Rievangelizzate Adro che io promuovo il MAG di don Santoro
SCRITTI DI POLITICA RELIGIOSA
Rievangelizzate Adro che io promuovo il MAG di don Santoro
29/08/2010
Di F. Allegri
Oggi comincio una nuova rubrica che girerà intorno alla questione morale, ma si soffermerà sul rapporto tra politica, religione e società. Come nelle altre rubriche gli scritti non avranno una periodicità fissa e solo un sottile filo rosso che gli unisce.
Oggi affronterò due temi, il primo sarà la questione della mensa della scuola elementare di Adro poi mi occuperò del lavoro di Don Santoro parroco alle Piagge con il MAG di Firenze.
La vicenda di Adro caratterizzò le cronache nazionali a fine aprile. In quel piccolo comune sconosciuto la giunta comunale decise di nutrire a pane ed acqua i figli dei cittadini che non avevano pagato il piccolo balzello posto per la mensa della scuola.
Prima di tutto va fatta una premessa sui fondi ai comuni italiani. Quando i politici parlano di tagli agli enti locali si riferiscono agli INVESTIMENTI, ogni comune ha i soldi per le spese correnti e soprattutto li ha per spese piccolissime come queste.
In secondo luogo faccio un’altra premessa: abbiamo il partitoide della lotta all’evasione fiscale, il suo falso presupposto è che il pagare le tasse sia un dovere e quindi sempre giusto e virtuoso. In democrazia, al contrario, la contesa con il fisco sta alla base di ogni lotta civile e sociale. Una delle poche cose giuste che si fanno dire a Berlusconi e cricca è che l’evasione fiscale si combatte con la riduzione e il riordino delle tasse.
Dico questo per confutare anche l’idea che si possa considerare queste povere famiglie (spesso composte da immigrati) come evasori fiscali!
Poi passo al punto centrale: quando si dice scuola dell’obbligo non si individua un dovere o un obbligo, ma un’occasione di sviluppo della personalità e del sapere dei bambini. La scuola non è un riformatorio o un asilo per bambinetti cresciuti, è il luogo dove si formano i cittadini di domani.
Ecco quindi che una giunta non può deliberare il pane e acqua!
Lascio quella giunta al suo destino e mi sposto a un livello più alto: quello sociale e religioso.
Mi chiedo come può una comunità sociale e religiosa sopportare questo?
Il 24 aprile un padre missionario comboniano in Congo, tal Giovanni Piumatti decise di inviare 700 euro per pagare la mensa ai bambini di Adro (Brescia), la sua provincia di origine.
Si trattò di una raccolta fondi alla rovescia, se ho capito bene! Non fu il modo migliore per affrontare il problema perché al comune e alla comunità locale non mancano 700 euro, nemmeno 7000, manca la coscienza del mondo che degenera e perde solidarietà e intelligenza.
Siccome si presume di parlare di terre cristiane cattoliche, con tassi di fede praticata elevata credo che qualcuno avrebbe dovuto vergognarsi e ripartire alla ricerca delle radici della sua fede.
LA MIA SOLUZIONE RADICALE: Rievangelizzare Adro. Non raccogliere fondi o dare questi pochi soldi alle famiglie povere, ma far affluire in quel paese dei missionari come se mai un cristiano fosse stato laggiù.
E sia chiaro che anche questa vicenda dimostra come l’italiano non abbia capito la crisi in corso ed abbia pochi strumenti per affrontarla e superarla.
A questo punto mi dedico ad uno dei progetti di don Alessandro Santorio che dal 25 aprile è tornato ad essere il parroco della Comunità delle Piagge. Da molti mesi ha lanciato l’Associazione verso MAG Firenze. La sigla MAG significa Mutua Auto Gestione; si tratta di un progetto di finanza critica che si propone di sostenere i deboli facendo il micro – credito alle persone e dando una minima alternativa alle banche.
Il suo motto è: IL DENARO NON SI COMPRA E NON SI VENDE: SI DISTRIBUISCE!
L’Associazione verso MAG Firenze fa promozione sociale e vuole creare una cooperativa finanziaria capace di offrire credito in tutta la provincia, sia alle famiglie che alle realtà economiche piccole o piccolissime.
La finanza critica fa solidarietà e non speculazione: è mutualistica, trasparente, condivisa e partecipata. “Verso MAG Firenze” sarà una rete di persone che promuovono la cultura di un uso responsabile e critico del denaro. Per vincoli di legge, devono raccogliere 600.000 euro di capitale base, in primavera in convegno tenuto a Fucecchio seppi che avevano superato la metà del percorso!
Il MAG antepone le persone al denaro, chiede garanzie personali e non patrimoniali, sostiene che il denaro non può produrre altro denaro, vuole ridistribuire denaro e non i profitti, non ha rapporti con le banche, non c’è interesse da pagare sul prestito, solo il costo di gestione e infine si fa un minimo di trasparenza sul percorso del denaro.
