La degenerazione di questa repubblica e il federalismo impossibile
La degenerazione di questa repubblica e il federalismo impossibile
05/08/2010
Di F. Allegri
Continuo a scrivere di civiltà italiana e oggi nel mio quinto contributo parlerò della degenerazione di questa attuale repubblica che ultimamente nessuno chiama più con l’appellativo di “seconda repubblica” e che io ho ribattezzato come la repubblica di Berlusconi!
Credo di doverlo fare perché temo che dietro l’angolo ci sia un sistema politico ancor più in crisi e non una nuova società ideale e ferma sui suoi principi.
Non ho mai definito i contorni politico – programmatici del Berlusconismo e non lo farò nemmeno oggi: a mio avviso il Berlusconismo è una macchina elettorale e un coordinamento di molti dei poteri forti della prima repubblica; non avrebbe senso il guardare ai programmi del momento o del periodo più lungo.
Se si vuole guardare al programma del Berlusconismo si deve introdurre una variabile esterna a questa realtà politica: il “federalismo”.
Questo Federalismo promulgato da troppi non si sa bene cosa sia: di recente abbiamo avuto un normale trasferimento di beni dal centro alla periferia (normale in tempi di casse vuote) e abbiamo sentito parlare di “federalismo demaniale”. Per chi non con conosce il significato delle parole è come dire “decentrare accentrando”.
Qualcuno ha voluto far sembrare grande e virtuosa una piccola cosa più urgente che necessaria e consigliabile?
Parlo del federalismo perché è nell’alleanza con questa istanza nordista che il Berlusconismo diviene la realtà politica dominante nel paese e questa a ben vedere non è la più naturale delle alleanze.
La Lega ha scelto Berlusconi per il federalismo, Silvio ha scelto la Lega per comodità politica.
Una cosa è certa: se non fanno il “federalismo” ora, se ne riparla tra 10 anni o mai più.
Io opto per il mai più perché il federalismo costa e si basa su istituzioni pubbliche locali forti e ben organizzate che non esistono. In tempi di crisi come questi, non mi pare il caso di sperimentare sistemi politico – organizzativi inediti.
Dopo la rottura quasi completa con Fini, il federalismo è anche l’ultimo scoglio al quale può aggrapparsi il governo Berlusconi, a meno che non riesca a saltare il fosso e chiuda un’alleanza con le forze parlamentari romane o romanizzate. Questa mi pare un’opzione tortuosa e costosa, per lui!
Per tutto questo prendo la mia palla di vetro e prevedo che i prossimi saranno i mesi del fallimento del progetto federalista leghista!
E’ POSSIBILE UNO SVILUPPO POLITICO CHE NON MI PIACE, BERLUSCONI PUÒ INVENTARSI E GUIDARE IL PARTITO DEL NORD, TRASFORMANDO LA SPACCATURA ECONOMICA E AMMINISTRATIVA IN POLITICA! E’ una constatazione tutta mia, ma sono abituato ad anticipare gli eventi.
Al momento non so vagliare tutte le possibili conseguenze di questo fatto preferisco confrontare il federalismo con le esigenze delle regioni d’Italia che a ben vedere sono davvero conflittuali.
Anche in tempi di recessione, una parte delle tasse del nord viene sprecata nelle regioni del sud e questo fatto è ora noto e denunciato anche dagli studiosi, penso al sociologo Luca Ricolfi che lessi con avidità quando feci le mie ricerche per la tesi di laurea e da allora lo seguo con interesse. Di recente ha scritto il saggio: “Il sacco del nord”.
Una politica accorta e intelligente impedirebbe la creazione delle basi che porterebbero verso la “secessiùn”; questo non accade in Italia dove le regioni produttive trasferiscono miliardi di euro alle altre (escludendo Toscana e Marche che sono in pareggio). Questa cifra va ridotta e in modo virtuoso, meglio gli sgravi fiscali degli investimenti a perdere o a inquinare!
L’Italia è un paese diviso tra il dare e l’avere e in tempi di culto pagano del Dio quattrino questo deve preoccupare, erano troppi i soldi che andavano a Roma ed oggi devono diminuire anche in conseguenza della crisi.
Le regioni creditrici verso Roma sono la Lombardia e a sorpresa l’Emilia Romagna; questo fatto poco noto spiega i piccoli successi leghisti verificatesi in tempi recenti. Il partito dell’egoismo trova anche nella regione rossa le sue ragioni di fondo!
C’è del positivo anche nella nascita del governo balneare del federalismo: non si farà più finta di fare il ponte sullo stretto e non fingeranno più di sognare l’Italia del nucleare.
Ho scoperto di recente che l’Italia dell’eolico va avanti a passo spedito (e non si dice) e come si sa un fonte energetica toglie la necessità delle altre. Bene così, un male attenuato è già un passo verso la guarigione e speriamo che lasci al nord qualche soldo in più e subito!
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Franco Allegri cura il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri
Ma cosa sanno davvero le disperse genti d’Italia del Federalismo…
C’e’ dietro il voto delle disperse genti d’Italia anche una rabbia e un disprezzo pre-politico, paure nascoste o accennate a mezza voce che si fanno forti di bandiere non loro o che peggio s’appoggiano ad esse. Nelle ragioni politiche degli italiani ci sono preoccupazioni materiali concrete, storie di vita vissuta, torti subiti o paure legate all’idea di rimetterci qualcosa. Questo e’ il peso che ha reso potente la rivendicazione federalista: il proprio piccolo mondo umano che il Mario Rossi di turno ha visto in pericolo.
concordo il federalismo di oggi e il comunismo dell’altro ieri, tutto e nulla.
In tempi normali non mi preoccuperei, in tempi di crisi devo farlo.