Sugli apparecchi elettrici ed elettronici visti come rifiuti

Viaggio nel porta a portaccia
Sugli apparecchi elettrici ed elettronici visti come rifiuti

25/08/2010
Di F. Allegri
PROSEGUO A NAVIGARE NEL REGOLAMENTO DEL PORTA A PORTA. Oggi su passa alla terza sezione “Dei rifiuti urbani pericolosi” dove L’ART. 29 si occupa di RIFIUTI DI APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE (RAEE).
Ho dato un’occhiata agli allegati citati nell’articolo e non si capisce dove sia la pericolosità di molti degli oggetti smaltiti in questo modo; mi sono convinto che pericolosità sia sinonimo di “smaltibilità” e che il servizio organizzato in questo modo faciliti la raccolta di oggetti che richiedono procedure complesse e lunghe per raggiungere standard ottimali di riciclaggio.
Si parla di pericolosità, ma si favoriscono imprese precise, forse faremmo prima a parlare di economicità, ma come ho già scritto il tema è un tabù.
LA GRANDE DOMANDA, DA PORSI SUBITO DOPO, E’: COME SMALTIRANNO LA MAREA dei VECCHI televisori dopo l’avvento del digitale terrestre?
L’hanno scorso sono state smaltite migliaia di televisioni nelle regioni che sono già passate al digitale e si sa che c’è una tendenza crescente a sostituire il vecchio televisore con uno nuovo diciamo DIGITALIZZATO.
SONO STATI TANTI I TELEVISORI SMALTITI OVUNQUE, SARANNO DI PIU’ E MOLTI RISCHIANO DI FINIRE DOVE CAPITA! Vi ho già raccontato alcuni casi singoli ed oggi mi chiedo: siamo pronti? Non si sa e purtroppo non se ne parla.
ANCHE IL PASSAGGIO AL DIGITALE sarà un esame per il Porta a Porta, per il resto c’è il super articolo sul tema specifico e ci vorranno pochi mesi di pazienza.
Continuo a sostenere la mia idea di fondo, ovvero che questo porta a porta non funziona e ho notato di recente che c’è anche tanta burocrazia: per prendere pochi sacchi numerati per la plastica devo portare mia madre o avere una sua delega e la fotocopia di un documento ….. Dove siamo finiti?
Per chi volesse delle critiche alla tariffa, vi segnalo gli articoli precedenti. Ora passo all’articolo.
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SEZIONE III – DEI RIFIUTI URBANI PERICOLOSI
ART. 29 – Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).

L’art. 3 del d.lgs. 25.7.2005 n. 151 definisce i RAEE come rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che nel presente regolamento sono identificate dall’allegato 2A ed esemplificate nell’allegato 2B. E’ fatto OBBLIGO DI CONFERIRE i RAEE, come sopra definiti, provenienti da utenze domestiche, in modo separato dagli altri rifiuti urbani e con precauzioni tali da mantenere l’integrità dell’apparecchiatura:
a. attraverso la consegna al rivenditore in occasione dell’acquisto di una nuova apparecchiatura di tipologia equivalente;
b. attraverso la consegna ad un centro di raccolta autorizzato;
c. presso le Stazioni Ecologiche/Centri di Raccolta od altri punti di conferimento predisposti all’uopo dal gestore;
d. attraverso il servizio di ritiro a domicilio in caso di oggetti ingombranti previo appuntamento con il gestore sulla base delle modalità definite dal servizio.

Ai sensi del d.lgs: 25.7.2005 n. 151 è previsto che:
1. i distributori assicurano, al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica destinata ad un nucleo domestico, IL RITIRO GRATUITO, in ragione di uno contro uno della apparecchiatura usata, a condizione che la stessa sia di tipo equivalente e abbia svolto le stesse funzioni della nuova apparecchiatura fornita;
2. fatto salvo quanto sopra, i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, od i terzi che agiscono in loro nome possono organizzare e gestire, su base individuale o collettiva, sistemi di raccolta di RAEE provenienti dai nuclei domestici conformi agli obiettivi del d.lgs. 25.7.2005 n. 151.

In fase transitoria, in mancanza delle norme attuative, gli obblighi esposti ai precedenti punti 1 e 2 non sono vigenti e restano valide, soltanto fino al momento della loro emanazione, le misure definite alle precedenti lettere a, b, c, d.

Tenuto conto delle vigenti disposizioni in materia di TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA DEI LAVORATORI, il ritiro di un’apparecchiatura elettrica ed elettronica può essere rifiutato nel caso in cui vi sia un rischio di contaminazione del personale incaricato dello stesso ritiro o nel caso in cui risulta evidente che l’apparecchiatura in questione non contiene i suoi componenti essenziali o contiene rifiuti diversi dai RAEE.
Nelle predette ipotesi lo smaltimento dei RAEE è a carico del detentore che conferisce, a proprie spese, i RAEE ad un operatore autorizzato alla gestione di detti rifiuti.
Fatto salvo quanto stabilito all’art. 12 del d.lgs. 25.7.2005 n. 151 in ordine alle modalità e garanzie di finanziamento della gestione dei RAEE professionali, i produttori o i terzi che agiscono in loro nome organizzano e gestiscono, su base individuale o collettiva, sostenendone i relativi costi, sistemi adeguati di raccolta separata di RAEE professionali.
A tale fine possono avvalersi delle strutture pubbliche quali stazioni ecologiche etc., previa convenzione con il gestore interessato,con oneri a carico degli stessi produttori o terzi che agiscono in loro nome.
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Intanto rammento a chi volesse approfondire che nel sito ci sono molti scritti precedenti, ho già commentato gli altri 28 articoli precedenti e ho fatto anche vari pezzi di premessa.
Avevo saputo che molte attività commerciali erano a disagio con il porta a porta e che avevano ricevuto proposte assurde dal gestore, tutti i commercianti sono arrabbiati per l’aumento della tariffa, in alcuni casi siamo al raddoppio, anche se il periodo è lungo, va ricordato che nulla cambia per loro a livello di uscita di cassa. Ora leggendo questo articolo aggiungo che sembra quasi che il gestori provi fastidio a fare il suo lavoro. Talvolta sembra che si maneggino veleni o materiali esplosivi. Qui si esagera e non è qui che si può sperare di vincere la sfida del consumismo.
Cari produttori di rifiuti, per ora, vi saluto.
Chiudo come i pezzi precedenti: non credete agli elogi di questo porta a porta, è uno normalissimo nei risultati, solo sono troppi i bidoni e bisogna vedere se differenziare così ha dei pregi in tempi di crisi. Per ora non mi pare e guardiamo anche alla polvere sotto i tappeti, ci sono rifiuti abbandonati dappertutto. Di recente ho scoperto pure che gli impiegati non sono sempre gentili e soprattutto continuano a non parlare con un’unica voce. Ad oggi Matteo è ancora a Londra e quindi niente calcoli della tariffa.

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook è Futuro Ieri.

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