Quanto vale la borsa di Milano?

Di Futuroieri

Questa fase autunnale della crisi mi ha sorpreso in parte e soprattutto ritenevo che fosse minore il coinvolgimento italiano. Ritenevo che i cali di borsa si sarebbero fermati a quota 25000. Ignoravo tre dati importanti, due italiani e uno svizzero.

Non sapevo che un fondo pensione aveva speculato con i titoli Lehman, non sapevo che la Parmalat aveva un contenzioso in America e non sapevo che la Svizzera avrebbe salvato Ubs. Poi c’è anche un pochino di panico comprensibile e il repentino sconvolgimento dei flussi speculativi che portano i soliti noti a vendere petrolio e incassare dollari.

Tutto questo vale da 3000 a 4000 punti e la tendenza è quella di nuovi cali forse meno violenti, ma non si può dire. La prima scadenza economica internazionale riguarda General Motors e la sua fusione salvataggio. Nessuno dice che anche per un’operazione simile serve un sostegno bancario! E’ in arrivo anche il voto del 4 novembre e il G14, ma mi sembra che non suscitino particolari aspettative.

Chi prevede il collasso parla anche di ridimensionamento degli stili di viti, fra tutti sicuramente vedremo calare definitivamente il turismo. Poco male, il vero pericolo è quello dell’aggravamento della piaga della fame a causa di nuove speculazioni sul cibo.

Certo la crisi adesso è in Europa, ma riguarda le banche inglesi, francesi e tedesche e non ha ancora coinvolto i settori produttivi. Io mi sento di dire due cose insieme.

Abbiamo fatto solo tre passi nella crisi, ma finché c’è pace c’è speranza!

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