De Reditu Suo – 2° libro: Un presente politico di antichi incubi e scarse virtù

foto storicaDe Reditu Suo – Secondo Libro
Un presente politico di antichi incubi e scarse virtù

06/04/2010
Del Prof. I. Nappini
Le genti del Belpaese temono la povertà e la loro preoccupazione predominante sono i beni materiali in modo quasi ossessivo eppure a livello di comunicazione politica di continuo arrivano messaggi che rimandano a trapassati remoti, a miti politici novecenteschi, alle ideologie che hanno affogato nel sangue l’Europa nella prima metà del Novecento.
Dopo tanto straparlare di fascismo, razzismo, nazismo,comunismo sarebbe lecito che venissero al vasto pubblico presentate le forze che intendono rovesciare l’ordine costituito e parlo di forze credibili e non di minoranze di arrabbiati che si mettono addosso un vestito feroce per sembrar chissà chi.
Ebbene queste forze che dovrebbero essere distruttive ed eversive come quelle del Novecento non esistono, ci sono sì delle minoranze politiche che si rifanno a miti remoti, ma la loro forza reale e oggettiva è poca cosa rispetto a quella delle forze del passato alle quali dicono d’ispirarsi.
LA LORO POSSIBILITÀ DI RITORNARE AL POTERE SE LA PRENDERANNO, FORSE, SE IL SISTEMA DI PRODUZIONE, SVILUPPO E CONSUMO GLOBALIZZATO ANDRÀ A SCHIANTARE CONTRO LE SUE CONTRADDIZIONI O SE LA CRISI DELLE RISORSE ENERGETICHE E MATERIALI E DELLA FINANZA GLOBALE FINIRÀ PER DISTRUGGERE I DELICATI EQUILIBRI DEI POTERI POLITICI MONDIALI SCATENANDO CONFLITTI E TENSIONI TERRIFICANTI.
Prima di simili eventi drammatici non ci sono delle reali possibilità di dar una qualche forma agli antichi incubi, le virtù marziali e umane in questi anni frolli e dimenticati dagli Dei e dagli Eroi non giustificano alcun sacrificio umano sull’altare della politica militante, anzi per certi aspetti lo scoraggiano con rara efficacia.
La politica non è più un fatto fra il mondo umano e quello divino e da decenni nel Belpaese essa ha smesso di essere l’incontro tra la volontà degli uomini e istanze morali, civili, etiche.
Oggi è la prosecuzione di precisi interessi particolari e talvolta di singoli privati con strumenti di natura propagandistica e pubblicitaria mitigati dal lavoro di esperti di comunicazione, faccendieri, avvocati e corruttori.
Chi non crede alle mie parole si legga la cronaca politica dei primi sei mesi del 2010 del Belpaese con animo sereno e pronto ad accogliere più versioni degli stessi fatti.
Dal momento che la vicenda politica nostrana è intessuta di motivazioni assolutamente particolari spacciate per cose pubbliche e per necessità della politica nazionale è ovvio che il potere politico sia trascinato verso una spirale dove il ragionamento ultimo è sempre un fatto privato, un calcolo, un ragionamento personale più o meno nobilmente ispirato.
In questa politica tendente al privato risorgono antichi incubi comunisti e fascisti un po’ per mascherare i fatti e confondere le idee agli elettori un po’perché le minoranze che vivono di politica hanno bisogno di nemici enormi e immaginari.
Il comodo fingere di essere indispensabili quando si afferma con insistenza che l’alternativa al proprio modello di vita e di consumi è qualche lugubre e remoto campo di concentramento nell’Europa dell’Est.
In realtà il nemico è interno ed è legato alla crisi del sistema di dominio e controllo statunitense sul mondo umano, ci vuole solo il coraggio politico di dire questa banalità.
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Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it

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