Auspico che nasca presto il MAG Firenze e nel frattempo informo gli eventuali finanziatori che il denaro sarà depositato presso il MAG-6 di Reggio Emilia che svolge questa attività da 20 anni.
Per chi volesse approfondire c’è un sito internet www.magfirenze.it e l’associazione ha sede in Via Lombardia 1/p a Firenze.
Su quella vicenda di Adro c’è un bel pezzo sul Fatto Quotidiano di oggi.
Il problema centrale della Chiesa Cattolica Apostolica Romana in Italia è dato dal fatto che la maggior parte dei suoi credenti è vicina spiritualmente alla civiltà dei consumi e ai modelli sociali veicolati dalla televisione commerciale e dalla pubblicità. La Chiesa Cattolica per combattere il comunismo in Italia e altrove ha dovuto scegliere i suoi vicini di casa e fra essi: Stati Uniti, il modello della società dei consumi, la televisione, la civiltà dello spettacolo, la pubblicità commerciale. Questi vicini di casa hanno mostrato alle masse dei ceti bassi e medio-bassi un benessere anticomunista che pareva a portata di mano e il comunismo ha trovato un contrasto di massa negli anni settanta e ottanta. Tanto è bastato perchè cominciasse il suo declino e la sua trasformazione.
I vicini di casa della Chiesa, una volta stroncato o vincolato alla loro volontà il pericolo rosso che viene da Oriente hanno fatto i loro interessi che non sempre coincidono con quelli della fede in Gesù, anzi. Ma sono pur sempre i vicini di casa, specie in Italia; non credo che la Chiesa Cattolica voglia o possa metterli in discussione o cambiar residenza per avvicinarsi ai vinti del sistema e del momento storico che sono i ceti bassi e i ceti medio-bassi. Occorre non guardare a personaggi alla Don Milani ma alle grandi scelte di fondo e non mi pare che la Chiesa abbia rifiutato l’otto per mille o si sia impegnata a dismettere parte del suo enorme patrimonio immobiliare per creare opere di bene magari a favore dei ceti medi e bassi. La Chiesa ha i suoi nemici e i suoi vicini di casa sono quelli, finchè avrà bisogno di loro non li combatterà con durezza. Del resto l’egoismo assoluto, anarcoide e avido di denaro è anticomunista, perchè aggredire il nemico del nemico?
Il comunista di oggi è l’ateo, è l’agnostico, è chi vuole togliere e l’otto per mille, chi vuole tassare la Chiesa, chi vuole la scuola pubblica e la riduzione d’importanza della scuola cattolica e privata, chi predica il relativismo dei valori e vuol togliere il crocefisso, chi vota per partiti “liberal” , all’italiana ovviamente. Chi contrasta i nuovi mostri “comunisti”: elettori e forze politiche riconducibili a Bossi e Berlusconi e a tutto ciò che rappresentano.
Può la Chiesa congedare parte del suo esercito di credenti e di sostenitori oggi come e oggi, credo proprio di no. Cercherà di non dar troppa confidenza ai suoi scomodi vicini ma restare sola davanti a chi la critica e la contesta è chiedere troppo.
Ottima prosa che metterei come premessa, poi viene il che fare tra tanto disastro: voi evangelizzate Adro che io pubblicizzo il MAG di Don Santoro. Semplice, semplice.
Grazie professore del commento!
Dimenticavo di aggiungere un fatto banale e scontato ma utile per capire la situazione.
Negli ultimi quindici anni si tende a criminalizzare con aggettivi assurdi e fuori tempo massimo contestatori e critici del sistema e delle gerarchie politiche al potere. Gli aggettivi sono fantasiosi e un pò rozzi, pensati per un popolo italiano degli anni sessanta e settanta, e mi riferisco alla facilità con cui si usano i termini: fascista, comunista,squadrista, terrorista, sovversivo, anarchico.
Le minoranze più o meno eccentriche o virtuose sono di fatto criminalizzate; è concesso loro talvolta di pensare e protestare in condizioni e situazioni ben definite ma se escono dal seminato o vanno nel concreto delle loro aspirazioni ecco che scende la censura, la gogna mediatica, la calunnia, il fraintendere parole e posizioni.
Non c’è in Italia l’abitudine a un vero confronto di posizioni o di situazioni, tutto nella discussione politica diventa rissa, tifo, urla, prese di posizioni ingigantite dal megafono mediatico in uso o in prestito ai diversi attori politici.
Un italiano di venti anni che fosse forzato ad usare la televisione per informarsi o l’ordinaria informazione giornalistica avrebbe delle difficoltà enormi a capire le vicende lettorali delle Liste Grillo o dell’Italia dei Valori.
