“L’inciucio” che vorrebbe Travaglio

“L’inciucio” che vorrebbe Travaglio
09/08/2010

Di F. Allegri
Preseguo il mio commento ad alcuni degli scritti di Marco Travaglio e oggi è il turno di quello del 6 aprile 2010 e titolato: “L’inciucio che vogliamo”. Per me, questo scritto è più attuale oggi che allora!
Da ieri sono particolarmente attivo perché ho tradotto uno scritto di Nader sugli infortuni sul lavoro in USA e mi rendo conto di far parte di quelli che squarciano i veli, poi ho letto il Travaglio di ieri (che commenterò a suo tempo) contro Vendola. Era ora o quasi!
Lo scritto che esamino oggi inizia con un estratto di un’intervista di Franco Marcoaldi di Repubblica a George steiner.
Ecco l’estratto:
Abbiamo perso l’arte di dire ‘no’. NO ALLA BRUTALITÀ DELLA POLITICA, NO ALLA FOLLIA DELLE INGIUSTIZIE ECONOMICHE CHE CI CIRCONDANO, NO ALL’INVASIONE DELLA BUROCRAZIA NELLA NOSTRA VITA. No all’idea che si possano accettare come normali le guerre, la fame, la schiavitù infantile. C’è un bisogno enorme di tornare a pronunciare quella parola. E invece ne siamo incapaci. Sono sgomento di fronte all’acquiescenza di tante persone per bene, trasformate in campioni di fatalismo, quasi che protestare fosse diventato inutile e imbarazzante. Ma le personalità più grandi del nostro tempo, i Nelson Mandela, i Vaclav Havel, non hanno mai provato questo imbarazzo. PURTROPPO LA FAMIGLIA, LA SCUOLA E IL SISTEMA MEDIATICO INOCULANO SISTEMATICAMENTE TALE VIRUS. Ci predispongono al più totale conformismo. E’ fondamentale riabituarsi alla resistenza contro i falsi idoli del nostro tempo. A partire da quello principale: il fascismo del denaro… Il potere politico è nelle sue mani. Voi in Italia ne sapete qualcosa…”.
Io credo di far parte del mondo che può dire no, anzi di quella parte ancor più ristretta che ha la forza di dire delle cose nel terreno politico! Io non guarderei ai Mandela e agli Havel, penso e lavoro alla ricostruzione di un diritto di cittadinanza.
Dopo questa riflessione Travaglio ha fatto la seguente riflessione, per me, molto amara:
“ECCO: IL FASCISMO DEL DENARO CHE CI COMANDA DA ALMENO 16 ANNI HA CONVINTO L’OPPOSIZIONE CHE DIRE NO È DISDICEVOLE, DISFATTISTA, PASSATISTA, E PEGGIO ANCORA È DIRLO IN PIAZZA. E’ COSA BUONA E GIUSTA INVECE DIRE SÌ, METTERSI D’ACCORDO, SEDERSI ATTORNO A UN TAVOLO PER SCRIVERE “RIFORME CONDIVISE”. QUALI, È SECONDARIO. L’IMPORTANTE È SEDERSI AL TAVOLO, ANZI A TAVOLA”.
Chi critica Travaglio? L’UDC? Sono quasi certo! Il PD, molto probabile, dell’IDV non dice mai molto: è vero che si tratta di una forza che in parlamento dispone del 4,6%, ma qui ci vorrebbe una distinzione in positivo! Non ce l’aveva con l’IDV ne sono certo, lui non vuole il dialogo fra PD e PDL e io nemmeno anche se so e devo dire che è inevitabile e probabilmente ininterrotto se si guarda sotto i banchi.
Parte dello scritto è dedicata alle riforme istituzionali, ma questa questione è stata superata dagli eventi, dalla crisi tra Berlusconi e Fini che forse Travaglio al momento ignorava o sottovalutava.
C’E’ UNO SOLO INCIUCIO POSSIBILE PER TRAVAGLIO: QUELLO SULLA LEGGE ANTICORRUZIONE. Ecco perché ho salvato questo pezzo e mi chiedo: sarebbe possibile un dialogo sinistra Fini su questo tema? Un giorno forse, oggi non credo. Futuro e Libertà per l’Italia continua a gigioneggiarsi tra i gruppi separati e l’appoggio al vecchio governo. Fino a settembre non avremo alcun chiarimento della situazione e allora non so. Sono certo invece che serve un dialogo generale del mondo non Berlusconiano sul tema della lotta alla corruzione. Prima o poi lo faranno e si può coinvolgere anche la Lega. In Spagna, ci ricorda Travaglio, lo fecero proprio in aprile, al tempo di questo scritto.
Lasciamo stare le riforme costituzionali, del resto che noia ci pone una legge disapplicata in gran parte e snaturata in molti punti? Considerate questa come un’amara constatazione!
Intanto vi dono i tratti salienti che Travaglio individuò nella legge anti corruzione spagnola, sul tema Marco resta un intenditore:
Anzichè attaccare i giudici e abolire le intercettazioni, in Spagna se la prendono col sistema del malaffare e corrono ai ripari con misure concrete: sostituzione dei politici con tecnici nelle commissioni urbanistiche, divieto assoluto di accettare regali, pubblicazione delle retribuzioni e delle proprietà di assessori e pubblici funzionari, sospensione da ogni incarico dei dirigenti finiti in carcere per tangenti. In Italia c’è da fare ben di più, visto che negli ultimi 15 anni la classe politica ha smantellato ogni difesa immunitaria contro Tangentopoli“.
TENETE A MENTE QUESTI ARGOMENTI.
—-
Franco Allegri cura il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri

