ”CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO”.
Mi ricordo molto bene di Lamù una delle serie animate e un manga fra i miei preferiti e sono perfettamente consapevole di aver visto la serie televisiva doppiata in italiano, con soddisfazione ovviamente, la prima volta in quinta elementare. Sarà stato il 1982 o il 1983.
ORA MIO CHIEDO CHE COSA È CAMBIATO IN ITALIA PER CONSIDERARE CIÒ CHE ANDAVA NELLA FASCIA ORARIA PER BAMBINI AI TEMPI DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN QUALCOSA DI CONSIGLIATO A UN PUBBLICO MATURO QUASI CHE FOSSE UN HENTAI E DI CONSEGUENZA UN PRODOTTO PORNOGRAFICO O QUALCOSA DI SIMILE.
Dal momento che non è “Ramna” (opera peraltro della stessa autrice) che ha un protagonista che cambia sesso e da maschio diventa femmina faccio fatica a capire quella dicitura.
Azzardo tre possibili motivi: SI TRATTA DI UNA STORIA D’AMORE FRA DUE SPECIE DIVERSE, ossia aliena e umano, e questo disturba, SI TRATTA DI UNA STORIA D’AMORE FRA I BANCHI DEL LICEO che mette in ridicolo gli aspetti grotteschi della società giapponese, e quindi potenzialmente di tutte le società umane, LA PROTAGONISTA VA A GIRO CON UN BIKINI TIGRATO e questo è un privilegio riservato solo alle top model e alle varie tipologie di “veline” onnipresenti sul riviste e in televisione.
Evidentemente Lamù non è un qualcosa di pornografico anche perché esiste una realtà complessa che fa suo proprio questo genere nell’ambito dell’animazione e dei fumetti giapponesi e sicuramente l’opera in questione non appartiene al genere.
L’autrice ha di nuovo da esser orgogliosa: quando chi fa arte, anche se minore come quella dei fumetti, INCONTRA FORME DI CENSURA ACCENNATE, palesi o subdole è segno che ha centrato qualcosa d’importante, il prodotto commerciale ha superato se stesso e si è elevato oltre l’intrattenimento e il facile guadagno sulle fantasie adolescenziali.
A beneficio di quanti non conoscono ciò di cui tratto riporterò degli stralci da Wikipedia: ”Lamù (Urusei Yatsura?) è un manga pubblicato in Giappone dal 1978 al 1987, scritto e disegnato da Rumiko Takahashi, dal quale sono stati nel tempo tratti una serie televisiva, sei film ed undici OAV.
La vicenda in particolare ruota intorno ad Ataru Moroboshi, un ragazzo estremamente sfortunato e donnaiolo, e a Lamù, figlia del grande capo degli Oni giunto dallo spazio per invadere la Terra. Vestita unicamente di un bikini tigrato, Lamù s’innamora di Ataru dopo aver frainteso una sua frase per una proposta di matrimonio.
Le avventure sono organizzate per singoli episodi, ed in alcuni casi un episodio è diviso in più puntate. Gli argomenti sono in genere la sfortuna e le avventure sentimentali di Ataru che si incrociano con gli insoliti alieni amici di Lamù o con i terrestri suoi “simili” dalle personalità più grottesche. Molte delle situazioni che di volta in volta si presentano, altro non sono che parodie della società moderna e del folklore giapponesi (un po’ come sono i Simpson per il pubblico statunitense)…”.

2 Commenti a “De Reditu Suo – Lamù e l’Italia del qui e ora”

  • salvatore scrive:

    mi ricordo anche io di Lamù: mi chiedo se una come lei, vestita come lei, passeggiasse in viale buozzi la sera….cosa accadrebbe? (mi ricodo anche CITY HUNTER che ,pesantemente censurato dalle potenti erezioni del protagonista, era godibile da bimbi e bimbe senza timore alcuno).
    quanti passi avanti ha fatto il comune senso del pudore, forse un giorno anche la prostutuzione sarà tollerata nelle nostre strade, come accade in spagna, senza l’obbligo di fare orinanze inutili.

  • Franco Allegri scrive:

    non passiamo al generale, empoli è piena di massaggiatrici e Montecatini ha la prostituzione endemica!

    Noi pensiamo alle famiglie del viale prima e al fatto che quelle prostitute non sono da casa chiusa perché in tal caso dovremmo fare un accordo internazionale per i visti professionali…..

    Salvatore poi se sapessi cosa c’è oltre la disinformazione …. altro che comune senso del pudore!

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