Se questa tendenza viene associata a un livello alto del dibattito politico, religioso e culturale ecco che appare palese il dato dell’impossibilità di capire questo tempo con mezzi e vie ordinarie e la necessità, per chi può, di creare da sè un percorso individuale per orientarsi nel labirinto di finzioni e inganni di questi anni.
In questa mancanza di spazio culturale per una crescita di una società civile adeguata al XXI secolo vedo il limite del dibattito alto che chiama in causa le grandi questioni esistenziali e spirituali.
Constato con te la mancanza cronica di spazio culturale, ma devo capire dove andresti tu a costruirlo? Avremo il tempo per parlarne!
Come fanno le Liste Grillo a dibattere?
Usano il Web e talvolta si ritrovano in luoghi pubblici ad ascoltare Grillo o a ragionare fra di sè.
Questo può essere un primo inizio.
Soggetti che hanno bisogno di organizzarsi e di confrontarsi che trovano degli spazi e dei luoghi spesso di fortuna o temporanei. Penso ai palazzetti dello sport dove si è data tanta parte della felice predicazione di Beppe Grillo, a fatti pubblici come il Palavobis di anni fa, a forme d’opposizione che si trovarono a teatro a sentire soggetti scomodi ma anche al Social Forum.
In una parola lo spazio lo devono trovare gli interessati perchè esso non è dato, anzi noto una cappa di silenzio intorno alle minoranze di virtuosi e agli attivisti di cause nobili non coincidenti con l’interesse dei poteri politici dominanti i quali a seconda di interessi particolari e talvolta poco chiari si muovono creando grandi eventi o al contrario oscurandoli. Penso allo spazio enorme dato a certe cause contro dittature e regimi autoritari ostili alla NATO, vedi alla voce IRAN, e al silenzio di altre buone cause simili in paesi alleati o amici della NATO. Chi parla male in Italia e altrove di regimi “amici” come il Marocco. Nessuno. Eppure ci sono associazioni pro-popolo sahrāwī in Italia che sollevano il problema di trovare una soluzione alla triste vicenda del territorio di queste genti del deserto occupato dal Regno del Marocco.
Ne parla qualcuno?
Ecco che il problema dello spazio per pensare e osservare questa realtà diventa un antidoto contro un sistema che si orienta in modo fazioso e partigiano, e chi non vuole essere trascinato dal flusso di notizie incontrollabili e di parte deve costruirsi una solida cultura e saper andare dentro le questioni. Per questo c’è bisogno di spazi e occorre crearli perchè non ci sono.
http://it.wikipedia.org/wiki/Sahara_Occidentale
ieri c’è stato il primo incontro toscano dei volontari politici dei meet up, al momento non so se è nato qualcosa di valido, posso auspicarlo.
Il tuo concetto di spazio ha dei limiti, io parlo di luoghi di formazione, tu di luoghi di incontro o di intrattenimento.
Grillo non ha molto di più da dare e per un meet up che entra in comune ce ne erano altri 2 talvolta 3 che non ce l’hanno fatto e non ce la faranno!
Grillo è grande, ma destinato a sbagliare ancora e non si può aspettare o sperare in Grillo, come se dovesse prendersi le nostre responsabilità.
Sia chiaro che parlo in generale e ho allargato la riflessione!
Uno spazio autodeterminato e proprio che nasce dalla messa in comune di esperienze e di storie può diventare luogo di formazione. Ci sono molti modi per formarsi e per arrivare a trovare un proprio percorso nel labirinto di illusioni e di false credenze della civiltà industriale nel tempo della sua Terza Rivoluzione. Uno dei canali attraverso il quale si forma l’opinione pubblica è la pubblicità commerciale, andare oltre è già tanto. Poi per la formazione politica, che è un problema, occorre capire se interessa un pecorso di auto-formazione o un sistema organizzato con obiettivi determinati, verifiche e standard.
Per ora si può solo pensare all’inizio di un percorso di creazione di occasioni di confronto e dialogo, e non è poco.
caro professore forse non sa che ogni diocesi ha almeno un corso annuale di formazione alla politica e al cosiddetto “bene comune”. Forse è poco, ma di meglio a un livello così diffuso, non c’è nulla, nel presente e in prospettiva.
Poi vorrei chiarire che la terza rivoluzione è in asia africa e paesi ex comunisti, noi viviamo da 20 anni uno smantellamento industriale!
Che ne pensa del mio pezzo sul teatro della politica?
E il secondo Nader sulla riforma finanziaria, su futuroieri ho appena messo il terzo!
ieri sera ho visto il sindaco di Adro all’Infedele di Gad Lerner, ha presentato una scuola elementare in puro stile reazionario. avevo fatto bene a dire che Adro va rivangelizzata e poi riportata nel ventunesimo secolo!