3 Commenti a ““L’inciucio” che vorrebbe Travaglio”

  • IANA scrive:

    Nella citazione si descrive quel che nomino di solito come Dio-denaro con -fascismo del denaro-, non mi convince a meno di non trasformare il fascismo in una forza metafisica di orientamento satanico. Il che per qualcuno puo’ anche essere ma fare di una potenza ideologica un dio minore mi sembra far un grosso favore ai fascisti e ai neo-fascisti che in verita’ son pochi e dispersi rispetto alle masse adoranti il centro commerciale e credenti nella pubblicita’. Il culto del Dio-denaro crea la corruzione, per forza e’ dal 1705 con il filosofo Mandeville che vengono scritte queste cose e proposte nei manuali di filosofia.
    Gia’ che sono a parigi rimando alla pagina francese sul filosofo olandese.
    http://fr.wikipedia.org/wiki/Bernard_Mandeville

    Questo capitalismo della terza rivoluzione industriale ha piuttosto i connotati della fede e del culto soterico che non quelli austeri e bellicisti del fascismo che fra l’altro e’ stato distrutto storicamente dalle due principali potenze imperiali capitaliste: Stati Uniti e Impero Inglese.
    Noto che alcune caratteristiche di questo sistema di produzione e consumo favoriscono la crescita di poveri che si avvicinano alle fedi monoteistiche tradizionali specie quando perdono le speranze nel sistema che li sfrutta, li divide, li opprime e li tassa.

  • F. Allegri scrive:

    concordo in pieno e argomenterò in futuro. Credo che quella costatazione di travaglio tocchi in altre parti dei punti profondi! Comunque.

  • IANA scrive:

    Adesso che il mio soggiorno francese e’ quasi finito voglio ritornare sul concetto del Dio-denaro. Ho visitato per mia curiosita’ la zona dei grandi magazzini, fra i primi nella storia umana conosciuta, di Parigi e segnatamente La Fayette e Printeps. L’impressione che ne ho ricavato e’ stata superiore a quella che ho avuto con i magazzini Harrods di Londra l’anno scorso. Qui il contrasto fra ricchezza e poverta’ mi pare ancora piu’ forte e davvero quei luoghi mi sono sembrati i templi dedicati al denaro e al consumo di beni superflui o parzialmente superflui. Si tratta di una dimensione di potenza e di ricchezza manifesta che non ha uguali sul territorio fiorentino, almeno per la mia esperienza. Davvero si e’ tentati di affermare che in quei luoghi un privato possa credere nella potenza del denaro e nella sua natura potente e apportatrice di una salvezza tutta terrena.
    Il Dio-denaro forse non e’ adorato come tale ma in certi luoghi delle grandi citta’ sembra di portne sentire l’odore e la voce, e’ una forza concreta che suscita entusiasmi e reazioni.
    In Italia solo poche voci si sono spinte a pensare questo travolgimento dato dalla societa’ dei consumi a tutto il resto del tempo e della memoria di una collettivita’.

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