Sui rifiuti speciali non assimilati ovvero sui figliastri del belpaese
Viaggio nel porta a portaccia
Sui rifiuti speciali non assimilati ovvero sui figliastri del belpaese
12/08/2010
Di F. Allegri
PROSEGUO IL MIO VIAGGIO NEL PORTA A PORTA E CON L’ARTICOLO DI OGGI SI PASSA ALLA SEZIONE II che si occupa di RIFIUTI SPECIALI NON ASSIMILATI a quelli urbani: Nel titolo ho già anticipato l’argomento!
Continuo a sostenere la mia idea di fondo, ovvero che questo porta a porta non funziona e tanto per cambiare invito i cittadini a sfogliare il Tirreno di mercoledì 11 agosto: non importa leggere gli articoli, sono più esplicative le foto! E la gente non ha colpe e nemmeno gli operatori ecologici (se si chiamano ancora così), sia chiaro.
Rammento ancora che la super bolletta che è arrivata a tutte le famiglie non è quella del porta a porta, ma altro. Essa include 3 mesi dell’anno passato che vengono chieste con ritardo poi ci sono questi 6 mesi che solo in parte sarebbero porta a porta ma si paga come prima, con l’aumento di finanziamento per il gestore.
Il porta a porta si baserà sugli svuotamenti del grigio, su altri eventuali svuotamenti di un altro bussolo (in bilico) e sui minimi risparmi per l’allevamento di mosche e insetti. Ho sentito dire che pagheremo 13 euro a svuotamento oltre i primi 4, ma come ho detto si tratta di alcuni “ho sentito dire”!
IO PROFETIZZO CHE PAGHERETE DI PIÙ, MA IL TEMPO SARÀ GALANTUOMO!
Arriverà quel benedetto regolamento del ministero dell’ambiente? Sperate gente, ma non troppo.
Ho letto anche le critiche della Confederazione Italiana Agricoltura alla TIA: per me sono sacre e sante! Lo sapevate, vero?
Matteo parte per una vacanza a Londra, a settembre riprenderà il suo calcolo della tariffa, ma ha perso l’entusiasmo e soprattutto ha ancora la seconda parte del regolamento che commento, non è un problema userò quelle parti solo tra cinquanta articoli.
SEZIONE II – RIFIUTI SPECIALI NON ASSIMILATI A QUELLI URBANI
ART. 27 OBBLIGHI DEI PRODUTTORI DEI RIFIUTI SPECIALI NON ASSIMILATI.
I produttori di rifiuti speciali non assimilati sono tenuti a provvedere a proprio carico, ad una loro adeguata detenzione e gestione, in osservanza delle specifiche norme previste. In particolare devono conservare i rifiuti con le medesime cautele previste per le materie prime corrispondenti.
Pertanto il produttore è tenuto a mantenere completamente separati i flussi di tali rifiuti da quelli assimilati fin dall’origine ed in tutte le successive attività di deposito temporaneo e di gestione.
E’ fatto divieto, pertanto, di immettere nei contenitori o comunque di conferire al servizio di raccolta dei rifiuti urbani i rifiuti speciali non assimilati.
I produttori dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, possono rivolgersi, nel rispetto delle priorità indicate dall’art. 188 del D. lgs. 152/06 e s.m.i. per il relativo smaltimento, al Gestore, sempre che tale servizio sia stato istituito.
Il conferimento di rifiuti speciali, non assimilati ai rifiuti urbani, è ammesso esclusivamente dietro stipula di apposita convenzione ai sensi dell’art. 188, comma 2, lettera c) del d. lgs. 3.4.2006 n. 152, nella quale dovranno essere precisate le modalità di conferimento, di raccolta e di smaltimento.
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Intanto rammento a chi volesse approfondire che nel sito ci sono molti scritti precedenti, ho già commentato gli altri 26 articoli precedenti e ho fatto anche vari pezzi di premessa.
Questo articolo ha due caratteristiche, da un lato non si concretizza nello specifico perché manca il decreto attuativo relativo al decreto e non è un caso se il centro destra delle imprese non lo applica. Forse sono intervenuti molti poteri forti, magari qualcuno difende piccoli e grandi inquinamenti!
Nei nostri comuni la situazione si complica perché il gestore si è portato avanti con il lavoro e ha preparato le sue tabelle relative ad ogni attività economica, possibile, immaginabile e in un altro senso anche assimilabile. E’ chiaro che queste burocrazie riescono sempre a partorire dei mostri, tra cavilli e pretese assurde!
Penso anche che concorderete con me quando dico che l’inizio dell’articolo è bruttissimo: come si fa a chiamare un uomo o una ditta il PRODUTTORE DI RIFIUTI? Pensateci e rileggete l’articolo perché si vede bene che esso è stato dettato e scritto dal gestore stesso. E’ molto a suo favore.
Chiudo come i pezzi precedenti: non credete agli elogi di questo porta a porta, è uno normalissimo nei risultati, solo sono troppi i bidoni e bisogna vedere se differenziare così ha dei pregi in tempi di crisi. Per ora non mi pare e guardiamo anche alla polvere sotto i tappeti, ci sono rifiuti abbandonati dappertutto.
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook è Futuro Ieri.
